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Michael Moling racconta SMACH: l’arte contemporanea incontra le Dolomiti e la cultura ladina

Nelle Dolomiti altoatesine, dove la cultura ladina continua a rappresentare un patrimonio vivo e non un semplice retaggio identitario, SMACH ha costruito uno dei più interessanti modelli europei di dialogo tra arte contemporanea e territorio.

Nato nel 2012 a San Martino in Badia, il progetto ha progressivamente superato i confini della biennale per trasformarsi in un ecosistema culturale permanente che comprende residenze artistiche, un parco di sculture immerso nel bosco, attività educative e una riflessione costante sul rapporto tra opera, paesaggio e comunità.

Il cuore di questa visione è l’Art  Park a Val dl’Ert, la “Valle dell’Arte” ladina: venticinque ettari di natura restituiti alla collettività attraverso installazioni permanenti che convivono con il bosco senza alterarne l’equilibrio. Qui l’arte non viene semplicemente collocata nel paesaggio, ma diventa parte integrante di essa e accetta di confrontarsi con il tempo, con il clima e con la fragilità degli elementi naturali.

Ne abbiamo parlato con Michael Moling, fondatore di SMACH, che racconta la nascita del progetto, il ruolo della cultura ladina, il funzionamento della biennale e la costruzione di una comunità internazionale di artisti chiamati a misurarsi con uno dei territori più complessi e affascinanti delle Alpi.

“Crediamo nel potere del pensiero e nell’impatto che un’opera d’arte può avere su questa terra”
Michael Moling

Michael Moling

IL RACCONTO

SMACH nasce nel 2012. Da quale esigenza prende forma il progetto?

SMACH nasce su iniziativa dell’associazione turistica di San Martino in Badia. Il nostro è un piccolo paese di circa ottocento abitanti, attraversato da chi si dirige verso il Passo delle Erbe, ma privo di una precisa identità turistica rispetto ad altre località della Val Badia. Da qui è nata la volontà di costruire una vocazione diversa, fondata sulla cultura.

Attorno a questa idea si è sviluppata una rete che coinvolge il Museo Ladino, l’Istituto Ladino, il giornale della comunità ladina e numerose associazioni culturali. Oggi San Martino rappresenta un vero laboratorio culturale e SMACH è uno degli strumenti attraverso cui questa identità si esprime.

Fragile as a Rainbow – Xinge Zhang e Jiaqi Qiu

Quanto è importante il rapporto con il territorio ladino?

È fondamentale. Ogni progetto nasce da una profonda conoscenza della cultura ladina. Non chiediamo agli artisti di realizzare semplicemente un’opera in montagna: chiediamo loro di comprendere il territorio, la sua storia, la lingua, le tradizioni e di reinterpretarle attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

Un esempio significativo è Tor di Lois Anvidalfarei, artista ladino tra i più riconosciuti anche a livello internazionale. L’opera è stata acquisita grazie al Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura e riflette sulla condizione della comunità contemporanea.

Lois+Anvidalfarei+-+Tor

Come si è evoluto SMACH negli anni?

All’inizio SMACH era concepito esclusivamente come una Biennale delle Dolomiti. L’idea era quella di invitare ogni due anni dieci artisti internazionali a vivere un periodo di residenza a San Martino in Badia, lavorando direttamente sul territorio. Gli interventi si sviluppavano lungo un paesaggio che si estende dai 1.200 ai 2.800 metri di altitudine, una condizione che rende ogni progetto estremamente complesso dal punto di vista tecnico e logistico.

Parliamo di una galleria completamente diversa da quelle tradizionali. Qui è la natura a dettare le regole. Il clima cambia rapidamente, il vento, la neve, l’umidità e il tempo trasformano le opere, talvolta le deteriorano o le distruggono. Non consideriamo questo un limite, ma una parte integrante del processo artistico. L’opera entra in relazione con il paesaggio e accetta di condividerne la stessa vulnerabilità.

Parallelamente, fin dalla nascita della Biennale, avevamo inserito nello statuto l’impegno ad acquisire almeno un’opera per ogni edizione. In base alle disponibilità economiche, spesso siamo riusciti ad acquistarne anche due, tre o quattro. Nel 2018 ci siamo ritrovati con un patrimonio significativo conservato in deposito e ci siamo chiesti quale potesse essere il suo futuro.

La risposta è stata Val dl’Ert. Abbiamo recuperato una valle dimenticata, completamente disabitata, riaprendola al pubblico attraverso un importante lavoro di sistemazione dei sentieri e degli accessi. Oggi ospita circa trenta opere permanenti e rappresenta un luogo restituito alla comunità. Non volevamo creare soltanto un museo all’aperto, ma un paesaggio culturale che potesse essere vissuto quotidianamente dagli abitanti e dai visitatori.

MAMA – Dmitrii Khramov e Maria Khramova

Oggi Val dl’Ert è molto più di un parco di sculture.

Esatto. È uno spazio culturale aperto. Organizziamo cinema all’aperto alimentati in autonomia energetica, concerti acustici immersi nella natura, attività didattiche dedicate alle scuole e laboratori sul rapporto tra arte e ambiente. Per noi è importante lavorare anche con i più giovani, perché saranno loro a custodire questo patrimonio in futuro.

La selezione degli artisti segue criteri molto particolari.

Sì, ed è probabilmente uno degli aspetti che distingue maggiormente SMACH da molte altre manifestazioni dedicate all’arte contemporanea.

Non chiediamo curriculum, non chiediamo un portfolio costruito sulla notorietà e non ci interessa se un artista abbia già esposto nei grandi circuiti internazionali. Valutiamo esclusivamente la qualità dell’idea e la sua capacità di dialogare con il tema dell’edizione e con il territorio.

È un approccio che talvolta sorprende. È capitato che artisti presenti alla Biennale di Venezia non venissero selezionati, mentre fosse scelto un professore di matematica che aveva elaborato un’intuizione particolarmente originale. Per noi la creatività non coincide con il prestigio del curriculum.

That’s what friends are for – Luca Chiesura

Come funziona il processo di selezione?

Abbiamo due giurie. Una artistica, composta da curatori, artisti e rappresentanti del territorio, e una tecnica formata da architetti, ingegneri, geometri e artigiani che valutano la fattibilità delle opere.

Lavoriamo in aree sottoposte a rigorose tutele ambientali. Ottenere le autorizzazioni richiede un dialogo costante con le istituzioni e una grande attenzione progettuale.

Oggi riceviamo circa trecento candidature per ogni edizione, un numero che consideriamo sostenibile e che ha contribuito ad aumentare anche la qualità dei progetti.

Che cosa rende speciale l’esperienza della residenza?

La comunità che si crea.
Gli artisti lavorano da soli durante il giorno, immersi nella montagna.
La sera si ritrovano al campo base, condividono il lavoro, discutono, mangiano insieme. In pochi giorni nasce un rapporto umano molto intenso.
Molti lasciano San Martino con la sensazione di aver vissuto qualcosa che va oltre una semplice residenza artistica.

Quali criteri guidano la realizzazione delle opere?

Utilizziamo materiali compatibili con il contesto naturale: principalmente legno e metallo, mentre il plexiglass viene impiegato soltanto quando la sua durata non rappresenta un elemento di disturbo per l’ambiente.

Le opere devono dialogare con il paesaggio senza imporsi su di esso.

Fiori sonori – Max e Carlo Castlunger

Val dl’Ert: l’atlante delle opere nel bosco

Trenta installazioni immerse nei venticinque ettari della valle raccontano un nuovo modo di abitare il rapporto tra arte e natura. Le opere della collezione SMACH non occupano semplicemente lo spazio alpino, ma instaurano un confronto continuo con il paesaggio, il tempo e la memoria del territorio ladino. Ogni intervento diventa una soglia tra dimensione umana e ambiente naturale: una presenza fragile e mutevole, destinata a trasformarsi insieme al luogo che la accoglie.

La Biennale

SMACH è una biennale d’arte contemporanea site-specific. Lontano dai tradizionali spazi museali, SMACH trasforma le montagne in un laboratorio a cielo aperto dove arte e natura dialogano, incoraggiando la riflessione su identità, ecologia e comunità.

La prossima edizione si terrà il prossimo anno nel 2027.

Info

https://www.smach.it/
@smach_art

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