Marisa Merz mentre installa installing Arpa (Harp, 1967-1968), Torino, 1973

MARISA MERZ, La danza delle ore: tre mostre a Torino

Dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, il Castello di Rivoli, la Fondazione Merz e la GAM di Torino celebrano il centenario della nascita di Marisa Merz con La danza delle ore.

Una mostra articolata in tre sedi che rilegge la ricerca dell’artista attraverso opere storiche, lavori inediti e un nuovo progetto di Tacita Dean, realizzato nella casa-studio torinese di Merz.

Tre istituzioni, un unico progetto espositivo per approfondire l’opera e l’eredità di una delle figure più originali dell’arte contemporanea italiana. In occasione dei cento anni dalla nascita di Marisa Merz (1926-2019), La danza delle ore propone un percorso articolato tra il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la Fondazione Merz e la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Le mostre sviluppano tre prospettive complementari sulla sua ricerca, mettendo in relazione spazio, materiali e dimensione domestica.

Artista centrale nel panorama dell’Arte Povera, Marisa Merz ha elaborato un linguaggio autonomo, caratterizzato dalla sperimentazione sui materiali e da un rapporto diretto tra pratica artistica ed esperienza quotidiana. La sua opera sfugge alle classificazioni rigide: sculture, installazioni e lavori su carta si trasformano attraverso gesti ripetuti, variazioni e accostamenti, in un processo creativo che non considera mai la forma come un risultato definitivo.

È proprio questa concezione dinamica della creazione a orientare La danza delle ore. Il tempo entra nell’opera come elemento costitutivo, mentre la materia diventa uno spazio di possibilità. Le opere possono essere riprese e riconfigurate, assumendo significati diversi in relazione al contesto e allo sguardo. La mostra riunisce lavori storici e opere inedite per restituire la continuità di una ricerca che mantiene aperto il dialogo tra memoria, trasformazione e presente.

Il progetto è completato da un nuovo intervento di Tacita Dean, invitata a entrare nella casa-studio di Marisa Merz a Torino. Da questa esperienza nascono un film e una serie di fotografie che restituiscono la luce e la memoria del luogo, soffermandosi sulla sua capacità di continuare a generare immagini e pensiero. Il lavoro di Dean introduce così un ulteriore sguardo sulla relazione tra spazio, creazione e tracce lasciate dall’artista.

Con La danza delle ore, il centenario di Marisa Merz diventa l’occasione per rileggere un’opera che continua a interrogare il rapporto tra arte e vita. La scelta di articolare la mostra in tre sedi consente di affrontarne le diverse componenti senza ricondurle a un’unica interpretazione, mettendo in evidenza la complessità di una ricerca che ha fatto della trasformazione il proprio principio operativo.

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
A cura di Francesco Manacorda e Marianna Vecellio

Installation view Castello di Rivoli, Marisa Merz. La danza delle ore. Ph Sebastiano Pellion di Persano

La mostra al Castello di Rivoli prende avvio dalla ricostruzione di E il naufragar m’è dolce in questo mare, l’installazione presentata da Marisa Merz nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo e, in una nuova versione, nello stesso anno alla 39. Biennale di Venezia. L’opera costituisce il fulcro di un percorso che, attraverso oltre cinquanta lavori tra dipinti, disegni, installazioni e sculture, esplora la dimensione ambientale e spirituale della sua ricerca e la possibilità dell’arte di dare forma a ciò che trascende il visibile.

Il cielo, il volo, gli angeli e il femminile attraversano un universo di immagini e apparizioni in cui lo spazio espositivo si apre a una dimensione metafisica. L’opera emerge come un sistema aperto, capace di accogliere il tempo, la fragilità e l’incompiutezza quali elementi del proprio linguaggio.

Il percorso include i contributi di dieci artiste contemporanee invitate per le affinità di processo o di sguardo con Marisa Merz: Leonor Antunes, Micol Assaël, Beatrice Bonino, Miriam Cahn, Tacita Dean, Thea Djordjadze, Lara Favaretto, Daiga Grantina, Armineh Negahdari e Solange Pessoa. Le loro ricerche aprono ulteriori prospettive sull’opera di Marisa, facendo emergere aspetti inattesi e interrogativi che ne testimoniano la vitalità nel presente.

“La mostra al Castello – osservano Francesco Manacorda e Marianna Vecellio – pone l’accento sulla dimensione ambientale della pratica di Marisa Merz, dando vita a un racconto polifonico che parla del cielo e del volo, di universi paralleli e della sfera lunare, spirituale, nonché femminile”.

Installation view Castello di Rivoli, Marisa Merz. La danza delle ore. Ph Sebastiano Pellion di Persano

Fondazione Merz
A cura di Sébastien Delot e Beatrice Merz

Installation view Fondazione Merz, Marisa Merz. La danza delle ore. Ph Giorgio Perottino

La Fondazione Merz presenta il lato più inatteso della ricerca dell’artista attraverso una selezione di opere organizzate intorno all’idea di processo e trasformazione. Il percorso si concentra sul modo di comporre le opere e sulle relazioni che si stabiliscono tra gli elementi: un apparente disequilibrio si rivela un equilibrio preciso, capace di far emergere le possibilità nascoste di oggetti e materie.

Le opere, talvolta apparentemente effimere, prendono forma attraverso variazioni sottili, accostamenti e sovrapposizioni. La metamorfosi riguarda tanto la materia quanto le immagini, che si formano, si dissolvono e si ricompongono, offrendo nuove letture del mondo. Il percorso conduce così alla dimensione germinale del lavoro di Marisa Merz, alle intuizioni e alla sperimentazione che precedono e accompagnano la nascita delle opere.

La Fondazione Merz – scrivono i curatori – con questa mostra si configura come un luogo privilegiato dedicato all’inedito e alla ricerca della sperimentazione: uno spazio in cui il visitatore può accedere alla sfera più nascosta dell’artista, ai suoi pensieri germinali, alle intuizioni e al dialogo silenzioso che accompagna la nascita delle opere. Quello che si rivela è un linguaggio espressivo profondamente personale, in cui alto e basso, cultura colta e popolare, pratiche artistiche e quotidiane si intrecciano per dar vita a opere sorprendenti, segnate da una forza sottile”.

Installation view Fondazione Merz, Marisa Merz. La danza delle ore. Ph Giorgio Perottino

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
A cura di Chiara Bertola e Chiara Parisi

Installation view GAM – Galleria d’Arte Moderna di Torino, Marisa Merz. La danza delle ore. Ph Giorgio Perottino

Alla GAM il progetto si concentra sulla casa, luogo originario della pratica di Marisa Merz e dimensione in cui vita e arte coincidono. Il percorso prende avvio dall’idea dello spazio domestico come studio e laboratorio: un ambiente nel quale letture, conversazioni, incontri, momenti di raccoglimento e gesti quotidiani partecipano dello stesso processo creativo.

L’allestimento evoca l’atmosfera raccolta dei luoghi della sua ricerca, mettendo in dialogo opere storiche con un importante nucleo di lavori inediti, provenienti dall’abitazione dell’artista o mai esposti in precedenza. Il rame, il filo, la stoffa, la cera e l’argilla testimoniano una continua trasformazione della materia e del pensiero, in cui il tempo, il gesto e la relazione concorrono alla creazione dell’opera.

Installation view GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Marisa Merz. La danza delle ore. Ph Giorgio Perottino

La mostra restituisce inoltre al pubblico Living Sculpture, 1966, opera del Museo Sperimentale appartenente alla collezione GAM, dopo un attento restauro del Centro Conservazione e Restauro di Venaria.

La mostra alla GAM – dichiarano Chiara Bertola e Chiara Parisi – si configura come uno spazio intimo e accogliente, capace di evocare la dimensione domestica. Importanti opere storiche convivono con momenti di raccoglimento e introspezione, visualizzando processi creativi aperti e in continua evoluzione. Il percorso diventa così metafora del fare artistico che si nutre di relazioni e di tempo, in cui ogni elemento contribuisce alla creazione dell’opera”.

Installation view GAM – Galleria d’Arte Moderna di Torino, Marisa Merz. La danza delle ore. Ph Giorgio Perottino

Il catalogo

La mostra sarà accompagnata da un unico catalogo, edito da Hopefulmonster, realizzato grazie all’Italian Council (15ª edizione, 2026), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il catalogo sarà presentato in occasione di un convegno dedicato all’artista.

Info

Marisa Merz – La danza delle ore
Una mostra in tre atti al Castello di Rivoli, alla Fondazione Merz e alla GAM di Torino per il centenario della nascita dell’artista
A cura di Chiara Bertola, Sébastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi, Marianna Vecellio

29 ottobre 2026 – 4 aprile 2027

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