Aki Sasamoto performance di Wrong Happy Hour, 2014/2026 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

AKI SASAMOTO “XYZ”: la mostra a Pirelli HangarBicocca a Milano

Dal 17 settembre 2026 fino al 17 gennaio 2027 Pirelli HangarBicocca porta a Milano Aki Sasamoto con XYZ, prima personale istituzionale dell’artista giapponese in Europa.

Aki Sasamoto “XYZ”
Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Curata da Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona e realizzata in collaborazione con Kunsthalle Wien, la mostra attraversa oltre vent’anni di ricerca mettendo in cortocircuito scultura, performance, installazione, video e pensiero scientifico.

Aki Sasamoto “XYZ”
Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Sasamoto non costruisce semplicemente oggetti. Costruisce situazioni. I suoi lavori prendono spesso avvio da elementi ordinari, mobili, utensili da cucina, lavatrici, bicchieri, letti, reti, ghiaccio, e li sottraggono alla loro funzione per inserirli in dispositivi instabili, talvolta assurdi, nei quali il corpo dello spettatore diventa parte del problema. La matematica, la danza, la psicologia sociale, la meteorologia e le scienze eco-comportamentali entrano così in una pratica che utilizza la precisione scientifica senza mai rinunciare all’imprevisto.

Il mondo che tocco e il mondo che comprendo attraverso il linguaggio sono così diversi», osserva l’artista.
Il mondo ha senso solo in qualche punto intermedio tra ciò che realizzo e ciò che finisco per farne».

È precisamente in questo intervallo che si colloca XYZ: uno spazio intermedio dove le cose smettono di essere soltanto cose e diventano strumenti per misurare relazioni, memoria, disagio, desiderio, incomunicabilità.

Aki Sasamoto “XYZ”
Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Il titolo funziona come una piccola macchina concettuale. XYZ sono le ultime lettere dell’alfabeto, ma anche le coordinate cartesiane dello spazio tridimensionale e variabili utilizzate in fisica per descrivere la posizione di una particella. Negli Stati Uniti, inoltre, l’acronimo indica l’espressione eXamine Your Zipper, un modo ironico e discreto per segnalare a qualcuno che ha la cerniera aperta. Coordinate, linguaggio e incidente quotidiano finiscono così sullo stesso piano.

Nel grande spazio dello Shed il percorso si apre con Sounding Lines (2024), un’installazione cinetica nella quale molle sospese e gigantesche esche da pesca inglobano utensili da cucina. Il movimento programmato produce un’oscillazione che richiama il moto dell’acqua, ma anche l’instabilità dei rapporti umani. La pesca e la cucina, attività profondamente legate alla dimensione quotidiana, diventano metafore di una relazione nella quale qualcosa può essere catturato oppure sfuggire.

Una dinamica analoga attraversa catch or be caught (2025), dove due strutture metalliche si aprono e si chiudono seguendo una sequenza alternata. La forma oscilla tra una trappola per granchi e un fiore meccanico. L’oggetto sembra dunque trovarsi in una condizione di permanente indecisione: protezione e minaccia, attrazione e cattura, apertura e chiusura convivono nello stesso movimento.

Aki Sasamoto Delicate Cycle, 2016/2026 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

La questione del movimento ritorna in Delicate Cycle (2016), una delle opere più significative della mostra. Lavatrici e gesti circolari introducono una riflessione sul tempo e sulla possibilità, soltanto apparente, di ripetere un ciclo senza modificarlo. Durante la performance, Sasamoto fa rotolare una grande sfera ricoperta di lenzuola, trasformando un’azione elementare in una riflessione sull’ordine, sul controllo e sulla memoria. Lavare significa rimuovere una traccia, ma anche tentare di intervenire su qualcosa che continua a riaffiorare.

Il rapporto tra memoria e materia assume una dimensione più intima in Secrets of My Mother’s Child (2009), installazione e performance nata da un’esperienza autobiografica. Mobili e oggetti domestici diventano una sorta di architettura emotiva nella quale il rapporto con la madre si traduce in una riflessione più ampia sulla trasmissione del trauma e sulla natura del segreto. Una barra metallica sospesa riprende la funzione matematica X × Y = 1, con i suoi due asintoti destinati ad avvicinarsi senza mai incontrarsi. La curva diventa così una figura della conoscenza incompleta: ciò che si vuole raggiungere resta sempre leggermente oltre il punto di contatto.

Anche Centrifugal March (2012) prende una legge fisica e la trasferisce dentro uno spazio domestico. Armadi e letti convivono con il ghiaccio, materia destinata a scomparire lentamente. Il suo scioglimento produce un suono amplificato, trasformando la durata in esperienza percettiva. Il tempo non viene rappresentato: accade davanti allo spettatore.

In Strange Attractors (2010), realizzata per la Whitney Biennial, tavoli, bicchieri, camere a circuito chiuso e retine per la frutta compongono una costellazione apparentemente caotica. Il riferimento è alla teoria del caos e agli attrattori strani, strutture dinamiche nelle quali l’ordine può emergere da un sistema apparentemente privo di ordine. È una delle chiavi attraverso cui leggere l’intera mostra: Sasamoto non cerca di ricondurre l’esperienza a un sistema stabile, ma di mostrare quanto il disordine possieda una propria grammatica.

Il bar diventa invece un dispositivo relazionale in Wrong Happy Hour (2014). L’ambiente, visibile frontalmente dall’esterno e solo dal retro all’interno dello Shed, durante la performance si trasforma in un luogo di incontro che progressivamente nega la propria funzione. Sasamoto accoglie il pubblico, lo interroga, ne modifica la posizione e arriva fisicamente a restringere lo spazio fino a espellerlo. Il bar, tradizionale luogo della socialità, diventa una macchina per mettere alla prova le convenzioni che regolano la vicinanza tra le persone.

Aki Sasamoto performance di Wrong Happy Hour, 2014/2026 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Questa idea ritorna in Past in a future tense (2019), dove bicchieri da whiskey si muovono all’interno di sfere di vetro soffiato a Murano soltanto grazie ai flussi d’aria. Accanto all’installazione, Weather Bar Forecast #1 e Weather Bar Forecast #2 (2021) riprendono il linguaggio televisivo delle previsioni meteorologiche. La precisione apparentemente rassicurante della meteorologia entra in attrito con un clima sempre più imprevedibile, facendo della previsione una forma fragile di controllo.

La mostra conserva anche una traccia della fase iniziale della ricerca di Sasamoto con Cooking Show (2005), presentata attraverso la documentazione video della performance. Gli utensili da cucina, volutamente sproporzionati, rendono impraticabili gesti ordinari e trasformano la cucina televisiva in una scena di straniamento. È già presente quella logica che attraverserà la produzione successiva: prendere un codice riconoscibile e deformarlo fino a renderne visibile l’assurdità.

Aki Sasamoto performance di Wrong Happy Hour, 2014/2026 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

L’ARTISTA

Aki Sasamoto performance di Strange Attractors, 2010 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026
Ninagawa Maerkle Family Collection Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Nata nella prefettura di Kanagawa nel 1980, Sasamoto si trasferisce prima in Galles e poi negli Stati Uniti. Dopo gli studi di matematica, si laurea in danza alla Wesleyan University e consegue un MFA alla Columbia University. La sua formazione spiega in parte l’eterogeneità della ricerca, ma non la esaurisce. La danza resta nel modo in cui organizza il corpo nello spazio, la matematica nella struttura dei suoi dispositivi, il teatro nella costruzione delle situazioni, la musica nella sensibilità per ritmo e improvvisazione. Tra i riferimenti della sua ricerca emergono John Cage, David Tudor e Alvin Lucier.

Nel 2023 Sasamoto ha ricevuto il Calder Prize e oggi è Professor e Director of Graduate Studies in Sculpture alla Yale University School of Art. Le sue opere sono state presentate in istituzioni internazionali e in importanti rassegne come la Biennale di Venezia, la Aichi Triennale, la Busan Biennale, l’Okayama Art Summit e la Kochi-Muziris Biennale.

A Milano, però, il dato più interessante di XYZ non risiede nella ricostruzione di una carriera. La mostra funziona piuttosto come un organismo nel quale lavori distanti nel tempo entrano in relazione. Diagrammi, meccanismi, oggetti domestici e corpi costruiscono una grammatica mobile, dove la logica non serve a eliminare l’assurdo ma a renderlo osservabile.

«Il mio lavoro si occupa dei problemi della vita, non dell’arte», ha dichiarato Sasamoto. È una frase che XYZ prende sul serio. La scultura diventa qui una forma di pensiero incarnato, una macchina imperfetta per osservare ciò che normalmente sfugge alla misurazione: la distanza tra due persone, la persistenza di un ricordo, la precarietà di un rapporto, il tempo che passa mentre apparentemente non accade nulla.

IL PUBLIC PROGRAM

Il rapporto tra tempo umano e tempo geologico sarà al centro del Public Program What does time look like?, in programma dal 17 settembre al 24 ottobre. Il 22 ottobre Sasamoto presenterà Secrets of My Mother’s Child e dialogherà con Massimo Bernardi, paleontologo e direttore del Museo delle Scienze di Trento (MUSE), sui processi geologici, sulle rocce e sui minerali come forme di temporalità radicalmente diverse dall’esperienza umana.

Il programma proseguirà il 23 ottobre con Centrifugal March e il 24 ottobre con Strange Attractors, Wrong Happy Hour e Delicate Cycle. Una sequenza di performance che restituisce alla mostra la sua natura più propriamente teatrale: non un insieme di opere da contemplare a distanza, ma un sistema che si modifica quando il pubblico entra in relazione con esso.

Giovedì 17 settembre
11.00 | Sounding Lines + catch or be caught | performance
16.00 | Secrets of My Mother’s Child | performance
19.00 | Centrifugal March | performance
Giovedì 22 ottobre
Public Program
19.00 | Secrets of My Mother’s Child | performance
20.00 | Conversazione tra Aki Sasamoto e Massimo Bernardi nella Lab Room
Venerdì 23 ottobre
Public Program
18.00 | Centrifugal March | performance
Sabato 24 ottobre
Public Program
11.00 | Strange Attractors | performance
16.00 | Wrong Happy Hour | performance
19.00 | Delicate Cycle | performance

INFO

AKI SASAMOTO, “XYZ”
Pirelli HangarBicocca, Milano
17 settembre 2026 – 17 gennaio 2027
A cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona
Via Chiese 2, Milano
Ingresso gratuito

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