Fino al 30 gennaio 2027 il MACTE di Termoli presenta Blu a occhiu nuru, mostra personale dell’artista siciliana vincitrice del Premio Mostra al 64° Premio Termoli.

Un film e cinque sculture in vetro blu ricostruiscono la vicenda di un’isola nata da un’eruzione e scomparsa pochi mesi dopo.
Il destino di un’isola può diventare una questione di sovranità, un enigma geologico e una storia di identità contese. È da questa convergenza che prende forma Blu a occhiu nuru, la mostra personale di Elisa Giardina Papa. A un anno dalla vittoria del Premio Mostra nell’ambito del 64° Premio Termoli, l’artista costruisce un percorso nel quale la ricerca d’archivio si intreccia con la memoria mediterranea, la dimensione politica e le possibilità evocative del linguaggio.
A cura di Caterina Riva, la mostra ruota attorno al film She Flickered In and Out of History, proiettato su un grande schermo a LED e accompagnato da cinque sculture in vetro blu, modellate e incise a mano.
Le opere, appartenenti alla serie A Naked-Eye Blue: Linguacce (2026), raffigurano lingue provocatoriamente protese dalle pareti. Un gesto plastico che introduce una riflessione sul rapporto fra parola, appartenenza e potere, trasformando lo spazio espositivo in un luogo di attrito tra narrazione storica e immaginario.
Al centro del film c’è un episodio realmente accaduto nel 1831: un’eruzione vulcanica sottomarina nel Mediterraneo provocò l’emersione di una nuova isola tra la Sicilia e la Tunisia. La formazione, contesa dalle potenze europee che rivendicavano la propria sovranità sul territorio, scomparve sotto il mare pochi mesi dopo. Giardina Papa ripercorre questa vicenda attraverso una ricerca che mette in relazione geologia, storia politica e mitologia, restituendo visibilità a un territorio effimero, sottratto tanto alla cartografia quanto alle pretese di possesso.
Per realizzare il film, l’artista ha raggiunto l’Etna, Stromboli e i versanti sommersi delle isole vulcaniche mediterranee. Le immagini dialogano con un poema in lingua siciliana scritto da Megan Fernandes a partire dalla sceneggiatura e con la colonna sonora originale della compositrice newyorkese duendita. La narrazione sonora è in siciliano, con sottotitoli inglesi e una traduzione italiana di Allison Grimaldi Donahue.
Il titolo Blu a occhiu nuru richiama un fenomeno atmosferico documentato dopo l’eruzione del 1831. La dispersione di particelle vulcaniche e di zolfo nell’atmosfera modificò la percezione della luce solare: osservatori in diverse aree del mondo, dal Mediterraneo al Medio Oriente fino ai Caraibi, riferirono di aver visto il sole assumere tonalità blu, verdi e viola. L’apparizione di un sole blu a occhio nudo diventa così una soglia poetica attraverso cui interrogare i limiti della testimonianza e la fragilità delle categorie con cui interpretiamo il reale.

foto Gianluca Di Ioia – GDI STUDIO
Le sculture in vetro amplificano questa ambiguità. Sulle superfici sono incise frasi in inglese tratte dal film, da The Sun was Naked a South to South. Le linguacce si sottraggono alla funzione ornamentale per assumere una presenza quasi insolente: il linguaggio appare come uno strumento di costruzione dell’identità, ma anche come terreno di conflitto, capace di stabilire appartenenze e produrre esclusioni.
«Tutto ciò che si ascolta nella narrazione del film proviene da documenti storici. Nulla è inventato, eppure tutto è stato riorganizzato», racconta Giardina Papa, che ha trascorso oltre un anno tra archivi, biblioteche, collezioni geologiche e istituzioni scientifiche in Sicilia, Napoli, Parigi, Londra e Zurigo.
Il metodo dell’artista non consiste nel ricomporre una cronaca lineare, ma nel riattivare materiali dispersi, facendo emergere le fratture e le omissioni che attraversano la memoria collettiva.
La mostra segna anche la conclusione del mandato di Caterina Riva alla direzione del MACTE, iniziato nel 2020. In questa occasione, le sette sale del museo ospitano una selezione di oltre venti opere della collezione permanente, dagli anni Sessanta alle acquisizioni più recenti. Tra queste figurano le sculture realizzate da Salvatore Arancio per il museo nel 2023 e il video di Roberto Fassone, vincitore del 64° Premio Termoli nel 2025. Le opere sono state selezionate in dialogo con il lavoro di Giardina Papa, attraverso rimandi ai vulcani, alle gamme cromatiche e agli effetti ottici.
Un ulteriore spazio, realizzato con il supporto di Sezione Grafica, composta da Flavia Lunardi e Aldo Caprini, ripercorre attraverso materiali e progetti l’attività del museo dal 2020 al 2026. La collezione diventa così lo strumento per rileggere un percorso istituzionale e le relazioni costruite nel tempo con artisti, curatori e territorio.
«In questi anni ho immaginato il MACTE come un ecosistema fatto di opere, persone, relazioni e possibilità», afferma Riva, sottolineando il desiderio di lasciare un museo vivo, aperto e in dialogo con il contesto in cui opera.
Realizzato grazie al sostegno del programma Italian Council 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, She Flickered In and Out of History è stato presentato nel 2026 all’ICA – Institute of Contemporary Arts di Londra e in diverse sedi internazionali in Guatemala, Argentina, Croazia, Taiwan e Colombia.

foto Gianluca Di Ioia – GDI STUDIO
L’artista
Elisa Giardina Papa, vive a New York e a Sant’Ignazio, in Sicilia.
Ha conseguito un dottorato in Film, Media and Gender Studies presso la University of California, Berkeley, e insegna alla Brown University.
La sua pratica artistica indaga forme di conoscenza perdute, dimenticate o rimosse, attraverso una ricerca che attraversa fonti e materiali eterogenei: dai dataset di addestramento scartati dall’intelligenza artificiale ai depositi cinematografici censurati, dai resoconti di viaggio coloniali alle accuse di eresia.
Le sue opere sono state esposte alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, al Museum of Modern Art (MoMA) e al Whitney Museum of American Art di New York, al Gropius Bau di Berlino, all’ICA – Institute of Contemporary Arts di Londra, alla Secession di Vienna, all’HKW – Haus der Kulturen der Welt di Berlino e alla Seoul Mediacity Biennale, tra le altre istituzioni internazionali.
Info
Elisa Giardina Papa
Blu a occhiu nuru
23 ottobre 2026 – 30 gennaio 2027
MACTE
Museo di Arte Contemporanea di Termoli
via Giappone – 86039 Termoli (CB)
www.fondazionemacte.com





