La mostra, dal titolo “Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi”, curata da Loredana Parmesani, presenta 130 opere, tra le più iconiche della sua sterminata produzione dell’architetto milanese.
Una visione espositiva capace di ripercorrere la sua carriera, coprendo un vasto arco cronologico che, dai primi passi nel Radical Design milanese degli anni settanta si spinge alle teorie postmoderne, che si ritrovano anche nella sua collaborazione con l’azienda Alessi, che proprio nella Provincia del Verbano Cusio Ossola ha la sua sede operativa.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Il percorso espositivo si avvale di un allestimento modulato sulla struttura interna di Villa Giulia. Ogni stanza, infatti, sarà dedicata a un capolavoro di Mendini, scelto in collaborazione con le figlie Fulvia ed Elisa; si va dalla Poltrona di Paglia del 1974, progettata per dichiarare la necessità del design di non essere solo creazione di oggetti utili, ma strumento di provocazione, sensibilizzazione e attivismo sociale, alla Poltrona di Proust del 1978, dedicata allo scrittore francese, a metà tra roccocò e puntinismo, dal divano K2 per A LOT OF Brazil del 2013, un omaggio ai riferimenti artistici a lui più vicini, quali De Chirico, Savinio, Carrà, Kandinskij, il Futurismo, il cubismo cecoslovacco e le avanguardie storiche, al Mendinigrafo del 1985, una sorta di normografo, ovvero uno strumento da disegno in legno che racchiude i segni e i decori che hanno caratterizzato la sua produzione; e poi, ancora, da 100% Make up di Alessi del 1992, una collezione di 100 vasi in porcellana con il coperchio disegnato da Mendini, ma decorati da altrettanti artisti, architetti e designer internazionali, a Mobili per Uomo: Giacca di Bisazza del 1997, un mobile contenitore in metallo e scultura in mosaico in foglia oro, che trasforma l’abito in un vero e proprio oggetto di design monumentale dove contenere effetti personali.
Ciascuna creazione, inoltre, sarà accompagnata da disegni, oggetti, dipinti, testi che ne spiegano la genesi e ne sottolineano l’importanza nella storia del design.
Il pubblico sarà così invitato a percorrere l’evoluzione creativa di Alessandro Mendini per comprendere l’importanza e l’aspetto innovativo delle sue opere e per appropriarsi delle linee guida che hanno indirizzato la sua ricerca, le tematiche più salienti, le urgenze progettuali, dall’impegno del Radical Design, all’ideazione della Poltrona di Proust, fino alla dimensione più intima e quotidiana, quasi domestica, dedicata alla casa e all’abito.
Il progetto di allestimento della mostra è curato da Alex Mocika.
“In ogni spazio – sottolinea Loredana Parmesani -, l’oggetto iconico dà il via a un racconto progettuale ed emozionale che si sviluppa in un percorso fatto oggetti, disegni, fotografie, scritti che sostengono la peculiarità teorica e formale dell’argomento affrontato.
Perché le stanze? Perché le stanze come mondi? Perché le stanze sono state uno dei fili conduttori della sua ricerca. La stanza, a lui così cara, è luogo della riflessione, del riposo, della quiete, del lavoro ma anche il luogo della turbolenza, dell’inquietudine che può divenire anche prigione da cui fuggire grazie all’immaginazione”.
L’ARTISTA
Alessandro Mendini (1931-2019), architetto, designer, artista e critico è nato a Milano. È stato uno dei teorici e promotori del rinnovamento del design italiano. Ha diretto le riviste Casabella, Modo e Domus. Sul suo lavoro e su quello compiuto con i suoi gruppi sono uscite monografie in varie lingue. Ha realizzato oggetti, mobili, ambienti, pitture, architetture, collaborando con compagnie internazionali come Alessi, Bisazza, Hérmes, Philips, Kartell, Swatch, Venini, and Cartier ed è stato consulente di varie industrie, anche nell’Estremo Oriente come Ramun, Cha Hospital, SPC Group, Samsung e LG. Membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme, gli sono stati attribuiti tre Compassi d’Oro per il design, ed è stato insignito delle onorificenze Chevalier des Arts et des Lettres in Francia, Architectural League di New York e l’European Prize for Architecture 2014 a Chicago.
Ha ricevuto le lauree Honoris Causa a Milano, a Parigi, a Wroclaw in Polonia e a Seoul in Corea. Suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private. Alcuni lavori progettati con il fratello Francesco e con il loro Atelier, sono le Fabbriche Alessi a Omegna, la piscina olimpionica a Trieste, le stazioni della metropolitana a Napoli in Italia; una torre ad Hiroshima in Giappone; il Museo di Groningen in Olanda; un quartiere a Lugano in Svizzera; un palazzo per uffici Madsack ad Hannover e un palazzo Commerciale a Lörrach in Germania. In Corea del Sud: Il quartiere Posco a Seoul; la torre osservatorio a Suncheon e la pensilina per l’alta velocità nella stazione ferroviaria di Gwangju.
EXHIBITION VIEW
INFO
ALESSANDRO MENDINI. COSE
Stanze come mondi
Verbania (VB), Villa Giulia (corso Zanitello, 10)
16 maggio – 27 settembre 2026
A cura di Loredana Parmesani











