La fotografia come testimonianza di qualcosa che non è mai accaduto. È da questo cortocircuito tra memoria, immaginazione e tecnologia che prende forma Archivi riemersi. Che non avresti visto mAI, la mostra di Rocco Tanica ospitata dalla galleria Gli eroici furori e curata da Silvia Agliotti e Paola Martino.

Musicista, autore e artista, Tanica trasferisce nel linguaggio visivo quella vocazione allo spiazzamento che attraversa da sempre il suo lavoro, dagli Elio e le Storie Tese alla televisione, fino alla scrittura. Il progetto costruisce un passato parallelo attraverso presunti archivi fotografici perduti e successivamente ritrovati, documenti di una storia alternativa che non è mai esistita, ma che l’intelligenza artificiale rende sorprendentemente plausibile.
Le immagini mettono in scena incontri impossibili tra personaggi appartenenti a epoche e universi differenti. Laurel e Hardy accanto a Meryl Streep, Frank Zappa insieme a Donald Sutherland, i Teletubbies con Claudia Cardinale. Fino a Gesù in carcere. Accostamenti paradossali, restituiti attraverso un’estetica iperrealista che annulla ogni apparente incongruenza e trasforma l’assurdo in una possibile testimonianza.
L’ironia di Tanica non si esaurisce nella sorpresa visiva. Come osserva Paola Martino nel testo che accompagna la mostra, il suo linguaggio «si distingue per la capacità di sovvertire le convenzioni e mettere in discussione ciò che consideriamo scontato». Lo spiazzamento diventa una modalità di osservazione, uno strumento per individuare le contraddizioni della realtà senza affidarsi necessariamente alla satira esplicita.

La questione assume una dimensione ulteriore quando entra in gioco il rapporto tra fotografia e verità. Se una tecnologia può produrre immagini di eventi mai accaduti, può anche costruire le prove visive della loro presunta esistenza. L’intelligenza artificiale non interviene soltanto sulla rappresentazione del passato, ma mette in discussione i meccanismi attraverso cui si forma la memoria collettiva e il credito che continuiamo ad attribuire alle immagini.
Archivi riemersi gioca proprio su questa ambiguità: fotografie che sembrano documenti, personaggi che sembrano testimoni, situazioni che acquistano una credibilità tanto maggiore quanto più sono improbabili. La tecnologia diventa così uno strumento al servizio di un’immaginazione libera di riscrivere la cronologia e sabotare le certezze dello spettatore.
Accanto alle opere esposte, sarà possibile commissionare immagini on demand, scegliendo personaggi e contesti storico-geografici. Durante la mostra verranno inoltre proiettati alcuni cortometraggi realizzati da Rocco Tanica con l’intelligenza artificiale. Tra questi, un lavoro è finalista al London AI Festival.

L’artista
Rocco Tanica (Milano, 1964), è musicista, compositore, arrangiatore, autore e protagonista di una delle esperienze più originali della musica italiana. Cofondatore e tastierista degli Elio e le Storie Tese, ha costruito un percorso artistico nel quale virtuosismo musicale, sperimentazione linguistica e ironia surreale convivono con naturalezza. Nel corso della carriera ha collaborato con importanti interpreti della musica italiana e lavorato per la televisione, lo spettacolo e l’editoria. Autore di Lo sbiancamento dell’anima (Mondadori, 2018) e Non siamo mai stati sulla Terra (Il Saggiatore, 2022), primo libro al mondo scritto dichiaratamente come un dialogo con l’AI, negli ultimi anni ha ampliato la propria ricerca alle tecnologie generative, sperimentandone le possibilità attraverso immagini, video, musica e scrittura.
Con Archivi riemersi. Che non avresti visto mAI porta questa ricerca nel campo dell’immagine fotografica, dando vita a un universo nel quale il paradosso diventa verosimile e la realtà, almeno per una volta, non ha necessariamente l’ultima parola.
Info
Rocco Tanica – Archivi riemersi. Che non avresti visto mAI…
A cura di Silvia Agliotti e Paola Martino
Gli eroici furori, Milano
3 –14 novembre 2026
Inaugurazione: 3 novembre, ore 18.00
Orari: martedì–sabato, 15.30–19.00




