ROBERTO CAPUCCI Abito da sera in sauvage di seta, 1985-1989 Collezione privata

ROBERTO CAPUCCI. Vestire le muse al Museo Accorsi-Ometto di Torino

La moda come forma d’arte, l’abito come dispositivo capace di tradurre in materia un’idea di bellezza.

Dal 6 novembre 2026 al 28 febbraio 2027, il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino dedica una mostra a Roberto Capucci, esplorando il rapporto tra lo stilista e le donne che hanno attraversato il suo universo creativo.

ROBERTO CAPUCCI
Abito da cocktail in chiffon di seta con rouges in taffetas di seta, 1980 1989 
Collezione Duchessa Maria Luisa Gaetani d’Aragona

“Roberto Capucci. Vestire LE muse”, a cura di Silvia Mira, storica dell’arte e del costume, costruisce un percorso attraverso cinquanta abiti che restituiscono la singolare capacità dello stilista di trasformare il tessuto in architettura, il corpo in una superficie espressiva e la moda in una ricerca estetica autonoma.

Le protagoniste della mostra provengono da mondi differenti: cultura, arte, scienza, aristocrazia, teatro e cinema. Donne che non hanno soltanto indossato le creazioni di Capucci, ma hanno contribuito a definire l’immaginario di una stagione irripetibile della moda italiana.

Tra loro figurano la duchessa Maria Luisa Gaetani d’Aragona, Marisa, Valentina e Violetta Nasi e Clementina Marini Clarelli, che hanno messo a disposizione parte dei propri guardaroba personali. Accanto a queste presenze, la mostra riunisce gli abiti appartenuti ad alcune delle interpreti più celebri del Novecento, da Silvana Pampanini a Lucia Bosè, Catherine Spaak e Valentina Cortese.

Il percorso si estende anche al mondo della lirica, con le creazioni indossate da Raina Kabaivanska e Katia Ricciarelli, fino ad arrivare a una figura lontana dai circuiti dello spettacolo come Rita Levi Montalcini, testimonianza di quanto il linguaggio di Capucci sapesse dialogare con personalità e sensibilità profondamente diverse.

“Vestire LE muse” restituisce così una dimensione meno consueta della vicenda creativa di Capucci: non soltanto la storia di uno stilista che ha ridefinito le possibilità formali dell’abito, ma quella di un dialogo tra creazione e identità, nel quale ogni donna diventa interprete di una precisa idea di eleganza. Un patrimonio di forme e relazioni che il Museo Accorsi-Ometto riporta oggi al centro della scena.

Roberto Capucci non è uno stilista, non è un sarto. È un artista. Le Muse di Capucci sono coloro in grado di abitare la meraviglia, all’altezza della meraviglia, perché hanno in sé la capacità di comprenderla e di farsi tramite del compimento di un anelito di infinito.” – dichiara Silvia Mira.

ROBERTO CAPUCCI
Abito da cocktail in taffetas di seta, 1982 
Collezione privata

L’artista

ROBERTO CAPUCCI – Nato a Roma nel 1930, Roberto Capucci si afferma fin dagli anni Cinquanta come una delle figure più innovative della moda italiana. Nel 1950 apre il suo primo atelier in via Sistina a Roma, ma il battesimo del fuoco avviene a Firenze nel luglio del 1951, nell’ambito della prima manifestazione della nascente moda italiana organizzata dal marchese Giorgini.

Nel 1956, quando Christian Dior lo definisce il migliore creatore di moda italiano, Capucci disegna uno dei suoi modelli più famosi: il Nove gonne. Due anni dopo, Capucci rivoluziona il linguaggio sartoriale con la Linea a scatola, che gli vale il prestigioso riconoscimento della Filene ’s Young Talent Design Award di Boston.
Nel 1962 apre un atelier a Parigi, dove sperimenta forme, colori e materiali inusuali, dalla plastica al plexiglas. Tornato a Roma, nel 1968, prosegue la sua ricerca trasformando l’abito in una vera e propria opera d’arte. Negli anni Ottanta sceglie la libertà creativa al di fuori dei circuiti tradizionali dell’alta moda, presentando una sola collezione all’anno in forma di mostra. La sua ricerca raggiunge la consacrazione nel 1995, quando espone dodici abiti-scultura ispirati ai minerali alla Biennale di Venezia.

Tra le sue creazioni più celebri figurano l’abito-scultura Oceano, realizzato per l’Expo di Lisbona del 1998, e Omaggio a Giorgini (2001). Nel 2020 firma i costumi per il balletto Le creature di Prometeo, presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Info

ROBERTO CAPUCCI
Vestire LE muse 
A cura di Silvia Mira
6 novembre 2026 – 28 febbraio 2027

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