Mario Bellini, calcolatrice con stampante Divisumma 18, Olivetti. Noleggiocose di Andrea Moscardi

A Gorizia la mostra sugli anni Settanta in Italia tra arte, moda e design

Fino al 29 novembre le sale di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia tornano a farsi scenario di un viaggio ravvicinato nella memoria visiva del nostro Paese con l’apertura della mostra “Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design.”

Il progetto promosso dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia ERPAC FVG si inserisce in un percorso di ricerca già avviato con le precedenti mostre dedicate agli anni Cinquanta e Sessanta. L’obiettivo è proseguire il lavoro di ricostruzione delle trasformazioni sociali e culturali del Paese attraverso le arti visive, con un’attenzione particolare alle dinamiche che hanno attraversato il territorio regionale.

Il progetto trova il suo fulcro espositivo negli spazi di Palazzo Attems Petzenstein e si sviluppa parallelamente alla Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo con un articolato programma di mostre, incontri e attività di approfondimento.

Al centro dell’indagine, curata da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli ed Enrico Minio Capucci, il rapporto tra arti visive, moda e design negli anni Settanta. Un dialogo che viene letto come specchio delle profonde trasformazioni economiche e culturali del periodo, segnato dalla crisi dei modelli univoci e dall’affermazione di linguaggi plurali.

LE SEZIONI

La sezione dedicata alle arti visive ricostruisce un quadro ampio e non lineare, in cui convivono esperienze concettuali, ricerche pittoriche e pratiche installative. Accanto a figure come Alberto Burri e Afro, trovano spazio artisti come Gino De Dominicis, Giorgio Griffa, Rodolfo Aricò, Marco Gastini, Getulio Alviani, Carlo Ciussi e Lucio Saffaro, fino a Ugo Nespolo e a un intervento di Michelangelo Pistoletto, che introduce la dimensione ambientale e relazionale dell’opera.

Il percorso evidenzia una stagione in cui la pittura si confronta con la propria ridefinizione interna, mentre l’arte concettuale e le installazioni ampliano il campo d’azione verso nuove forme di esperienza. Il risultato è un panorama frammentato ma estremamente vitale, in cui non esiste una direzione unica ma una pluralità di ricerche parallele.

Accanto alle arti visive, la mostra dedica ampio spazio alla trasformazione del sistema moda. Gli anni Settanta segnano infatti il passaggio dall’alta sartoria al prêt-à-porter, con l’affermazione della figura dello stilista e la crescita del sistema industriale del Made in Italy. Milano diventa il principale centro di produzione e innovazione, ridefinendo estetiche e modelli di consumo.

In questo contesto si collocano le sperimentazioni di Walter Albini, le ricerche materiche di Roberto Capucci, le geometrie di Missoni, la nuova eleganza urbana di Giorgio Armani e l’approccio pop di Elio Fiorucci, che contribuisce a trasformare l’abbigliamento in fenomeno culturale diffuso.

Il design, infine, rappresenta un ulteriore asse di lettura del decennio. La sperimentazione sui materiali, in particolare le materie plastiche, e la ricerca di nuove forme domestiche caratterizzano la produzione italiana. Oggetti come la poltrona Joe del trio De Pas-D’Urbino-Lomazzi, la Divisumma 18 di Mario Bellini per Olivetti o la lampada Valigia di Ettore Sottsass jr testimoniano una stagione di forte innovazione formale e concettuale.

Accanto alla produzione industriale si sviluppano anche esperienze orientate alla ricerca artigianale e alla sperimentazione sui materiali, come nel caso di Enzo Mari e Mario Ceroli, mentre figure come Joe Colombo, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Richard Sapper e Gae Aulenti contribuiscono a definire il profilo internazionale del design italiano.

Il progetto si configura così come un percorso di ricerca che non si limita alla dimensione espositiva, ma si estende attraverso archivi, incontri e attività divulgative. L’obiettivo è restituire la complessità di un decennio che ha profondamente inciso sull’identità culturale del territorio e del Paese.

La programmazione si svilupperà fino al 2027, con una serie di appuntamenti che culmineranno nel cinquantesimo anniversario della Galleria Spazzapan, confermando la volontà di costruire una narrazione storica condivisa tra istituzioni, studiosi e pubblico.

INFO

Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design.
Palazzo Attems Petzenstein, Piazza Edmondo De Amicis, 2 – Gorizia
Dal 27 giugno al 29 novembre
Catalogo: Antiga Edizioni

FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70
Galleria Regionale di Arte contemporanea Luigi Spazzapan, Via Marziano Ciot-ti, 51 – Gradisca d’Isonzo (GO)
Dal 26 giugno al 29 novembre
Catalogo: Antiga Edizioni

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