Le Stanze della Fotografia, progetto congiunto di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, aprono il 2026 con un confronto serrato tra due autori che hanno fatto dello spazio il proprio campo di indagine: Horst P. Horst. La Geometria della Grazia e Ahmet Ertuğ. Beyond the Vanishing Point.
Horst P. Horst. La Geometria della Grazia
Curata da Anne Morin con Denis Curti, la mostra dedicata a Horst P. Horst è la più ampia mai realizzata sull’autore. Oltre quattrocento opere, molte vintage, circa la metà esposte per la prima volta, insieme a riviste storiche, disegni, taccuini, lettere autografe di Coco Chanel e Salvador Dalí. Un archivio che diventa narrazione critica.
La rilettura proposta non si limita alla consacrazione avvenuta sulle pagine di Vogue. Horst viene reinserito nel tessuto culturale del Novecento, tra classicità e avanguardia, tra Parigi e New York. La fotografia di moda smette di essere genere e si rivela dispositivo formale.
Horst pensa per strutture. La luce è un principio ordinatore, non un effetto. I corpi sono volumi, i drappeggi diventano superfici architettoniche. In filigrana si leggono gli anni di formazione tra Amburgo e Parigi, la collaborazione con Walter Gropius e soprattutto con Le Corbusier. Il Bauhaus non è citazione ma metodo. La tensione verso lo spazio minimo, verso la proporzione come etica prima che estetica, informa ogni scatto.
L’icona Corset Mainbocher del 1939 resta il manifesto di questa grammatica. Un’immagine che sospende il tempo e traduce la moda in metafisica. Nato nel 1906 a Weissenfels-an-der-Saale come Horst Paul Albert Bohrmann, assistente di George Hoyningen-Huene a Parigi, Horst attraversa il secolo dialogando con Jean Cocteau, Marie-Laure de Noailles, Chanel. Dopo la guerra amplia il proprio raggio verso botanica e interni, collaborando anche con House & Garden. Fino agli anni Novanta mantiene una disciplina formale che non conosce cedimenti.

Ahmet Ertuğ. Beyond the Vanishing Point
Al primo piano, Denis Curti firma la curatela della mostra dedicata a Ahmet Ertuğ. Ventinove fotografie di grande formato sintetizzano oltre cinquant’anni di ricerca sul patrimonio architettonico europeo e mediterraneo.
Formatosi alla Architectural Association di Londra, Ertuğ guarda agli edifici con l’occhio del progettista. Non documenta, interpreta. La prospettiva è calibrata per restituire la visione originaria degli architetti. Il grande formato amplifica la percezione, invita a un’immersione lenta, quasi meditativa.
Il percorso costruisce un dialogo ideale tra Venezia e Istanbul. Pantheon, Basilica di San Pietro, Teatro La Fenice emergono come organismi viventi, attraversati da una luce che ne rivela la stratificazione. A suggellare il legame interviene la cupola di Santa Sofia, unica presenza non italiana, che chiude il cerchio simbolico lungo la Via della Seta.
La qualità tecnica, affine per rigore alla scuola di Düsseldorf, sostiene un’ambizione più ampia: trasformare l’architettura in esperienza visiva totale. Se Horst interiorizza lo spazio e lo traduce in costruzione luminosa, Ertuğ lo attraversa fino a farne memoria condivisa.
EXHIBITION VIEW
INFO
HORST P. HORST.
LA GEOMETRIA DELLA GRAZIA
a cura di Anne Morin in collaborazione con Denis Curti
21 febbraio – 5 luglio 2026
AHMET ERTUĞ
BEYOND THE VANISHING POINT
a cura di Denis Curti
21 febbraio – 6 aprile 2026
Le Stanze della Fotografia, Isola di San Giorgio, Venezia










