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Kiefer a Valencia: Il fango della storia e la pioggia d’oro di Danaë inaugurano il programma del CAHH

La traiettoria espositiva di Anselm Kiefer in territorio spagnolo ha sempre teso verso il monumentalismo museale, trovando i propri capisaldi nel titanismo del Guggenheim di Bilbao o nelle retrospettive storiche del Reina Sofía di Madrid.

Vista dell’installazione dell’opera «Danaë» di Anselm Kiefer (2016–2021) al Centro de Arte Hortensia Herrero (CAHH) di Valencia, Spagna. Foto: Nastassia Tarusava.

A ridefinire gli equilibri interviene il Centro de Arte Hortensia Herrero (CAHH) di Valencia, che fino al 25 ottobre 2026 affida al maestro del post-war tedesco l’apertura del proprio programma di mostre temporanee.

Curata da Javier Molins, l’esposizione si sviluppa attraverso sei gallerie del restaurato Palacio de Valeriola. Non si tratta di una semplice ricognizione antologica, ma di un corpo a corpo serrato tra le materie iper-stratificate dell’artista e una struttura barocca che, nei suoi stessi sotterranei, conserva sedimenti archeologici romani e islamici. [ Focus Espositivo: Anselm Kiefer al CAHH ]

L’asse portante dell’operazione è Danaë (2016-2021), un’opera di oltre tredici metri di larghezza esposta finora soltanto una volta a New York, nel 2022, e presentata oggi per la prima volta in Europa.

La tela declina la complessa equazione kieferiana tra storia e mito, prendendo come fulcro iconografico la prospettiva desolata dell’aeroporto di Tempelhof a Berlino. L’edificio, archetipo architettonico e ideologico del regime nazista, viene saturato e ridefinito da una cascata di pioggia dorata.

Attraverso l’uso di elementi d’elezione, foglia d’oro, gommalacca ed emulsione, Kiefer non si limita alla rievocazione della rovina, ma sfrutta il pretesto classico della fecondazione di Danae per innescare una tensione dialettica tra la distruzione storica e la rigenerazione formale. Tempelhof perde la sua fissità di simulacro politico per farsi spazio di risonanza mitologica.

La mostra si innesta su una relazione tra la collezionista Hortensia Herrero e l’artista che dura da circa un decennio, inaugurata nel 2016 con l’acquisizione del dipinto Böse Blumen alla Summer Exhibition della Royal Academy di Londra. Quel nucleo originario costituisce il nucleo fisso del museo, che ospita nella grande sala d’ingresso tre opere monumentali in permanenza: la stessa Böse Blumen (2012-2016), Der Tod und das Mädchen (2018) e la densità plastica di Walhalla (2015-2017).

Penso per immagini.
Le poesie mi aiutano…
Sono come boe nel mare.”

Anselm Kiefer

Le superfici sature di piombo, cenere, cemento e frammenti organici esposte a Valencia confermano la subordinazione della pittura kieferiana alla parola scritta, sia essa biblica, kabbalistica o mutuata dalla lirica di Paul Celan e Baudelaire.

Con oltre 400.000 visitatori registrati nei primi due anni dall’apertura, il CAHH consolida un’identità scientifica che supera la mera ostensione della propria collezione privata (comprendente lavori di Baselitz, Hockney e Kapoor).

Dalla sua apertura nel 2023, il CAHH è diventato una delle principali attrazioni culturali di Valencia. Come fondatrice del museo e vicepresidente della più grande catena di supermercati spagnola, Hortensia Herrero osserva come il museo sia passato dall’essere una scoperta del pubblico locale a una meta attivamente cercata dai visitatori internazionali, spesso abbinata alle tradizioni culinarie della città. Come lei stessa racconta:

Poco a poco, è diventato uno dei luoghi di riferimento culturali e artistici di Valencia… e il legame tra il centro d’arte e la paella si è rivelato del tutto inaspettato.»

EXHIBITION VIEW

INFO

Anselm Kiefer
Fino al 25 ottobre 2026
Centro de Arte Hortensia Herrero (CAHH)
Calle del Mar, 31, Valencia, Spagna
cahh.es

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