È morto a 88 anni Georg Baselitz, figura cardinale della pittura europea del secondo Novecento e tra i protagonisti più radicali del neoespressionismo.
A darne notizia è stata la galleria Thaddaeus Ropac, che lo rappresentava.
Siamo profondamente addolorati nell’annunciare la scomparsa di Georg Baselitz, titano della pittura contemporanea, della scultura, del disegno e della grafica. Innovatore canonico e tra gli artisti più rilevanti del nostro tempo, ha esercitato un’influenza profonda sui suoi contemporanei e sull’intero sistema dell’arte internazionale nel corso della sua carriera. Le sue opere, custodite nelle più importanti collezioni museali del mondo, continueranno a trasmettere la sua eredità.
Il nostro pensiero più sincero va alla moglie Elke Baselitz, così come ai figli Daniel Blau e Anton Kern e alle loro famiglie. Esprimiamo le nostre condoglianze anche al suo studio, la cui dedizione e lealtà si sono protratte per molti anni. Insieme alla vasta comunità di artisti, curatori museali, galleristi, amici e collaboratori in tutto il mondo, avvertiamo profondamente la sua scomparsa.
Il necrologio condiviso dalla famiglia Baselitz, scritto da Robert Isaf, è disponibile qui
Nato nel 1938 in Sassonia, Baselitz ha costruito un linguaggio pittorico in aperta frizione con le ortodossie del suo tempo, opponendosi tanto al minimalismo quanto al concettualismo dominanti negli anni Settanta. La sua risposta non fu teorica, ma visiva: un ritorno alla figura attraversato da tensioni brutali, deformazioni e una materia pittorica densa, spesso inquieta.
La svolta arriva alla fine degli anni Sessanta, quando introduce il dispositivo che lo renderà immediatamente riconoscibile: il capovolgimento dell’immagine. Opere come L’uomo all’albero e Il bosco capovolto inaugurano una grammatica ambigua, sospesa tra astrazione e figurazione, in cui il soggetto perde centralità a favore del gesto e della struttura.
Quel ribaltamento non è mai stato un semplice espediente formale. Piuttosto, un atto di sabotaggio percettivo, una frattura deliberata dello sguardo che costringe a ripensare il rapporto tra immagine e significato. In un’epoca che tendeva a dissolvere la pittura, Baselitz ne riafferma la fisicità e l’urgenza, spingendola verso una dimensione quasi conflittuale.
Con la sua scomparsa si chiude una traiettoria che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dell’arte, mantenendo una coerenza feroce e una capacità rara di restare in attrito con il proprio tempo.
LA MOSTRA
Nei prossimi giorni la Fondazione Giorgio Cini presenta una mostra di nuove opere di Georg Baselitz, a cura di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, e in partnership con la galleria Thaddaeus Ropac. La mostra coincide con la 61ª Biennale di Venezia e presenta la più recente serie di dipinti di grandi dimensioni dell’artista tedesco.
Georg Baselitz
Eroi d’Oro
5 maggio — 27 settembre 2026
Fondazione Giorgio Cini, Venezia




