HESTETIKA è disponibile il Vol. 45

Hestetika 45: otto artisti e un editoriale sul prezzo dell’accesso all’arte

Nei bookshop e online il nuovo numero della rivista, 176 pagine con Liu Bolin, Chloe Wise, Sue Tompkins, Nieves González, Romina Bassu, Martina Rota, Rick Former e Marco Scarpa

Si comincia con Nieves González, pittrice spagnola nata a Huelva nel 1996, che racconta la sua formazione sivigliana su Zurbarán, Ribera e Velázquez e spiega come un piumino contemporaneo possa prendere il posto del panneggio barocco. Martina Rota, bergamasca, vincitrice del Premio Gallarate 2026, parla di “Dirty Sweat”, la performance che tratta il piacere come fiducia ritrovata dopo la violenza, e dei due anni passati dentro il mondo del bodybuilding per “With all my strength”.

Chloe Wise torna su “Extrasensory”, la mostra alla Kulturstiftung Basel H. Geiger che si apre dentro un negozio esoterico di souvenir, e annuncia la sua prima personale italiana, a Milano da Massimo De Carlo. Rick Former ha rimandato indietro le domande riscritte a matita rossa su un unico foglio: la rivista lo pubblica come parte dell’intervista, insieme a un testo che prova a rispondere alla domanda su chi sia davvero Rick Former.

Romina Bassu ripercorre il ritorno all’archetipo di Demetra nella mostra allo Spazio Giallo di Roma e la lezione di John Berger sulle donne che imparano a guardarsi con gli occhi di un altro. Sue Tompkins, artista di Glasgow e voce dei Life Without Buildings, spiega perché scrive a macchina seduta sul pavimento e cosa le ha lasciato la collaborazione con gli Sleaford Mods, mentre la band si prepara a tornare sul palco a novembre.

Il servizio su Liu Bolin parte dal 7 luglio, quando l’artista cinese è tornato a Milano per donare alla Pinacoteca di Brera le due fotografie realizzate davanti all’Ultima Cena di Leonardo e dentro Santa Maria delle Grazie. Il fotografo Marco Scarpa racconta l’Officina dei Ritratti, la scelta del bianco e nero e il progetto di tornare a Chernobyl per ritrarre gli anziani rimasti nei villaggi vicino alla centrale.

Chiude “L’eccipiente dell’arte”. L’editoriale di Marco De Crescenzo che parte dal saggio di Daisy Fancourt “L’arte che cura” e arriva a una mail ricevuta durante la chiusura del numero, in cui il manager di un artista rispondeva a una richiesta di intervista chiedendo follower e stime di engagement. Il testo contesta l’idea che per parlare con un artista si debba prima superare una verifica dei numeri.

SCHEDA

Hestetika Vol. 45/2026
176 pagine, 20 euro, ISSN 2039-2664
In vendita nei bookshop e su www.hestetika.art
Contatti: [email protected]

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LA PREVIEW

Ecco una preview di quello che troverete in questo numero:

HESTETIKA ART Next Generation