FONDAZIONE BEYELER 25 ANNI Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson

La Fondation Beyeler festeggia quest’anno il venticinquennale della sua apertura con la più grande mostra sulla collezione permanente mai allestita.

Pressoché l’intera area espositiva del museo fa spazio a circa 100 opere di oltre 30 artisti, dai grandi maestri del XX secolo alle nuove acquisizioni di arte contemporanea.

Tra gli altri, capolavori di Vincent van Gogh, Claude Monet, Paul Cézanne, Henri Rousseau, Pablo Picasso,
Henri Matisse, Alberto Giacometti, Mark Rothko, Andy Warhol, Francis Bacon e Louise Bourgeois sono
accostati a posizioni contemporanee rappresentate ad esempio da Marlene Dumas, Anselm Kiefer, Roni
Horn, Felix Gonzalez-Torres, Tacita Dean, Rachel Whiteread e Wolfgang Tillmans.

La mostra del giubileo offre l’opportunità, finora unica, di apprezzare la raccolta della Fondation Beyeler nella sua straordinaria qualità e profondità. Inoltre, l’esposizione viene arricchita da diverse sculture iperrealistiche dell’artista statunitense Duane Hanson.

Questa «mostra nella mostra» apre prospettive sorprendenti su opere d’arte, architettura, collaboratori e visitatori della Fondation Beyeler.

LA STORIA

Ernst Beyeler, gallerista tra i più importanti del suo tempo, ha dato vita insieme con la moglie Hildy a una
delle più cospicue collezioni d’arte moderna al mondo, che dal 1997 ha sede nella Fondation Beyeler
progettata dall’architetto italiano Renzo Piano. La collezione comprende opere dell’impressionismo e
postimpressionismo come anche delle avanguardie novecentesche e dell’arte contemporanea. L’ampiezza
e il prestigio della raccolta sono in costante ascesa grazie alle nuove acquisizioni di lavori di artiste e artisti
celebri. Attualmente essa comprende all’incirca 400 opere del XIX, XX e XXI secolo che spaziano dalla
pittura, al disegno e alla scultura fino alla fotografia, al cinema e alle installazioni. La mostra raccoglie in un
unico percorso molti dei suoi pezzi più significativi.

LA MOSTRA

Curata da Raphaël Bouvier, la mostra del giubileo si estende su un totale di 20 sale espositive, delle quali
alcune sono riservate a importanti nuclei di lavori di uno stesso artista, come nel caso di Paul Klee, Joan
Miró, Mark Rothko o Marlene Dumas. In questo contesto una sala riunisce il famoso trittico delle ninfee di
Claude Monet e diverse opere chiave dell’artista, un’altra l’opera tarda di Henri Matisse con le sue famose
sagome di carta. Anche ad Alberto Giacometti e alle sue iconiche sculture è dedicato uno spazio a sé
stante.
Pablo Picasso ha influenzato l’arte del XX secolo come nessun altro artista. Oltre 30 sue opere si conservano alla Fondation Beyeler, che vanta quindi una delle più nutrite raccolte di Picasso al mondo.
La mostra presenterà molte delle sue opere più importanti. In ulteriori sale l’accento è posto su singoli movimenti artistici, come il postimpressionismo, il primo astrattismo o la pop art. Ne costituiscono il focus
artisti quali Edgar Degas, Vincent van Gogh, Paul Cézanne, Wassily Kandinsky e Andy Warhol. Lavori di
note artiste contemporanee come Leonor Antunes, Louise Bourgeois, Tacita Dean e Roni Horn sono
esposte in combinazioni speciali.
Infine, nell’ambito della mostra del giubileo vengono presentate in anteprima alcune opere di nuova
acquisizione, tra cui l’installazione scultorea Poltergeist realizzata nel 2020 dall’artista inglese Rachel
Whiteread e l’importante dipinto di Pierre Bonnard La Source ou Nu dans la baignoire del 1917, primo
acquisto di un’opera dell’avanguardia novecentesca per il museo dalla morte di Ernst e Hildy Beyeler.

LA MOSTRA NELLA MOSTRA

Alla stregua di una «mostra nella mostra» 13 sculture iperrealistiche dell’influente artista statunitense Duane Hanson (1925–1996) sono collocate in punti precisi del museo. Questi prestiti provenienti sia dal
lascito dell’artista sia da collezioni pubbliche e private entrano in dialogo diretto con le opere della
collezione permanente e con l’architettura che la ospita, formando una sorta di retrospettiva condensata di
Hanson. Per la prima volta in assoluto un gruppo di sculture rappresentative della produzione di Hanson si
trova inserito nel contesto di una collezione museale.
Duane Hanson è uno dei pionieri della scultura americana del dopoguerra ed è considerato il fondatore
dell’iperrealismo in seno alla pop art. Dalla fine degli anni 1960 l’artista ha creato figure umane a grandezza naturale che colpiscono per la loro verosimiglianza realistica. Con l’impiego di materiali allora innovativi, come la resina poliestere e il cloruro di polivinile, riproduceva il corpo umano in ogni suo dettaglio conferendo un aspetto ingannevolmente reale alle sculture abbigliate di vestiti e accessori veri.

Per ideare i suoi personaggi Hanson attingeva a temi di stringente attualità della società americana e
occidentale, di cui criticava in modo esplicito e implicito le situazioni di disagio. Rivolgeva attenzione in
particolare alle persone socialmente svantaggiate, emarginate e oppresse, ma anche a quelle della classe
media, che mostrava in situazioni quotidiane. Ripetutamente Hanson ha abbattuto i confini tra arte e realtà
suscitando nel pubblico statI d’animo che vanno dallo shock e sdegno al profondo turbamento fino alla
benevola simpatia.

La diversità e ambivalenza di queste esperienze possono essere vissute anche di fronte alla giustapposizione delle figure di Hanson e delle opere della Fondation Beyeler, architettura inclusa. Mentre alcune sculture sono estremamente drastiche e rappresentano una chiara presa di posizione contro i mali che ancora oggi affliggono la società, altre figure sono intese come omaggio a tutte le persone che si posssono incontrare nel museo, siano esse visitatori o collaboratori che assicurano il funzionamento del museo dietro le quinte. Ad esempio, in una sala si fa notare la scultura di Hanson raffigurante una coppia di anziani seduti esausti su una panchina a contemplare i dipinti di Rothko della collezione Beyeler.

In un’altra sala un’anziana signora si è sistemata proprio accanto al famoso ritratto della moglie di Cézanne,
ricalcandone la posa. Un addetto alle pulizie è colto nell’atto di lavare le finestre della facciata del museo e
una madre in piedi con una carrozzina si è unita al gruppo delle famose figure di Giacometti.

IL CATALOGO

Nel quadro del giubileo esce per i tipi di Hatje Cantz Verlag, Berlino, il volume Fondation Beyeler. 25
Highlights, un’agile pubblicazione che raccoglie una selezione di 25 opere dall’impressionismo alle
avanguardie storiche fino all’arte contemporanea. Riccamente illustrati e sotto forma di brevi testi
informativi i capolavori della collezione Beyeler sono presentati in 80 pagine.

INSTALLATION VIEW

INFO

BASILEA – FONDAZIONE BEYELER –
Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson
30 ottobre 2022 – 8 gennaio 2023
Fondation Beyeler, Beyeler Museum AG,
Baselstrasse 77, CH-4125 Riehen

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