Gli spazi di Casa Corbellini-Wassermann da MASSIMODECARLO accolgono la prima mostra milanese di Alicja Kwade realizzata con la galleria, un progetto concepito appositamente per la storica dimora progettata da Piero Portaluppi.
L’esposizione riunisce opere che attraversano oltre vent’anni di ricerca dell’artista tedesco-polacca, ponendo al centro temi che da sempre caratterizzano la sua pratica: il rapporto tra materia e percezione, la natura del tempo, l’instabilità delle certezze che regolano il nostro modo di osservare il mondo.
“L’ombra del mio gomito poggia sul tavolo-ombra
mentre l’inchiostro-ombra scorre sulla cartaombra.”
– Arthur Stanley Eddington
La scelta di Casa Corbellini-Wassermann non rappresenta soltanto una cornice architettonica di pregio. L’edificio, costruito negli anni Trenta per le famiglie Corbellini e Wassermann, conserva ancora oggi una forte identità domestica che convive con la sua funzione di spazio espositivo. Questa duplice natura diventa parte integrante del progetto di Kwade, che trova nelle stanze della casa un terreno ideale per sviluppare la propria riflessione sulla realtà e sulle sue molteplici interpretazioni.

La ricerca dell’artista si muove da tempo lungo il confine che separa ciò che appare da ciò che realmente è. Un riferimento significativo è la celebre intuizione del fisico britannico Arthur Stanley Eddington, che nel 1928 parlava dell’esistenza di “due tavoli”: quello percepito dai sensi e quello rivelato dalla fisica moderna, composto quasi interamente da spazio vuoto e particelle in movimento. È all’interno di questa distanza tra esperienza e conoscenza che si collocano le opere di Kwade.
Gli oggetti presenti in mostra appaiono inizialmente familiari. Sedie, elementi architettonici, materiali industriali e forme quotidiane vengono però sottoposti a interventi che ne alterano la funzione e la percezione. Compressioni, inversioni, duplicazioni e slittamenti trasformano ciò che sembrava noto in qualcosa di ambiguo, mettendo in discussione i meccanismi attraverso cui attribuiamo significato alle cose.

Il dialogo con l’architettura di Portaluppi è particolarmente efficace. Marmi policromi, prospettive rigorose e dettagli decorativi convivono con opere che sembrano sospendere ogni certezza spaziale. Le stanze della casa diventano così ambienti di osservazione nei quali il visitatore è costantemente chiamato a verificare ciò che vede e ciò che crede di sapere.
Pur evocando alcuni aspetti della pittura metafisica di Giorgio de Chirico e alcune riflessioni proprie dell’Arte Povera, il lavoro di Kwade mantiene una posizione autonoma. L’artista non utilizza la materia come semplice elemento formale, ma come strumento per interrogare concetti più ampi legati alla scienza, alla filosofia e alla costruzione della conoscenza.

La mostra si sviluppa come un percorso in cui ogni opera sembra custodire una tensione irrisolta tra presenza e assenza, peso e leggerezza, stabilità e trasformazione. In questo contesto Casa Corbellini-Wassermann non è soltanto il luogo che ospita il progetto, ma diventa essa stessa parte dell’opera: una casa che continua a conservare le tracce della propria storia mentre si apre a nuove possibilità di lettura.
Il risultato è un’esposizione che invita a rallentare lo sguardo e ad abitare l’incertezza. Un percorso nel quale gli oggetti smettono di essere semplici strumenti del quotidiano per trasformarsi in dispositivi critici capaci di mettere in discussione il nostro rapporto con la realtà.

L’ARTISTA

Alicja Kwade (Katowice, Polonia, 1979) vive e lavora a Berlino.
Conosciuta a livello internazionale per sculture, installazioni pubbliche di grande scala, film, fotografia e opere su carta, Kwade mette alla prova concetti scientifici e filosofici smantellando i confini della percezione.
Il suo linguaggio artistico ruota attorno alla riflessione, alla ripetizione, alla decostruzione e ricostruzione di oggetti quotidiani e materiali naturali, nel tentativo di esplorare l’essenza della realtà e di esaminare le strutture sociali. Spesso ai limiti dell’assurdo, trasformando assunzioni date per scontate in domande aperte, la sua opera, poetica e ipnotica, sovverte sistemi familiari e cerca nuove chiavi per comprendere il mondo.
Kwade ha esposto in istituzioni tra cui il Louisiana Museum di Humlebæk, la Whitechapel Gallery di Londra, il MIT List Visual Arts Center di Cambridge, l’Hamburger Bahnhof – Nationalgalerie der Gegenwart di Berlino, l’Espoo Museum of Modern Art e Haus Konstruktiv di Zurigo.
Negli ultimi anni ha lavorato sempre più nello spazio pubblico, realizzando installazioni di vasta scala che rispondono all’architettura e ai fenomeni naturali dei luoghi che le ospitano.
Nel 2019 è stata invitata a creare un’installazione monumentale per il Metropolitan Museum di New York: due sculture in acciaio con enormi sfere di roccia che evocano un sistema solare posato temporaneamente sopra lo skyline di Manhattan.
Nel 2022, con Au Cours Des Mondes in Place Vendôme a Parigi, ha instaurato un dialogo tra globi in pietra naturale fissati a interminabili gradini di cemento e una serie di sfere in pietra. Entrambe le opere esplorano il nostro posto nel mondo, i meccanismi di potere che lo attraversano e il nostro rapporto con la conoscenza.
Tra le altre installazioni significative, una partecipazione a Desert X AlUla nel 2022 e una presenza alla 57ª Biennale di Venezia Viva Arte Viva nel 2017.
Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, l’Hirshhorn Museum di Washington, il LACMA – Los Angeles County Museum of Art, il Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk, il Mudam – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean di Lussemburgo e il mumok – Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna.

INFO
Alicja Kwade
Dimora Dislocata
10.06.2026
31.07.2026
MASSIMODECARLO
Viale Lombardia 17, 20131 Milano (MI), IT
www.massimodecarlo.com
IG: massimodecarlogallery




