155Tradate_E.A.Griffini_©-Francesca-Iovene

ENRICO A. GRIFFINI, a Tradate una mostra sul Razionalismo italiano

Dal 29 ottobre al 20 dicembre 2026, l’ex stabilimento Koh-I-Noor di Tradate, progettato da Enrico Agostino Griffini tra il 1942 e il 1943, ospita Enrico A. Griffini. Costruire modernamente, mostra dedicata a una figura ancora poco valorizzata del Razionalismo italiano.

155Tradate_E.A.Griffini_© Francesca Iovene

L’esposizione inaugura il programma culturale di 155 Tradate, nuovo spazio dedicato all’arte e alla musica promosso da Titti Santini, fondatore di Ponderosa Music Records, e curato da Alessia Interlandi per in.circle. La scelta di aprire al pubblico durante i lavori di recupero dell’edificio mette in relazione la ricerca storica con la trasformazione contemporanea di un luogo segnato dalla memoria industriale.

Curata dallo storico dell’architettura Massimiliano Savorra in collaborazione con l’architetta ed erede Valeria Griffini, la mostra ricostruisce il percorso professionale di Enrico Agostino Griffini (Venezia, 1887 – Milano, 1952), architetto, ingegnere e docente che ha contribuito alla definizione dell’architettura moderna italiana. Tra le opere a cui è legato il suo nome figura il Palazzo dell’Arengario di Milano, oggi sede del Museo del Novecento, progettato insieme a Giovanni Muzio, Pier Giulio Magistretti e Piero Portaluppi.

Il percorso attraversa l’architettura residenziale e industriale, gli edifici sanitari, gli spazi pubblici, il disegno d’arredo e l’insegnamento. Disegni, tavole costruttive, manuali, pubblicazioni, fotografie d’epoca, documenti di cantiere e materiali d’archivio restituiscono la complessità di una ricerca che merita una più ampia considerazione nella storia dell’architettura del Novecento. I documenti esposti sono riproduzioni di originali conservati presso l’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia. Il progetto è realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano e del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia.

Costruire modernamente sposta l’attenzione dal Razionalismo inteso come linguaggio formale al progetto come metodo. Il rapporto tra risorse e materiali, la funzionalità degli edifici, la loro durata e l’efficacia delle soluzioni costruttive costituiscono il nucleo di una riflessione che conserva una precisa attualità. Rileggere Griffini significa interrogare un’idea di architettura fondata sulla relazione tra forma, tecnica e uso, in un momento in cui il recupero del patrimonio costruito impone di ripensare le modalità dell’intervento e il ciclo di vita degli edifici.

L’ex stabilimento Koh-I-Noor, tra memoria industriale e nuova destinazione culturale

155Tradate_E.A.Griffini_© Francesca Iovene

La sede non è un semplice contenitore espositivo. Progettato da Griffini tra il 1942 e il 1943 per la Koh-I-Noor, lo stabilimento rappresenta un episodio significativo della sua attività nel campo dell’architettura industriale. Dal 1957 al 2001 l’edificio ha ospitato il Calzaturificio Romano Martegani 1891, attraversando una seconda stagione produttiva prima di avviarsi verso una nuova destinazione.

Attualmente l’immobile è interessato da un intervento di restauro architettonico e ristrutturazione progettato dall’architetto Giorgio Giani, con direzione dei lavori affidata a Lucio Giudici. L’esposizione si inserisce in questa fase di transizione, consentendo al pubblico di osservare da vicino una realizzazione di Griffini e di confrontarsi con le stratificazioni materiali del luogo. Il cantiere diventa così parte integrante del progetto culturale, rendendo visibile il processo attraverso cui un’architettura produttiva viene ripensata per accogliere nuove attività.

L’allestimento, firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio, assume la transitorietà dell’edificio come principio progettuale. Elementi e dispositivi mutuati dal linguaggio del cantiere definiscono il percorso, mentre il blu costituisce il filo cromatico dell’esposizione. La scelta mantiene un dialogo diretto con lo spazio e con la sua condizione attuale, evitando di neutralizzare le tracce del lavoro in corso.

«La mostra dedicata a Enrico Agostino Griffini segna l’inizio del percorso di 155 Tradate», spiega Titti Santini. «L’apertura del cantiere al pubblico rappresenta il primo capitolo della trasformazione dell’ex stabilimento Koh-I-Noor e anticipa la futura identità di questo luogo destinato a evolversi nel rispetto della sua storia e del territorio».

Con Enrico A. Griffini. Costruire modernamente, 155 Tradate inaugura la propria attività attraverso un confronto con l’identità architettonica dell’edificio che lo ospita. La mostra restituisce visibilità a un protagonista del Razionalismo italiano e apre una riflessione sul destino degli spazi industriali dismessi: non reperti da conservare in una condizione immobile, ma strutture da comprendere e trasformare, mantenendo leggibili le tracce della loro storia.

155Tradate_E.A.Griffini_© Francesca Iovene

Info

Enrico A. Griffini. Costruire modernamente
Dal 29 ottobre al 20 Dicembre 2026
155 Tradate
Viale Trento Trieste 35, Tradate (Varese)
instagram.com/155.tradate | instagram.com/eagriffini

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