Villa e Collezione Panza a Varese fino al al 7 marzo 2027, ospita David Tremlett. Somebody did Something on the Wall, un progetto espositivo che segna il ritorno dell’artista britannico negli spazi della villa, oltre cinquant’anni dopo il primo incontro con il collezionista Giuseppe Panza di Biumo.

Promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, la mostra nasce da un’idea di Nicoletta Pallini ed è curata da Marta Spanevello. Il progetto riannoda il dialogo tra Tremlett e Giuseppe Panza, che nel 1973 acquistò alcune opere dell’artista, riconoscendone la capacità di tradurre l’esperienza del paesaggio in forme astratte, essenziali ed evocative.
Il ritorno a Villa Panza prende forma attraverso due nuovi interventi site-specific, destinati a entrare nella collezione permanente, e un percorso espositivo che riunisce ventidue opere e materiali documentari inediti. Un progetto che rinnova la vocazione della villa come luogo di produzione e sperimentazione contemporanea, nel solco dell’eredità culturale lasciata da Giuseppe Panza di Biumo.
Le opere
Il primo intervento, Graphite and Grease Corner (2026), occupa un angolo della caffetteria recentemente rinnovata. L’opera recupera un piccolo disegno del 1970, proveniente dall’archivio dell’artista, e lo trasforma in una composizione scultorea realizzata con grafite e grasso. Le tonalità di grigio e nero si estendono sulle superfici contigue, stabilendo una relazione diretta con l’architettura settecentesca dell’ambiente.
Il secondo lavoro, Flip Over (2026), è un grande wall drawing che coinvolge il soffitto di cinquanta metri quadrati e le pareti del negozio-bookshop. La composizione geometrica accosta grafite e due tonalità di giallo, recuperando elementi delle prime sperimentazioni dell’artista e intrecciandoli con la sua più recente ricerca cromatica. Il titolo, che richiama il gesto di voltare pagina, suggerisce anche un cambiamento di prospettiva: l’invito a sollevare lo sguardo e osservare lo spazio da un punto di vista inconsueto.
Nell’ala dei Rustici, tra Scuderie e Rimesse, si sviluppa invece la mostra che ripercorre oltre cinquant’anni di ricerca. Il percorso parte dalle opere realizzate durante il viaggio compiuto da Tremlett tra il 1971 e il 1974 dall’Europa all’Australia occidentale. In quella stagione l’artista sperimenta l’utilizzo della polvere di grafite applicata su piccole schede di carta, trasformando appunti e osservazioni del paesaggio in segni astratti. Tra i lavori esposti figura Cue (1974), acquistato da Giuseppe Panza nel 1975 e proveniente dalla Panza Collection di Mendrisio.
La rassegna attraversa quindi le sperimentazioni degli anni Ottanta e Novanta, quando il disegno su carta si confronta progressivamente con interventi di dimensione architettonica. Opere come Untitled Arches (G) (1989), FRONT (1990) e Somebody did Something on the Wall (1991) documentano l’evoluzione di un linguaggio nel quale pastello, grafite e scrittura diventano strumenti per ridefinire la percezione dello spazio. Proprio quest’ultima opera dà il titolo all’intero progetto, evocando con una formula volutamente ambigua il rapporto tra gesto artistico, poesia e significato.
A completare la visita interviene anche la dimensione sonora. Lungo il percorso espositivo saranno riprodotte otto registrazioni inedite raccolte sotto il titolo Loop Tape Compositions, realizzate da Tremlett tra il 1969 e il 1971. Rumori, frammenti vocali e sperimentazioni acustiche restituiscono una parte meno conosciuta della sua ricerca, ampliando il dialogo tra arti visive e musica.
Il ritorno di Tremlett assume un significato particolare nell’anno in cui ricorrono trent’anni dalla donazione di Villa Panza al FAI, avvenuta nel 1996. Negli ultimi dieci anni, le mostre e i progetti promossi dalla Fondazione hanno arricchito la collezione permanente con dieci nuove opere di artisti internazionali, tra cui Bob Wilson, Meg Webster, Robert Irwin e Tony Cragg.
L’artista
Nato a Saint Austell, in Cornovaglia, nel 1945, David Tremlett è tra le figure più autorevoli dell’arte britannica contemporanea. Formatosi alla Birmingham School of Art e al Royal College of Art di Londra, ha sviluppato una ricerca che attraversa scultura, pittura, fotografia, suono e installazione. Selezionato per il Turner Prize nel 1992, ha realizzato interventi in contesti internazionali, dalla Cappella del Barolo a La Morra, progettata con Sol LeWitt, a Drawing for Free Thinking alla Tate Britain, fino agli interventi a Palazzo Butera a Palermo e a The Organ Pipes a Reggio Emilia.
Con Somebody did Something on the Wall, Villa Panza non si limita dunque a ospitare una mostra, ma riattiva una relazione storica tra artista, collezionista e architettura. È proprio nella continuità tra memoria e nuova produzione che il progetto trova la propria ragione più interessante: l’opera contemporanea non come elemento estraneo al luogo, ma come possibilità di trasformarne nuovamente lo sguardo.
Exhibition View




Info
DAVID TREMLETT.
SOMEBODY DID SOMETHING ON THE WALL
a cura di Marta Spanevello
5 novembre 2026 – 7 marzo 2027
Villa e Collezione Panza – Piazza Litta 1, Varese, Italia
www.villapanza.it




