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SONG DONG, Soul Out al MAO di Torino tra memoria e oggetti quotidiani

Song Dong ha vinto l’ultima sfida realizzando una colossale installazione site-specific negli spazi del MAO Museo di Arte Orientale di Torino. Soul Out è la prima mostra personale dell’artista cinese in Italia curata da Davide Quadrio e Li Zhenhua.

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L’opera principale Waste Not raccoglie tutti gli oggetti collezionati dalla madre e conservati nella sua casa. Tubetti di dentifricio vuoti, vasi, telefoni, giocattoli, vestiti, sacchetti della spesa, scatole di medicinali… oggetti di uso quotidiano perfettamente ordinati che si trasformano in riflessione sulla memoria e sulle logiche di consumo.

Non una mostra, ma piuttosto un autoritratto per celebrare il rapporto consolidato di Song con la madre dopo la scomparsa del padre. Il legame spirituale tra madre e figlio si è evoluto nel corso degli anni e ha portato alla creazione dell’imponente opera per inviare un messaggio rassicurante all’anima del defunto. “Papà dall’aldilà può vedere che stiamo bene e che tutto è in ordine” mi rivela Song traducendo la scritta luminosa posta su una parete della prima sala.

Attraverso gli oggetti comuni inseriti nelle installazioni, nei video e nelle foto in mostra, l’artista intende portare i visitatori a riflettere sull’arte e l’umanità di ogni epoca. Storia, memoria ed esperienze personali si intrecciano in una relazione indissolubile per ogni essere umano.

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La relazione con la città di Torino è messa in luce nel Salone Mazzonis con l’installazione partecipativa Borrow Light. L’opera è costituita da centinaia di lampade concesse in prestito dai torinesi che hanno risposto all’invito lanciato dal MAO lo scorso maggio. L’insieme dei punti luce, riflessi nelle pareti a specchio ricordano i nostri luna park, ma anche il feng shui, l’antica arte geomantica taoista che studia come disporre gli spazi per favorire il libero flusso del Chi (l’energia vitale) e creare armonia tra l’uomo e l’ambiente.

“La progettazione espositiva del MAO si fonda su reti relazionali e negoziazioni istituzionali. Il museo deve essere umano, sociale, culturale e politico. Questa mostra è un ritratto espanso dell’artista con le opere distribuite negli spazi del museo in dialogo con le collezioni permanenti per definire il MAO come un organismo vivo in continua relazione con il pubblico” afferma il direttore Davide Quadrio.

Come già avvenuto per altri progetti, anche Song Dong. Soul Out è affiancato da una ricca proposta di musica e performance nel public program Evolving Sounsscapes curato da Chiara Lee e Freddie Murphy.

Exhibition View

L’artista

Song Dong, ph, Perottino

Song Dong è nato a Pechino nel 1966. Si è laureato presso il Dipartimento di Belle Arti dell’Università Normale della Capitale nel 1989 e attualmente vive e lavora a Pechino. Considerato uno degli artisti più influenti a livello internazionale, Song Dong si distingue per un linguaggio artistico che affonda le sue radici in una pratica aperta e permeata dalle filosofie orientali, che ha generato ampia attenzione e consensi nel mondo dell’arte.

Fin dai primi anni ’90, Song è stato attivamente impegnato nello sviluppo dell’arte contemporanea cinese con numerose attività artistiche innovative basate su eventi. Il suo lavoro spazia tra diversi mezzi espressivi, tra cui performance, video, installazioni, fotografia, pittura concettuale e teatro, e ha partecipato alla curatela di mostre ed eventi. È specializzato nell’utilizzo del linguaggio folcloristico e quotidiano della vita e della cultura per creare dialoghi inclusivi nell’era della globalizzazione, sintetizzando senza soluzione di continuità idee profonde con esperienze sensoriali. Il lavoro di Song affronta il rapporto tra vita e arte attraverso una prospettiva orientale ed esplora la natura transitoria della condizione umana, praticando la sua arte e vivendo la sua vita all’insegna dell’idea di «assenza di confini».

Song Dong ha partecipato a numerose importanti mostre d’arte internazionali, tra cui la Biennale di San Paolo (2025), Documenta 13 (2012), la Biennale di Venezia (2011), la Biennale di San Paolo (2004), la Biennale di Gwangju (2006, 2002, 1995), ecc.

Le sue mostre personali si sono tenute al MOMA di New York, al Groninger Museum (Groningen), alla Kunsthalle di Amburgo e al Rockbund Art Museum (Shanghai). Inoltre ha vinto numerosi premi, tra cui il Gran Premio assegnato dall’Artron Art China (2017), il Chinese Contemporary Art Award (2014), il Power 100 dell’arte contemporanea cinese: Artista dell’anno (2012) e il premio della Biennale di Gwangju (2006). Le sue opere fanno parte delle collezioni di importanti musei e istituzioni culturali, fra cui il MOMA, il Metropolitan Museum of Art (New York), il Guggenheim Museum di New York, la Tate Modern (Londra), il Centre Pompidou (Parigi), l’M+ (Hong Kong) e l’Ullens Center for Contemporary Art (Pechino).

Info

SONG DONG. SOUL OUT
A cura di Davide Quadrio e Li Zhenhua
23 ottobre 2026 – 27 giugno 2027

MAO Museo d’Arte Orientale, Torino
Via san Domenico 11, Torino

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