Icebreakers: il ruolo della produzione culturale oggi | 11 conversazioni online

Il NAM – Not a Museum, il programma di arte contemporanea di Manifattura Tabacchi conferma la sua vocazione alla ricerca, la sperimentazione artistica e la contaminazione tra discipline e linguaggi, lasciando aperto il dibattito sui temi più urgenti della società contemporanea.

ICEBREAKERS, una nuova serie di conversazioni che mette in connessione voci da tutto il mondo: dalla Cina agli Stati Uniti, dall’India all’Australia, dall’Europa al Giappone, 11 containers, 11 temi, 11 coppie di personalità note, attive negli ambiti della moda, del design, della scienza, dell’arte e della letteratura, in un dialogo unico, reso possibile dalla tecnologia. “L’11 ha un significato simbolico molto importante, rappresenta infatti la forza interiore che ognuno di noi trova per affrontare i momenti di crisi”, commenta Linda Loppa.

ICEBREAKERS si inserisce nella cornice di Living Room, il salotto della cultura contemporanea di Manifattura Tabacchi, nato nel 2019 per accogliere conversazioni tra personalità competenti nel proprio settore di appartenenza. Nel 2020, Living Room ha ripreso vita in un formato digitale, evolvendosi nella forma di un vero e proprio programma interdisciplinare composto da progetti culturali realizzati ex-novo secondo delle coordinate tematiche.

In un momento di crisi e ridefinizione degli assetti sociali, culturali, economici e politici, quale ruolo riveste la produzione culturale? Questo e altri interrogativi saranno al centro delle conversazioni in cui i protagonisti offriranno il proprio vissuto e le proprie conoscenze, mostrando come la comunicazione e la connessione tra universi apparentemente distanti possano fornire soluzioni innovative.

Ciascun container rappresenta uno spazio concettuale all’interno del quale avviene un confronto tra i due protagonisti, senza porre limiti alla provocazione del pensiero: ICEBREAKERS attiva attraverso i suoi dialoghi connessioni tra esperienze e background diversi per trasformare i nuovi spazi digitali in luoghi dove stimolare idee e soluzioni fuori dagli schemi abitualmente consentiti.

Il primo appuntamento c’è stato il 14 gennaio con THE CRITICAL CONTAINER in cui Angelo Flaccavento, critico di moda, scrittore e poeta, e Anna Yudina, autrice nei campi dell’architettura, del design, dell’urbanistica e del pensiero cross-disciplinare, discutono il ruolo della critica come strumento di comprensione dell’altro e di riconciliazione tra l’interno e l’esterno del sistema.

IL PROGRAMMA

21 gennaio – THE EXHIBITION CONTAINER, una conversazione tra Dobrila Denegri, curatrice indipendente e direttrice per molti anni del Museo di Arte Contemporanea di Torun in Polonia, e Marlo Saalmink, fondatore dell’omonimo Atelier con il quale si concentra su curatela, sviluppo strategico, editoria e direzione creativa di brand di moda a Vikeland, in Norvegia, che riflettono sulle pratiche curatoriali come una modalità per accogliere la multidisciplinarietà della produzione e delle fruizione nei settori della moda e dell’arte contemporanea.

28 gennaio – THE SPEAKERS CORNER, Anne Timerman, co-fondatrice di TM/R, studio creativo a New York, e Sam Cotton, creative consultant, creative director, designer e consulente per l’innovazione della moda con sede a Londra, conversano sull’uso della tecnologia in relazione ai processi di ideazione e produzione dei brand.

4 febbraio – THE DIGITAL CONTAINER, Karchun Leung, art director, designer coach e fashion consultant in Cina, e Valerio Mannucci, co-founder della casa editrice italiana Nero a Roma, si interrogano sul ruolo dell’editoria, della scrittura e del linguaggio nella società contemporanea, a fronte dei radicali cambiamenti generati dalla pervasività del web.

11 febbraio – THE NOW CONTAINER, Ting Ting Zhang, ideatrice di Cloud HAT e Gianfranco Villegas, fondatore del brand SelfMade, danno una lettura intima ed estremamente lucida dell’industria della moda contemporanea, illustrando come le nuove generazioni si muovano tra campi anche distanti tra loro per cercare delle soluzioni, combinando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

18 febbraio – THE LITTLE HISTORY CONTAINER, Stefan Siegel, fondatore di NotJustALabel, NJAL, a Los Angeles e Alessio de’Navasques, co-creatore del progetto Artisanal Intelligence, curatore e scrittore di base a Roma, si prendono cura dell’artigianalità e del tempo, dando valore e importanza alle creatività che emergono fuori dai tradizionali centri della moda e del business.

25 febbraio – THE PATTERN CONTAINER, Minna Palmqvist, fashion designer con base a Stoccolma, e Adele Varcoe, artista e designer a Melbourne, ripercorrono gli schemi e le tessiture della moda e dell’arte cercando di tracciarne i confini.

4 marzo – THE SCIENCE CONTAINER, Suket Dhir, Fashion Designer di base a New Delhi e Armando Chant, artista, curatore e accademico con background nell’industria della moda, di Sidney, Australia, sono legati l’uno all’altro dai tessuti, un medium che entrambi usano come espressione identitaria e strumento di indagine culturale e sociale. Insieme, ripensano il sistema produttivo della moda in maniera più sostenibile, nella ricerca di un equilibrio tra produzione e consumo.

11 marzo – THE SURPRISE CONTAINER, Kristofer Kongshaug, executive creative director di Boon Paris, e Geert Bruloot, curatore e art director con base ad Anversa, intrecciano le rispettive conoscenze ed esperienze legate al retail, al design, all’arredamento e alla moda, lasciandosi andare a un dialogo volto alla ricerca dell’innovazione e di nuove visioni per il futuro.

18 marzo – THE BRAIN CONTAINER – Fabien Beckers, fondatore di Invention Factory a San Francisco e Sissel Tolaas, Smell Researcher e artista di base a Berlino, si trasforma in un confronto tra esperienze tanto diverse quanto complementari, poiché partono entrambe da un presupposto: una profonda curiosità per il mondo circostante e il desiderio di mettere a frutto le conoscenze acquisite per cambiarlo in meglio.

25 marzo – THE DINING CONTAINER – Hirofumi Kurino, co-founder e oggi senior advisor del gruppo retail giapponese United Arrows e Linda Loppa regalano al pubblico un momento di convivialità ideale e virtuale nel quale si affrontano trasversalmente tutti i container del progetto ICEBREAKERS e si tirano le somme per preparare il terreno alle connessioni future.

ICEBREAKERS è parte di The New Fashion Container, progetto ideato e a cura di Linda Loppa, pensato per collegare le industrie creative che lavorano nel mondo della moda con un approccio meno formale, tramite piattaforme aperte che creano spazi dove inventare il futuro. “The NFContainer nasce come reazione e alternativa all’eccesso di tempo e risorse che rendono insostenibile il sistema produttivo globale, a partire dall’esempio del sistema della moda. I «container» sono padiglioni, stanze o gallerie dove le persone possono pensare insieme un mondo migliore. È un progetto di gruppo, un approccio unico per una piattaforma globale che possa connettere persone, idee, invenzioni e innovazioni, stimolando progetti locali che possono diventare globali grazie al digitale”, afferma la curatrice.

INFO

Ogni settimana dalle ore 11.00,sul sito e sul canale Youtube di Manifattura Tabacchi e sulla IGTV di NAM – Not a Museum, 11 dialoghi inediti guidati da Linda Loppa.

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