Parma si prepara ad accogliere Brian Eno con un doppio progetto che segna uno dei passaggi più rilevanti della stagione culturale 2026.
Dal 1° maggio al 2 agosto, “SEED” e “My Light Years” trasformano la città in un laboratorio aperto tra suono, luce e spazio, riportando al centro due luoghi simbolo come il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio, entrambi restituiti alla fruizione pubblica dopo anni di chiusura.
Il ritorno dell’artista britannico in Italia arriva dopo il Leone d’Oro alla carriera assegnato dalla La Biennale di Venezia nel 2023 e a distanza di quattro anni dalla sua ultima presenza nel Paese. A Parma, Eno non presenta una semplice mostra, ma costruisce un’esperienza diffusa che mette in relazione architettura, paesaggio e percezione.
Al Complesso di San Paolo prende forma “SEED”, progetto sviluppato in due fasi e realizzato insieme alla scrittrice e giornalista Ece Temelkuran. Nei Giardini, un’installazione audio site-specific diffonde una composizione generativa che cambia continuamente, trasformando lo spazio in un ambiente sonoro dinamico. Il pubblico diventa parte attiva dell’opera, costruendo un proprio percorso di ascolto attraverso il movimento.
L’esperienza non si esaurisce sul posto. Le tracce sonore generate durante la fruizione verranno registrate e incise in un unico vinile, curato dallo stesso Eno, destinato alla Casa del Suono, dove l’opera entrerà a far parte della collezione permanente.
All’Ospedale Vecchio, invece, “My Light Years” rappresenta la prima grande mostra europea dedicata alla ricerca visiva di Eno. Il percorso riunisce installazioni storiche e lavori recenti, con opere che attraversano oltre quattro decenni di attività. Dai primi video realizzati con tecnologia VHS alle installazioni immersive, la mostra mette a fuoco il ruolo della luce come materiale artistico.
Tra i lavori esposti, “Mistaken Memories of Mediaeval Manhattan” e “Thursday Afternoon” testimoniano le prime sperimentazioni sull’immagine in movimento, mentre “77 Million Paintings” introduce il pubblico alla dimensione dell’arte generativa, basata su combinazioni visive in continua evoluzione. In mostra anche “Face to Face”, presentata per la prima volta in Italia in un formato su larga scala, insieme a nuove Light Boxes realizzate appositamente per l’occasione.
La curatela è affidata ad Alessandro Albertini, con il coinvolgimento di Lumen London. I due progetti si inseriscono in un più ampio processo di rigenerazione culturale promosso dal Comune di Parma, che punta a riattivare spazi storici attraverso il linguaggio contemporaneo.
“SEED” e “My Light Years” delineano così un intervento articolato che unisce produzione artistica e restituzione urbana, confermando Parma come uno dei centri più dinamici nel panorama culturale italiano ed europeo.
INFO
Brian Eno
SEED e My Light Years
Dal 1° maggio al 2 agosto a Parma








