Dorothy Bohm, Tivoli Gröna Lund, Stoccolma, Svezia, 1972; © Estate of Dorothy Bohm

DOROTHY BOHM, ad Ascona la prima grande antologica in Svizzera

Fino al 10 gennaio 2027, il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona ospita la prima grande antologica in Svizzera dedicata a Dorothy Bohm (1924-2023), figura centrale della fotografia britannica del secondo Novecento e tra le protagoniste della fotografia umanista e della street photography.

Dorothy Bohm, Ascona, Svizzera, 1948; © Estate of Dorothy Bohm

Curata da Monica Bohm-Duchen, figlia della fotografa, e Mara Folini, direttrice del Museo d’Arte Moderna di Ascona, la mostra riunisce 90 immagini che attraversano le principali stagioni della sua ricerca: dai ritratti in studio alle fotografie in bianco e nero realizzate en plein air, fino alla produzione a colori, analogica e Polaroid. Un nucleo particolarmente significativo è costituito dalle immagini realizzate ad Ascona tra il 1947 e gli inizi degli anni Sessanta, in larga parte inedite.

La relazione con Ascona rappresenta un passaggio decisivo nella formazione dello sguardo di Bohm. Arrivata in Svizzera per una vacanza, la fotografa tornò regolarmente sul Lago Maggiore per oltre un decennio, confrontandosi con una luce naturale molto diversa da quella dello studio e dal paesaggio industriale di Manchester. Riflessi, trasparenze, ombre e variazioni atmosferiche diventano così elementi compositivi capaci di modificare radicalmente la sua percezione del quotidiano. “I saw Daylight”, avrebbe ricordato, sintetizzando in una frase la portata di quella scoperta.

Dorothy Bohm, Manifesto strappato, Londra, Regno Unito, 1997; © Estate of Dorothy Bohm

Nelle immagini di Ascona il soggetto umano assume un ruolo centrale. Bohm fotografa artisti e frequentatori della cittadina, ma soprattutto contadini, abitanti e persone comuni, osservati nei gesti ordinari e nei ritmi di una società ancora prevalentemente agricola. La sua fotografia cerca l’istante senza trasformarlo in spettacolo, affidandosi a una prossimità empatica che avvicina il suo lavoro alla tradizione umanista europea di Robert Doisneau e Henri Cartier-Bresson.

Questa attenzione per gli incontri e per ciò che rischia di scomparire è legata anche alla sua biografia. Nata nel 1924 in una famiglia ebrea dell’Europa orientale, Bohm lasciò ancora adolescente la Lituania per rifugiarsi in Inghilterra, mentre la sua famiglia rimase coinvolta nelle persecuzioni e negli sconvolgimenti della guerra. L’esperienza della separazione e della perdita attraverserà la sua sensibilità fotografica, alimentando il desiderio di sottrarre al tempo volti, gesti e frammenti di vita.

Nel 1946 aprì lo Studio Alexander, dove sviluppò una raffinata padronanza del ritratto, della luce e della composizione. Ad Ascona quella disciplina si apre progressivamente alla strada, alla casualità e all’osservazione diretta. Dagli anni Ottanta, il passaggio al colore, anche attraverso la Polaroid, introduce un’ulteriore trasformazione: muri, manifesti, superfici e riflessi diventano soggetti autonomi, mentre il dato documentario lascia spazio a una fotografia più allusiva e prossima all’astrazione.

La mostra di Ascona restituisce così l’ampiezza di una ricerca che, senza abbandonare la centralità dell’esperienza umana, ha saputo spostarsi dal documento alla costruzione poetica dell’immagine. Il catalogo è pubblicato da Allemandi Editore.

Dorothy Bohm, Senza titolo, Polaroid, 1980-1982; © Estate of Dorothy Bohm

INFO

DOROTHY BOHM
Fotografie. Il rivelarsi della luce
Ascona (Svizzera), Museo Comunale d’Arte Moderna
20 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
Sito internet: www.museoascona.ch
Facebook @museoascona
Instagram @museocomunaleascona
TikTok museocomunaleascona

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