Carlo Maria Mariani, La Parola III, 1974, olio su tela, 90x 90 cm; © SIAE

CARLO MARIA MARIANI, l’eternità della pittura a Palazzo Citterio a Milano

Dal 9 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, Palazzo Citterio a Milano dedica a CARLO MARIA MARIANI (1931-2021) una grande retrospettiva postuma, L’eternità della pittura, curata da Eike Schmidt e Clayton Calvert.

Un progetto che attraversa oltre settant’anni di ricerca attraverso 70 opere, tra dipinti e grandi cartoni, provenienti da collezioni italiane e internazionali.

Io non sono un pittore, io non sono l’artista, io sono l’opera

Carlo Maria Mariani

La mostra ricostruisce un percorso difficilmente riconducibile a una sola categoria. Dal neoclassicismo all’iperrealismo, dall’astrazione alla pittura metafisica, Mariani ha costruito una posizione anomala nel panorama contemporaneo, fondata sulla possibilità di usare la pittura come dispositivo concettuale senza sacrificarne la dimensione manuale, storica e iconografica. La sua formula, «un artista concettuale che dipinge», restituisce bene una ricerca che ha sempre considerato il passato non come repertorio da imitare, ma come materia ancora attiva nel presente.

Carlo Maria Mariani, Monsters of Grace, 2008, olio su tela, 61 x 71 cm; photo Parker Calvert; © The Carlo Maria Mariani and Carol Lane Mariani Foundation by SIAE

Il rapporto con la storia dell’arte costituisce infatti il nucleo della sua pratica. Cresciuto a Roma in un ambiente familiare legato alla cultura e al teatro, Mariani entra precocemente in contatto con i grandi maestri del Rinascimento e con il patrimonio della tradizione italiana. Composizione del 1949, realizzata dopo un viaggio a Venezia, testimonia già questa tensione verso una pittura capace di confrontarsi direttamente con la storia.

Negli anni Sessanta la sua opera registra invece le inquietudini della contemporaneità. L’era dei miracoli del 1965 introduce simboli e tensioni legati alla modernità, mentre nel decennio successivo la pittura raggiunge una precisione virtuosistica nella rappresentazione della figura umana. È in questa fase che il lavoro di Mariani entra in relazione con performance e happening, prima di orientarsi sempre più consapevolmente verso il pensiero neoclassico e le figure di Goethe, Winckelmann, Mengs, Canova, David, Ingres e Kauffmann.

Gli anni Ottanta consolidano un linguaggio fondato sull’allegoria e sulla stratificazione delle fonti. Constellation of Leo (1980-81) appartiene a questa stagione e rappresenta uno dei vertici della sua ricerca. Alla fine del decennio compaiono le grandi teste, motivo destinato a ricorrere per oltre trent’anni, spesso collocato davanti allo skyline newyorkese dopo il trasferimento dell’artista negli Stati Uniti nel 1993. Non Trasferibile (1993) affronta esplicitamente proprio la questione dello spostamento della pratica artistica da un contesto culturale all’altro.

Carlo Maria Mariani, Costellazione del leone, 1981, olio su tela, 340 x 450 cm; credits © Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Roma by SIAE

La dimensione americana introduce nuove tensioni, evidenti in opere come Cariaticido II e Cariaticido III (1996) e Twins (1997). L’11 settembre 2001 segna poi una frattura profonda, dalla quale nasce The Morning, mentre negli ultimi anni la pittura assume una dimensione più introspettiva. A Flight of Doves (2012-2016) condensa questa fase e insieme la posizione critica dell’artista nei confronti del sistema dell’arte contemporanea.

La scelta di Palazzo Citterio assume così un valore preciso. Il confronto con Brera e con la tradizione neoclassica dell’architettura di Giuseppe Piermarini riporta Mariani dentro quella storia dell’arte che aveva costituito il principale interlocutore della sua ricerca. Come sottolinea Eike Schmidt, il neoclassicismo diventa per l’artista uno strumento per riaprire, da una prospettiva inattuale, le questioni poste dalla modernità e da Duchamp.

L’eternità della pittura propone quindi Mariani non come un pittore nostalgicamente rivolto al passato, ma come un artista che ha trasformato la storia dell’arte in un campo di interrogazione contemporanea. Una pittura consapevole della propria tradizione e proprio per questo capace di metterla continuamente in discussione.

La mostra è accompagnata dal catalogo Moebius.

Carlo Maria Mariani, The Morning, 2001, olio su tela, 101.6 x 89 cm; photo Parker Calvert; © The Carlo Maria Mariani and Carol Lane Mariani Foundation by SIAE

INFO

CARLO MARIA MARIANI
L’eternità della pittura
Milano, Palazzo Citterio – II piano (via Brera 12)
9 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
palazzocitterio.org

HESTETIKA ART Next Generation