Ilaria Sagaria, "Tutto ciò che tace - Dittico Meduse", 2022, dittico, stampa a pigmenti su carta baritata

Ilaria Sagaria Tutto ciò che tace a Maja Arte Contemporanea a Roma

A Roma, negli spazi di Maja Arte Contemporanea Ilaria Sagaria presenta “Tutto ciò che tace”, seconda personale realizzata con la galleria e nuovo capitolo di ricerca.

Ilaria Sagaria, “Crisalidi – Bambina che corre”, 2023, stampa a pigmenti su carta cotone

La mostra raccoglie venti opere realizzate tra il 2019 e il 2025, includendo lavori provenienti da cicli come Piena di grazia e Crisalidi, insieme a una serie inedita che dà il titolo al progetto espositivo.

Più che una ricognizione cronologica, l’esposizione si costruisce come un sistema di risonanze interne. Le immagini dialogano per tensioni sottili, per prossimità emotive, evitando qualsiasi scansione narrativa rigida. Sagaria lavora sulla soglia tra apparizione e sottrazione, trasformando la fotografia in un dispositivo capace di trattenere ciò che normalmente sfugge alla rappresentazione: stati interiori, memorie opache, fragilità non dichiarate.

Nel suo lavoro la fotografia non coincide mai con il documento. Ogni immagine nasce da una costruzione rigorosa, quasi liturgica, dove luce, tessuto, postura e paesaggio vengono orchestrati con precisione pittorica. Eppure ciò che interessa davvero all’artista avviene dopo la costruzione, nel momento in cui la scena sembra perdere intenzionalità e lasciare emergere qualcosa di più vulnerabile, meno controllabile. È lì che l’immagine smette di essere composizione e diventa soglia.

La formazione pittorica di Sagaria attraversa il lavoro senza irrigidirlo in un sistema citazionista. Alcuni tagli luministici evocano la tradizione seicentesca, certe posture rimandano alla ritrattistica sacra, ma nulla si deposita come omaggio esplicito o esercizio stilistico. Il riferimento colto viene assorbito, consumato dall’interno. Rimane una tensione percettiva che agisce sotto traccia.

In questo senso il silenzio evocato dal titolo non è un semplice tema curatoriale. È la struttura stessa dell’immagine. Le fotografie di Sagaria sembrano sottrarsi continuamente alla verbalizzazione, come se ogni elemento visibile custodisse qualcosa che resiste alla traduzione. Un gesto trattenuto, un volto che evita frontalità, una mano che stringe un oggetto fuori fuoco: dettagli minimi che acquisiscono densità emotiva senza mai diventare allegoria.

Il femminile, centrale nella sua ricerca, non viene trattato come categoria identitaria da esibire o rivendicare. Appare piuttosto come territorio di metamorfosi, spazio attraversato da fragilità, desiderio di sparizione, tensione verso una forma altra di presenza. Le figure ritratte sembrano abitare un tempo ambiguo, sospeso tra adolescenza e maturità, tra rito e quotidianità, tra memoria privata e immaginario archetipico.

Anche la natura assume un ruolo decisivo. Non come sfondo contemplativo, ma come organismo percettivo che partecipa allo stato emotivo dell’immagine. Foglie, acqua, terra, elementi vegetali diventano estensioni sensibili dei corpi, superfici attraverso cui il paesaggio entra nella psiche e viceversa. È una relazione silenziosa, mai romantica, che evita qualsiasi estetica dell’idillio.

La forza di Tutto ciò che tace sta proprio nella sua capacità di non chiudere il senso. Sagaria non produce immagini che chiedono di essere decifrate. Chiede piuttosto allo sguardo di rallentare, di sostare dentro una condizione di incertezza. In un presente visivo dominato dalla saturazione narrativa e dall’urgenza dell’immediato, questa scelta assume quasi un carattere politico.

La collaborazione tra l’artista e Maja Arte Contemporanea, iniziata nel 2023 con la residenza Una Residenza tutta per sé, trova qui un punto di maturazione evidente. Non tanto per una presunta “coerenza stilistica”, quanto per la capacità di Sagaria di spingere la propria ricerca verso una zona più scarna, più esposta, dove l’immagine rinuncia alla protezione del simbolo per confrontarsi con qualcosa di più instabile e necessario.

L’ARTISTA

Iaria Sagaria (Salerno, 1989) vive e lavora a Milano. Dopo i diplomi in pittura e fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha lavorato tra Napoli e Monaco di Baviera.

Le sue opere sono state esposte in gallerie, musei e Istituti Italiani di Cultura in Italia e all’estero, e presentate in numerosi festival internazionali, tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Verzasca Photo Festival, il Format Festival nel Regno Unito e il Centre de la photographie Genève.

Nel 2021 ha realizzato una mostra personale alle Gallerie degli Uffizi, dove è tornata nel 2023 con una donazione alla collezione permanente degli autoritratti.

Vincitrice di numerosi premi, tra cui Portfolio Italia (2021), New Talent Prize (2023) e il Premio Portfolio del Festival Fotografico Europeo (2024), affianca alla ricerca artistica l’attività di insegnamento nelle discipline visive e audiovisive.

INFO

Tutto ciò che tace
Ilaria Sagaria
A cura di: Daina Maja Titonel
Testo di: Valentina Rippa
Maja Arte Contemporanea
via di Monserrato 30, 00186 Roma
Fino al 27 giugno 2026
www.majartecontemporanea.com
Instagram: @majartecontemporanea


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