Fino al 5 dicembre 2026, BUILDING TERZO PIANO a Milano ospita Abandon Sight, mostra personale di M.O.O.R., nome d’arte di Gianluca Balocco, a cura di Serena Tabacchi.
Un progetto espositivo che indaga i meccanismi della percezione visiva attraverso un’installazione articolata, nella quale fotografia, video, luce, suono, scultura e intelligenza artificiale concorrono a ridefinire il rapporto tra immagine e osservatore.
Il punto di partenza della ricerca è rappresentato dagli antichi arazzi e tappeti della Collezione Moshe Tabibnia, custoditi presso l’omonima galleria milanese. Balocco assume questo patrimonio tessile come archivio di memoria e materia generativa, soffermandosi sulle trame, sulle simmetrie e sulle stratificazioni cromatiche per sviluppare nuove possibilità di visione. Da questo confronto nasce Neural Thrill, un orientamento di ricerca fondato sulla riattivazione percettiva di immagini e memorie preesistenti.
Il titolo Abandon Sight suggerisce una sospensione dello sguardo automatico. L’invito non è a rinunciare alla visione, ma a sottrarsi alle sue abitudini, lasciando che una superficie conosciuta si trasformi in paesaggio mentale, mappa o territorio inesplorato. Dalle geometrie dei tessuti emergono così figure antropomorfe, cavità e presenze ambigue, in bilico tra reliquia, idolo e immagine interiore.
Ad accogliere il pubblico è Abandon Sight – Impermanence Insight (2026), una tela elettronica che modifica lentamente la propria configurazione nell’arco di quasi cinque ore. L’immagine si sottrae alla comprensione immediata e richiede un tempo di osservazione prolungato. La componente sonora di quest’opera e del video Abandon Sight – Brutalist (2025), sviluppata da RobinG (Roberta Gilardi), si integra con un intervento olfattivo site-specific di Fulco Abbate, costruito attraverso essenze di origine vegetale, accordi di petricore e note muschiate animaliche.
Nella serie Abandon Sight, le cromolografie superano la dimensione della stampa per entrare in relazione con le condizioni luminose dell’ambiente. È il caso di Abandon Sight – Vanitas Neuralis (2025), dove un dispositivo luminoso altera progressivamente la percezione cromatica dell’immagine.
Tra i lavori centrali figura The4thDimension – Transland (2025), presentato per la prima volta in Italia in questa configurazione. L’opera introduce un sistema di tracciamento oculare che mette in relazione lo sguardo del visitatore con un universo visivo composto da decine di migliaia di configurazioni potenziali. L’osservatore diventa parte attiva del processo: mentre guarda l’opera, viene a sua volta osservato dal dispositivo, che interpreta le dinamiche del suo sguardo e determina una delle possibili configurazioni dell’immagine.
L’immaginario di Transland prende forma da migliaia di fotografie di paesaggi italiani realizzate da Balocco e successivamente rielaborate, anche attraverso l’intelligenza artificiale, in scenari distopici proiettati cinquecento anni nel futuro. L’AI interviene nella costruzione dell’universo visivo, non nel funzionamento dell’interazione. La dimensione sonora, invece, nasce da una registrazione per viola da gamba eseguita da Roberto Gini e rielaborata dall’artista.
Un ulteriore livello di imprevedibilità è introdotto da Oracle (2026), applicazione algoritmica che restituisce un responso a partire dall’esperienza del visitatore, integrando la partecipazione individuale nella drammaturgia complessiva dell’esposizione.
Il lavoro di Balocco si riconosce in quello che l’artista definisce «pensiero ibrido»: fotografia, osservazione del reale, disegno, elaborazione digitale e stratificazione algoritmica convivono in una pratica che utilizza la tecnologia come strumento di trasformazione dello sguardo, senza farne un fine. La questione riguarda piuttosto la responsabilità dell’osservazione e la possibilità di recuperare un rapporto più consapevole con le immagini.
Con Abandon Sight, BUILDING TERZO PIANO propone una riflessione sulla relazione tra patrimonio storico, memoria e nuove tecnologie. Una mostra nella quale vedere non coincide più con il semplice riconoscimento di una forma, ma diventa un’esperienza dinamica, soggettiva e potenzialmente irripetibile.
Exhibtion view


L’artista
ph. Lucia Menegotto
M.O.O.R. (Mind Opens Our Reality) è il nome artistico di Gianluca Balocco (Verona, 1964), artista, architetto e tecno-umanista. Formatosi a Verona attraverso studi di pittura, scultura e fotografia e una successiva esperienza presso l’Accademia di Belle Arti, si laurea in Architettura allo IUAV di Venezia e consegue un master post-laurea in Comunicazione multimediale al Politecnico di Milano. È Leica Certified Photographer. Da oltre quarant’anni la sua ricerca indaga la trasformazione dell’immagine e, in particolare, l’evoluzione e la sperimentazione dei linguaggi fotografici. La fotografia viene progressivamente sottratta alla condizione di immagine stabile per diventare materia, ambiente, processo temporale e sistema percettivo. Il suo percorso attraversa differenti fasi della produzione, dalle prime sperimentazioni materiche e fotografiche alle multivisioni e alle elaborazioni digitali, fino ai sistemi interpercettivi contemporanei.
La ricerca più recente integra arte, neuroscienze, oculometria, biometria, intelligenza artificiale e studi sulla percezione, sviluppando linguaggi transpittorici e una concezione sistemica della fotografia. L’immagine non è intesa come rappresentazione conclusa, ma come organismo relazionale e campo di possibilità, capace di modificarsi attraverso luce, tempo, spazio, memoria e presenza dell’osservatore. Da queste ricerche nascono sistemi e ambienti come The4thDimension, Impermanence, le cromolografie, le Raybox RGBW e Neural Temple.
Info
M.O.O.R. — Gianluca Balocco
Abandon Sight
a cura di Serena Tabacchi
05.11.2026 – 05.12.2026
BUILDING TERZO PIANO
via Monte di Pietà 23, 20121 Milano
www.building-gallery.com




