Dall’8 ottobre al 31 gennaio 2027, Ferrara ospita VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati, mostra con cui La Galleria BPER inaugura il nuovo programma espositivo di Palazzo Barbantini-Koch.
Curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni e realizzata in collaborazione con 24 ORE Cultura, la rassegna riunisce oltre 40 opere tra dipinti e sculture per rileggere la pittura floreale italiana tra Ottocento e primo Novecento.

Con la rosa tra le labbra – 1895
Olio su tavola, 25 x 41 cm
Collezione privata – © Foto Luca Postini
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Al centro del percorso c’è il fiore, soggetto apparentemente decorativo che nella cultura figurativa dell’Ottocento diventa invece un potente dispositivo simbolico. Dalla pittura romantica di Francesco Hayez alle composizioni sospese di Felice Casorati, la mostra segue la progressiva trasformazione della natura morta floreale, attraversando Romanticismo, Naturalismo, Divisionismo e Simbolismo.
La vanitas diventa la chiave interpretativa dell’intero progetto: il fiore contiene nella propria bellezza la consapevolezza della caducità. Petali, steli, bouquet e giardini registrano così il rapporto tra natura e tempo, bellezza e dissoluzione, trasformandosi in immagini della precarietà dell’esistenza.
Tra le opere in mostra spicca il grande Vaso dei fiori di Hayez, presentato per la prima volta al pubblico, insieme ad altre composizioni dell’artista dedicate a tulipani, rose, garofani e camelie. Il percorso propone inoltre un confronto inedito tra Hayez e Vincenzo Vela e restituisce attenzione ad Amanzia Guérillot, pittrice lombarda di origine francese, attraverso il ritratto eseguito dal marito Angelo Inganni e alcune rare nature morte floreali.
La pittura di fiori viene quindi osservata nel passaggio dalla natura morta alla pittura di figura. Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Domenico e Gerolamo Induno e Giuseppe Bertini inseriscono il motivo floreale nei ritratti e nelle scene di genere, caricandolo di significati legati alla giovinezza, alla memoria e alla fugacità della vita.
Nella seconda metà dell’Ottocento il genere diventa anche un terreno di sperimentazione linguistica. Odoardo Borrani, Filippo Carcano e Cesare Tallone si confrontano con una nuova idea di realtà, mentre Divisionismo e Simbolismo spostano progressivamente il fiore verso una dimensione psicologica e visionaria. È un passaggio decisivo: il virtuosismo della resa botanica lascia spazio a un’immagine capace di suggerire stati d’animo e inquietudini.
La traiettoria conduce infine a Felice Casorati, dove il fiore perde ogni residuo carattere ornamentale e diventa una presenza immobile, enigmatica, quasi metafisica. La mostra costruisce così una storia della pittura floreale che coincide con una più ampia trasformazione dello sguardo moderno.
Alle opere si affianca un percorso letterario che mette in relazione la pittura con Manzoni, Leopardi, Baudelaire, D’Annunzio, Pascoli, Gozzano e Palazzeschi. I fiori della poesia diventano parte integrante della lettura della mostra, creando una zona di passaggio tra immagine e parola.
VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati inaugura al tempo stesso il nuovo programma di mostre temporanee della Galleria BPER e l’apertura al pubblico di Palazzo Barbantini-Koch, storico edificio della Cassa di Risparmio di Ferrara recuperato e rifunzionalizzato nell’ambito del progetto Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso.
EXHIBITION VIEW




INFO

VANITAS.
Fiori e simboli, da Hayez a Casorati
La Galleria BPER, Ferrara
8 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027




