Vivian Suter_Portrait_Flavio Karrer

VIVIAN SUTER ad Atene: 60 opere nella mostra Panchito & Maxsi

Fino al 16 gennaio 2027, la galleria Melas Martinos di Atene presenta Panchito & Maxsi, mostra personale di VIVIAN SUTER, artista argentina.

Il progetto riunisce circa 60 opere realizzate in diversi momenti della sua ricerca, costruendo un percorso attraverso una pratica pittorica profondamente legata all’ambiente naturale.

Vivian Suter, I Am Godzilla, Moderna Museet Malmo, Malmo, 2025. Photo Helene Toresdotter

IL PERCORSO ESPOSITIVO

La mostra occupa i due piani della galleria di Pandrossou 50 e presenta le opere secondo un allestimento progettato dall’architetto giapponese Kimura Hiroyuki. Le tele sono sospese e disposte su più livelli, creando uno spazio nel quale il pubblico può camminare tra e intorno ai dipinti. Il quadro perde così la propria tradizionale autonomia e diventa parte di un ambiente da attraversare.

È un aspetto centrale della ricerca di Suter, che negli ultimi decenni ha progressivamente messo in discussione i confini convenzionali della pittura. Un passaggio decisivo arriva dopo le alluvioni che nel 2005 e nel 2010 colpiscono il suo studio di Panajachel. Invece di restaurare le tele danneggiate, l’artista decide di conservarne le tracce e di lasciare che acqua, piante, animali e processi di deterioramento entrino direttamente nella realizzazione delle opere.

La natura diventa quindi una componente attiva del lavoro, mentre la pittura assume un carattere instabile e imprevedibile. Le tele possono essere esposte agli elementi e continuare a modificarsi nel tempo, mettendo in discussione l’idea dell’opera come oggetto concluso e permanente.

Questa impostazione ha contribuito alla riscoperta internazionale di Suter, culminata con la partecipazione a documenta 14 a Kassel nel 2017, dopo una lunga fase trascorsa lontano dai principali circuiti dell’arte contemporanea.

Panchito & Maxsi introduce inoltre una seconda presenza significativa: una selezione di collage di Elisabeth Wild (1922-2020), madre dell’artista. Nata a Vienna e successivamente trasferitasi a Buenos Aires e in Guatemala, Wild ha sviluppato una ricerca autonoma basata su piccoli collage composti da frammenti di immagini provenienti da architettura, design, paesaggio e cultura popolare.

Le sue Fantasías affiancano dunque la pittura di Suter all’interno della mostra, creando un ulteriore legame tra due generazioni della stessa famiglia e tra pratiche differenti di costruzione dell’immagine. Da una parte la stratificazione e il montaggio del collage, dall’altra una pittura aperta all’azione imprevedibile dell’ambiente.

Con Panchito & Maxsi, Melas Martinos porta ad Atene un corpus ampio della ricerca di Vivian Suter, presentandolo non come una sequenza di dipinti isolati ma come un ambiente in trasformazione, nel quale pittura, spazio e materia naturale entrano continuamente in relazione.

Vivian Suter, I Am Godzilla, Moderna Museet Malmo, Malmo, 2025. Photo Helene Toresdotter (4)

L’ARTISTA

VIVIAN SUTER (nata nel 1949 a Buenos Aires, Argentina) vive e lavora a Panajachel, in Guatemala.

Dopo gli importanti riconoscimenti ottenuti agli inizi della carriera, in seguito al diploma conseguito alla Kunstgewerbeschule di Basilea nel 1972, Suter decide di trasferirsi in Guatemala nei primi anni Ottanta. Una scelta che la porta a trascorrere un lungo periodo lontano dai riflettori della scena artistica internazionale. Con la partecipazione a documenta 14 a Kassel nel 2017, il suo lavoro torna ad attirare l’attenzione internazionale.

La sua ricerca pittorica si è sviluppata attraverso un rapporto sempre più stretto tra arte e natura, soprattutto dopo che due uragani hanno allagato il suo studio nel 2005 e nel 2010. Questi eventi segnano una svolta decisiva, modificando in modo profondo e permanente la concezione che l’artista ha dell’autorialità e del processo creativo.

Invece di ripulire e restaurare le tele danneggiate, Suter sceglie di accettare le condizioni del proprio ambiente e comincia a utilizzare la natura come una vera e propria collaboratrice della sua pratica. Espone deliberatamente le tele agli agenti atmosferici, alle piante e agli animali, lasciando che questi elementi intervengano quotidianamente sulle superfici.

La sperimentazione continua e l’inclusione dei processi di deterioramento e distruzione diventano così componenti fondamentali del lavoro di Vivian Suter, mettendo in evidenza la sua concezione della pittura come qualcosa di vulnerabile, sottoposto a una trasformazione costante, instabile e deperibile.

Nel corso della sua carriera Suter ha continuato a esplorare le possibilità del mezzo pittorico, superando l’idea della tela come spazio autonomo e circoscritto e indagando le modalità attraverso cui la pittura può oltrepassare la cornice tradizionale secondo forme non convenzionali.

Sospese nello spazio, le sue opere di grandi dimensioni e dai colori intensi diventano oggetti flessibili. La sovrapposizione delle tele coinvolge fisicamente lo spettatore e trasforma i dipinti in vere e proprie sculture fluttuanti.

INFO

Vivian Suter
Panchito & Maxsi
30 Settembre 2026 – 16 Gennaio 2027
Melas Martinos, Pandrossou 50, 10555 Athens

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