Dal 6 novembre 2026 al 13 febbraio 2027, Lorenzelli Arte di Milano dedica una ampia mostra a Max Bill.
Un percorso di circa 40 opere tra pittura, scultura e grafica ricostruisce l’evoluzione di uno dei protagonisti dell’arte concreta del Novecento, mettendo al centro la dimensione plastica della sua ricerca.

«quando qualcuno crea qualcosa, si assume la responsabilità di ciò che ha fatto… l’arte è un problema di innovazione e di invenzione».
Max Bill
La riflessione formulata da Max Bill nel 1976 offre una possibile chiave di lettura della mostra.
L’arte è un problema d’innovazione e il progetto espositivo si muove in questa direzione con un impianto museale che attraversa quasi cinquant’anni di attività, dai primi anni Quaranta alla fine degli anni Ottanta, attraverso opere provenienti anche dalla collezione personale di Matteo Lorenzelli.
Il fulcro dell’esposizione è la scultura, disciplina nella quale il pensiero teorico di Bill trova una delle sue formulazioni più rigorose. La geometria diventa materia, i volumi si trasformano attraverso rapporti matematici e simmetrie, mentre la forma si emancipa dalla funzione rappresentativa per affermarsi come struttura autonoma.
Le opere

Tra i lavori esposti figurano Unendliche Schleife aus einem Kreisring II (1947-48), un nastro continuo in ottone dorato ottenuto dalla torsione di un anello, Einheit aus drei gleichen Volumen (1961-63), costruzione fondata sulla compenetrazione di tre volumi identici, e Dublement (1969), in ottone cromato. A questi si affiancano Halber Kubus (1966), realizzato in granito nero svedese, e Die feste Hälfte einer Kugel (1972), una semisfera in alluminio nichelato che indaga le relazioni tra superficie, luce e spazio.
La pittura completa il percorso con un nucleo di oli su tela realizzati tra il 1943 e il 1985. Il colore assume qui un ruolo strutturale, sottoposto a combinazioni e relazioni calibrate secondo una logica compositiva. Dalle prime sperimentazioni cromatiche di Blau+Gelb=Rot (1943-71) alle costruzioni geometriche di Konstruktion mit 2 ähnlichen Farbgruppen um das Zentrum (1956), fino alle tele romboidali e alle successive variazioni sulle relazioni tra colori complementari, emerge una ricerca che considera la pittura un campo di verifica del pensiero matematico.
In Bill la razionalità non esclude la dimensione estetica. La bellezza nasce dalla precisione dei rapporti, dalla coerenza interna delle forme e dalla possibilità di trasformare un principio teorico in esperienza visiva. È una concezione nella quale l’opera non illustra un’idea, ma la mette concretamente alla prova.
Il catalogo
Il progetto è accompagnato da un catalogo monografico bilingue italiano-inglese, con oltre 80 tavole a colori, un testo critico inedito di Roberto Borghi e un’ampia documentazione d’archivio, tra testi, interviste e fotografie.
Exhibitin View





Info
max bill. l’arte è un problema d’innovazione
Dal 6 novembre 2026 al 13 febbraio 2027
lorenzelli arte, corso Buenos Aires 2, 20124 Milano
www.lorenzelliarte.com




