“IL SACRIFICIO DEI RICORDI. Mostra personale di Egeon”, Robecchetto con Induno (MI), SAC – Spazio Arte Contemporanea, dal 24 ottobre al 19 dicembre 2026 © Elisa Cappellari

EGEON, Il sacrificio dei ricordi al SAC: 36 autoritratti tra memoria e dissoluzione

Ha inaugurato al SAC – Spazio Arte Contemporanea di Robecchetto con Induno la mostra Il sacrificio dei ricordi, personale dell’artista multidisciplinare Egeon.

L’esposizione segna una nuova tappa della sua ricerca, con una serie inedita di opere a carboncino che affrontano il rapporto tra identità, memoria e dissoluzione.

“IL SACRIFICIO DEI RICORDI. Mostra personale di Egeon”, Robecchetto con Induno (MI), SAC – Spazio Arte Contemporanea, dal 24 ottobre al 19 dicembre 2026 © Elisa Cappellari

Conosciuto per i murales di grande formato e le installazioni ispirate al mondo delle foreste, Egeon introduce qui un medium sperimentato soltanto di recente. Trentasei autoritratti compongono un’unica installazione, concepita come un organismo in cui le diverse fasi dell’esistenza convivono in una trama di presenze e assenze.

Le immagini, ricavate da fotografie scattate da persone diverse tra il 1990 e il 2026, restituiscono altrettante versioni dell’artista. Il volto diventa così il luogo di un confronto con il proprio passato, popolato da figure familiari eppure estranee. Il carboncino, con la sua natura instabile, traduce materialmente questa condizione: il segno può attenuarsi, mutare o scomparire, proprio come i ricordi che pretende di custodire.

«Scorrendo quelle immagini è emerso in me un conteso senso di riconoscimento e distacco, come se stessi osservando uno sconosciuto estremamente familiare», racconta Egeon. Le sue precedenti identità si presentano come presenze simultaneamente simbiotiche ed estranee, versioni di sé che il tempo ha trasformato e che confluiscono in una sorta di matrioska indivisibile.

La riflessione sulla caducità assume una forma visiva attraverso una trama ispirata alle rizomorfe dell’Armillaria, strutture filamentose con cui il fungo si propaga e contribuisce alla decomposizione degli alberi. Questi intrecci attraversano i volti, introducendo nella rappresentazione dell’identità un processo biologico che supera la dimensione individuale. La decomposizione non coincide soltanto con la fine: restituisce materia al sistema forestale, alimentando nuovi cicli di vita.

Il riferimento alla foresta attraversa anche i materiali e l’allestimento. Il carboncino deriva dal legno, la carta dalla cellulosa: elementi che riportano l’immagine alla propria origine organica. I grandi ritratti sospesi sono liberi di ruotare, modificando continuamente la relazione con lo spazio e con chi attraversa la mostra. L’installazione si sottrae così alla fissità del quadro tradizionale e diventa un sistema di immagini in trasformazione, esposto al movimento e alla percezione del visitatore.

«Nel grande mistero dell’esistenza, trovo significato nella dissoluzione: abbracciare senza indugi l’ineluttabile», afferma l’artista. Il sacrificio dei ricordi si configura come un esercizio di consapevolezza davanti alla mortalità, nel quale la scomparsa non viene rimossa, ma accolta come parte costitutiva dell’esperienza. La memoria perde la pretesa di essere un archivio permanente e diventa una materia da attraversare, destinata a mutare insieme a chi la porta.

A estendere il progetto oltre gli spazi espositivi interviene un’opera murale temporanea realizzata da Egeon sulla facciata principale del SAC. Un gruppo di rizomorfe trasferisce all’esterno il motivo centrale dell’installazione, stabilendo una continuità tra l’ambiente della mostra e l’architettura che la ospita.

Nel lavoro di Egeon, il sacrificio evocato dal titolo non assume il significato di una rinuncia rituale, ma quello di un congedo dalla pretesa di permanenza. Accettare la dissoluzione significa riconoscere che anche l’identità è un processo, una forma provvisoria che la vita modifica fino a renderla irriconoscibile. È in questa tensione tra perdita e rigenerazione che la foresta diventa la metafora di un’esistenza capace di trovare nella propria fine una continuità che la oltrepassa.

“IL SACRIFICIO DEI RICORDI. Mostra personale di Egeon”, Robecchetto con Induno (MI), SAC – Spazio Arte Contemporanea, dal 24 ottobre al 19 dicembre 2026 © Elisa Cappellari

L’artista

Egeon © Davide Menegazzi 2026

Egeon (Bolzano, 1990) è un artista che opera nello spazio pubblico, dove muralismo e installazione sono i linguaggi attraverso cui interroga il rapporto tra immagine, luogo e memoria. Il suo lavoro nasce dall’ascolto dei contesti in cui interviene, trasformando muri, architetture e paesaggi in superfici di indagine visiva. La sua ricerca si muove tra interazioni umane e i processi della memoria, esplorando quelle mappe cognitive e affettive che orientano la mente e contribuiscono a definire la nostra percezione del reale. Negli ultimi anni il suo linguaggio visivo si è progressivamente radicato nell’immaginario della foresta: un ecosistema abitato da piante, animali e funghi, dove relazioni invisibili generano simboli e archetipi. In un dialogo organico tra umano e naturale, il suo sguardo sulla natura si muove tra osservazione scientifica e intuizione poetica. Da questa tensione nasce un linguaggio visivo essenziale, segnato da una malinconia cruda, che senza retorica osserva il comportamento paradossale dell’uomo di fronte alla vita, in bilico tra bruttura e meraviglia.

Info

IL SACRIFICIO DEI RICORDI. Mostra personale di Egeon
24 ottobre – 19 dicembre 2026
SAC -Spazio Arte Contemporanea
Via Giosuè Carducci 2 – 20020 Robecchetto con Induno (MI)
[email protected]   

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