C’è qualcosa oltre Hollywood e gli stereotipi su attori, attrici e registi? Ebbene qualcosa c’è. Per esempio Jessica Lange, grande attrice (protagonista in grandi successi come King Kong, Il postino suona sempre due volte, Tootsie, Cape Fear e altre pellicole), e vincitrice pure di due premi Oscar.
Perché da più di 30 anni la Lange si è fatta conoscere anche come fotografa. E le sue immagini, più di 200 (molte inedite), sono ora esposte per la prima volta in Italia, ai Musei Reali di Torino, fino al 7 febbraio (con la curatela di Anne Morin), con il titolo Still Image.

Non sono le fotografie che forse qualcuno si aspetterebbe da un nome così famoso: primo perché sono tutte in bianco e nero, e secondo perché la Lange non scatta in digitale ma ancora in pellicola, con la sua fedele fotocamera Leica M6 (che, racconta, le hanno regalato negli anni Novata). Anzi, ci tiene a ribadire che lei non ha proprio mai fotografato in digitale e mai con immagini a colori. Ed è forse per questo che, pur non essendo le sue immagini dei capolavori stilistici, le sue foto e il suo stile (molto street) ci restituiscono qualcosa di intenso, poetico e profondamente umano.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso otto sezioni tematiche, in gran parte inedite, concentrandosi in modo particolare sulle fotografie realizzate a partire dalla fine degli anni Novanta, in cui sensibilità artistica e attenzione documentaria rivelano uno sguardo profondo e malinconico sul mondo contemporaneo.
Cuore della mostra è il ciclo dedicato alla Highway 61, la celebre strada che attraversa gli Stati Uniti da nord a sud, dal Minnesota, terra natale dell’artista, fino a New Orleans. In queste immagini in bianco e nero, caratterizzate da una grana marcata e da forti contrasti, Lange costruisce un racconto dell’America rurale fatto di silenzi, atmosfere sospese e dettagli carichi di significato.
Accanto a questo nucleo si articolano altre serie che ampliano la geografia e l’immaginario dell’autrice, come le fotografie che troviamo nella sezione Messico, in particolare quelle scattate durante la Festa dei Morti a San Miguel de Allende. Qui Jessica Lange si muove senza un obiettivo preciso, lasciandosi guidare dall’intuizione e dall’esperienza del mondo. Il suo sguardo predilige la solitudine, la distanza dagli altri e una presenza discreta, quasi invisibile, che osserva e contempla più che intervenire. Il tempo, nelle sue fotografie, non è interrotto ma dilatato: si distende lentamente seguendo la luce, il passo, l’attesa. È soprattutto nel crepuscolo e nella notte che il Messico prende forma: ombre, corpi, danze, musica popolare, incontri e gesti si animano in una dimensione intensa e sensuale.
Si passa poi agli scatti urbani di Dérive, realizzati a New York durante la pandemia di Covid-19 (2020-2021) e alla serie Freak Show, nata durante le riprese di American Horror Story, in cui emerge un interesse per il mondo del circo e per le sue figure eccentriche e marginali.
Tre le sezioni completamente inedite, Gesti raccoglie un inventario di gesti ed espressioni corporee, minimi ma significativi, capaci di suggerire, da soli, l’inizio di una storia. Al centro poetico della serie si impone in particolare la straordinaria forza comunicativa della mano, elemento che rimanda con evidenza alla professione di attrice di Jessica Lange e che sembra averne profondamente ispirato lo sguardo.
Paesaggi si compone di immagini, realizzate tramite fotocalcografia, di scenari abbandonati del Sud degli Stati Uniti, la cui silenziosa desolazione trasmette un’atmosfera, come uno stato d’animo, una trama psicologica ed estetica capace di legarsi alla tradizione paesaggistica americana, in particolare all’opera di Ansel Adams e Alfred Stieglitz.
In modo simile, Presenze del passato riunisce le fotografie che Lange ha dedicato ai luoghi segnati da grandi catastrofi umane o naturali, le cui tracce permangono, sospese nello spazio, come presenze invisibili del passato che aleggiano ancora tra i resti della tragedia.

Il percorso si completa con Mondo, che raccoglie scatti realizzati dalla Russia alla California, dalla Scandinavia all’Italia: immagini che documentano tempi e luoghi, in cui Jessica Lange fotografa semplicemente “ciò che vede”, con uno sguardo poetico sul quotidiano. Il suo linguaggio, classico e consapevole, unisce composizione, attesa e sensibilità, dando forma a immagini dal carattere cinematografico e senza tempo.
EXHIBITION VIEW




L’ARTISTA

Jessica Lange. Nata e cresciuta a Cloquet (Minnesota), l’acclamata e pluripremiata attrice Jessica Lange ha studiato fotografia all’Università del Minnesota dopo aver ottenuto una borsa di studio, a cui però rinunciò per dedicarsi alla recitazione. Durante il suo soggiorno a Parigi negli anni Settanta, Jessica Lange strinse amicizia con i fotografi Robert Frank e Danny Lyon, che l’aiutarono a sviluppare e affinare la sua tecnica. All’inizio degli anni Novanta, Jessica Lange riscoprì la passione per la fotografia, quando ricevette in regalo una macchina fotografica Leica. Da quel momento non ha più smesso di scattare foto.
Le sue fotografie sono state esposte alla George Eastman House di Rochester, New York, nel 2009; al Multimedia Art Museum di Mosca nel 2014; al Centre d’Art Santa Mònica di Barcellona nel 2015; e al Centro Cultural de Cascais, in Portogallo, nel 2015, tra gli altri. È stata la prima destinataria del George Eastman House Honors Award nel 2009. Tra le sue pubblicazioni figurano la sua prima monografia 50 Photographs (powerHouse Books, 2008), In Mexico (RM, 2010), Highway 61 (powerHouse Books, 2019), Dérive (powerHouse Books, 2022) e il libro per bambini It’s About A Little Bird (sourcebooks, 2013).
INFO
STILL IMAGE. Fotografie di Jessica Lange
A cura di Anne Morin
Musei Reali di Torino – Sale Chiablese
7 ottobre 2026 – 7 febbraio 2027




