Dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, Palazzo Reale di Milano presenta Picabia. Aprire Le Porte Della Notte, la più ampia mostra mai realizzata in Italia dedicata a Francis Picabia (1879–1953).
Oltre 170 opere ricostruiscono la traiettoria di un artista che ha attraversato le avanguardie del Novecento senza lasciarsi imprigionare da nessuna di esse.

La mostra è curata da Anne Berest Picabia, pronipote dell’artista e coautrice di Gabriële, il libro dedicato alla figura di Picabia attraverso la vicenda della moglie Gabriële Buffet-Picabia.
Nato a Parigi da padre spagnolo e madre francese, Picabia ha costruito la propria ricerca attraverso continui scarti di linguaggio. Impressionismo, Fauvismo, Cubismo, Dada e astrazione diventano per lui territori da attraversare e rapidamente superare. In contatto con Marcel Duchamp, Gertrude Stein, Pablo Picasso, Isadora Duncan ed Erik Satie, l’artista ha fatto della metamorfosi una precisa posizione estetica: quando un linguaggio diventava riconoscibile, Picabia lo abbandonava per ricominciare.
Il percorso milanese sceglie infatti di non seguire una tradizionale scansione cronologica. La mostra costruisce una lettura tematica dell’opera, mettendo in relazione pittura, documenti e vicende biografiche attorno a nuclei come l’amore, la danza, la musica, le origini spagnole, la guerra e la dimensione collettiva della creazione.

Tra le opere in mostra figura Salicis (1929), proveniente dal Centre Pompidou, dove il riferimento al mito di Danae diventa occasione per indagare sovrapposizione e metamorfosi dell’immagine. Balance (1919-20), dalla Collezione Berardo di Lisbona, trasforma invece elementi meccanici in un lessico pittorico autonomo, sottraendoli alla loro funzione originaria. Dal Centre Pompidou arriva anche Femmes au bull-dog (1940-41 circa), mentre Mardi gras (Le Baiser) (1924-25 circa) appartiene al cosiddetto «periodo dei Mostri», tra provocazione, cultura popolare e deformazione figurativa.
A chiudere il percorso è Sans titre del 1898, proveniente dalla Collezione Roberta Cerini Baj: la prima opera nota di Picabia, esposta nuovamente al pubblico dopo la storica mostra torinese del 1974.
Particolare rilievo assumono i materiali d’archivio. I tredici «Album neri» di Picabia, conservati alla Bibliothèque littéraire Jacques-Doucet di Parigi, aprono il percorso con un insieme eterogeneo di ritagli, disegni, fotografie, lettere, manoscritti, inviti e appunti. La mostra presenta inoltre documenti della famiglia Picabia, fotografie rare, corrispondenze e materiali personali, alcuni dei quali inediti.
I prestiti arrivano da importanti istituzioni europee e collezioni internazionali, tra cui Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, Musée d’Ixelles, Centre Pompidou, Musée d’Art Moderne de Paris, Musée de Grenoble, Kunsthaus Zürich, Centro Cultural de Belém – Collezione Berardo e MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, oltre alla Collezione Gian Enzo Sperone.
Il titolo Aprire Le Porte Della Notte diventa così una chiave di lettura dell’intero progetto. La notte, per Picabia, non è soltanto un momento della giornata ma una condizione mentale capace di dilatare l’esperienza, sospendere le convenzioni e favorire nuove possibilità dell’immagine. Il percorso espositivo traduce questa idea in un viaggio immersivo attraverso le diverse «ore» dell’immaginario dell’artista.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
La mostra riunisce circa 150 opere, prestate da oltre quindici musei, fondazioni e gallerie in Europa e negli Stati Uniti, insieme a fotografie, documenti personali e archivi di famiglia inediti. Non segue un ordine cronologico: si presenta
come una notte in bianco trascorsa in compagnia dell’artista, in cui ogni sala corrisponde a un’ora della notte e a un tema, dal crepuscolo all’alba.
Il percorso è tematico: ogni sala corrisponde a un’ora della notte e a un tema. All’interno di una stessa sala le opere passano liberamente da un’epoca all’altra, ed è proprio questo il punto: vedere un quadro del 1902 dialogare con una Trasparenza degli anni Trenta significa capire che cosa non cambia in un uomo che cambia continuamente.» — Anne Berest Picabia.
La mostra si articola in undici sezioni che guidano il visitatore attraverso i temi fondanti dell’universo artistico di Picabia – in particolare la notte, che fu per l’artista un modo per intensificare l’esperienza dell’esistenza. Ogni sala, incentrata su un tema legato alla notte, restituisce l’impressione di un’immersione misteriosa e intima nell’opera del pittore.
Il percorso in undici sale
Sala 1: Ingresso – Aprire le porte della notte
Sala 2: La notte spagnola
Sala 3: Relâche
Sala 4: Danzare sulla tela
Sala 5: Parata amorosa
Sala 6: Febbre notturna
Sala 7: Recto verso
Sala 8: Mostri e incubi
Sala 9: La notte mistica
Sala 10: Le feste picabiesche
Sala 11: Il giorno non è il contrario della notte
IL CATALOGO
La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Skira, con saggi critici, materiali d’archivio e approfondimenti dedicati alla complessità della ricerca di Picabia.
EXHIBITION VIEW





L’ARTISTA

François Marie Martinez Picabia nacque a Parigi il 22 gennaio 1879 da padre spagnolo e madre francese. Dopo aver frequentato l’École des Arts Décoratifs di Parigi dal 1895 al 1897, studiò con Albert Charles Wallet, Ferdinand Humbert e Fernand Cormon. Nell’inverno del 1902-1903 iniziò a dipingere secondo i canoni dell’Impressionismo, esponendo per la prima volta le sue opere al Salon d’Automne e al Salon des Indépendants nel 1903. Due anni più tardi tenne la sua prima mostra personale presso la Galerie Haussmann di Parigi. Dal 1908 le sue opere presentarono elementi del Fauvismo, del Neoimpressionismo, del Cubismo e di altre modalità astratte. A partire dal 1912 sviluppò una personale sintesi di Cubismo e Fauvismo, lavorando in chiave astratta fi no ai primi anni Venti. In questo periodo divenne amico di Marcel Duchamp e Guillaume Apollinaire e, tra il 1911 e il 1912, frequentò il gruppo di Puteaux. Nel 1913 espose all’Armory Show e, in quell’occasione, visitò New York, entrando in contatto con gli ambienti dell’avanguardia. Nello stesso anno Alfred Stieglitz gli organizzò una mostra personale nella sua galleria 291. Nel 1915, anno che segnò l’inizio del suo periodo meccanomorfi co, promosse e partecipò, insieme a Duchamp e ad altri artisti, alle manifestazioni dadaiste di New York. Tra il 1916 e il 1917 visse a Barcellona; nel 1917 pubblicò la sua prima raccolta di poesie e i primi numeri della rivista 391, concepita sul modello del periodico 291 di Stieglitz. Negli anni successivi prese parte al movimento Dada a Zurigo e a Parigi, suscitando scandalo al Salon d’Automne; già nel 1921, tuttavia, accusò il Dadaismo di non essere più «nuovo». L’anno seguente si trasferì nei dintorni di Parigi, a Tremblay-sur-Mauldre, e tornò alla pittura fi gurativa. Nel 1924 attaccò André Breton e i surrealisti sulle pagine della rivista 391. Nel 1925 si trasferì nuovamente, questa volta a Mougins. Negli anni Trenta divenne grande amico di Gertrude Stein. Al termine della Seconda guerra mondiale tornò a Parigi, dove riprese a dipingere in maniera astratta e a scrivere poesie. Nel marzo del 1949 la Galerie René Drouin di Parigi gli dedicò una grande mostra retrospettiva. Morì a Parigi il 30 novembre 1953.
INFO


Picabia. Aprire Le Porte Della Notte
9 ottobre 2026 – 24 gennaio 2027
Palazzo Reale, Milano
A cura di Anne Berest Picabia




