La pittura europea tra Otto e Novecento attraversa in meno di ottant’anni una delle trasformazioni più radicali della sua storia: dalla pratica della pittura dal vero alla progressiva autonomia di linea, forma e colore.
È questo il percorso raccontato da Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità. Capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni, mostra organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen e le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.

Curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella, l’esposizione riunisce oltre 120 opere, in gran parte provenienti dalle collezioni del museo di Rotterdam, accanto a dipinti e disegni appartenenti a importanti raccolte pubbliche e private italiane, tra cui il Museo Giovanni Boldini di Ferrara.
Il paesaggio, naturale e urbano, diventa il filo conduttore di una metamorfosi che modifica radicalmente il rapporto fra artista e realtà. Dalla Scuola di Barbizon alla pittura en plein air, dai macchiaioli all’impressionismo, la natura viene sottratta alla rappresentazione accademica per diventare esperienza percettiva. La luce, l’atmosfera e la vibrazione cromatica acquistano progressivamente un peso autonomo.
La traiettoria prosegue attraverso la Scuola dell’Aia, il postimpressionismo e il divisionismo, mentre la modernità urbana introduce nuovi ritmi e nuove forme di percezione. Il futurismo porta sulla tela il dinamismo della metropoli; il Ritorno all’ordine recupera invece misura e classicità. Parallelamente prende forma il processo che condurrà all’astrazione: il mondo visibile viene semplificato, trasfigurato e infine progressivamente dissolto.
In questo passaggio si colloca il nucleo più radicale della mostra. Con Kandinsky e Mondrian la pittura non ha più necessariamente bisogno di rappresentare qualcosa di riconoscibile: linee, forme e colori diventano gli strumenti di un linguaggio indipendente, capace di tradurre percezioni, emozioni e dimensioni interiori.

LE OPERE
Il percorso comprende opere di Gustave Courbet, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Jacoba van Heemskerck, Paul Signac, Odilon Redon, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Wassily Kandinsky e Piet Mondrian. Accanto a loro, i protagonisti italiani Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni e Mario Sironi.
A completare l’esposizione è Dalla natura vissuta al paesaggio interiore, progetto multisensoriale articolato in quattro sale. Suoni, odori e variazioni cromatiche accompagnano il visitatore attraverso differenti forme di rapporto con la natura, dalla percezione del paesaggio alla socialità della città moderna fino alla progressiva interiorizzazione dello sguardo. Cinque portali luminosi scandiscono inoltre il percorso, trasformando l’allestimento in una componente narrativa della mostra.

INFO
DA MONET A VAN GOGH A KANDINSKY. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità. Capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni
19 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
Ferrara, Palazzo dei Diamanti




