Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci presenta Lorenza Longhi. Villa Delizia, prima mostra personale dell’artista lecchese (1991) in un’istituzione italiana.
Il progetto prosegue la riflessione del Centro Pecci sull’arte italiana contemporanea attraverso una ricerca che indaga il modo in cui desiderio, consumo e cultura materiale si intrecciano nella società occidentale.

Longhi osserva gli oggetti ordinari come dispositivi capaci di raccontare gerarchie sociali, aspirazioni e costruzioni del gusto. Arredi, tessuti, passamanerie e beni di consumo vengono sottratti alla loro funzione e ricomposti attraverso un linguaggio che attraversa ornamento, kitsch e glam. Il desiderio non viene rappresentato frontalmente, ma fatto emergere attraverso gli apparati che ne organizzano la circolazione e ne determinano il valore.
Per Villa Delizia, allestita nell’Ala Nio con il sostegno di Cellerese, l’artista interviene direttamente sull’architettura del Centro Pecci. Le finestre circolari del soffitto, i divani storici dell’istituzione e alcuni elementi dell’allestimento diventano parte della sua grammatica visiva. Passamanerie, cuscini, sedute, un portale e vetrofanie costruiscono un ambiente avvolgente nel quale anche l’allestimento diventa oggetto di osservazione. Lo spazio espositivo cessa così di essere un contenitore neutro e mostra la propria capacità di orientare lo sguardo.
Una parte significativa del progetto nasce dal rapporto con il territorio pratese. Per alcune grandi tele realizzate appositamente per la mostra, Longhi utilizza tessuti provenienti da Cangioli 1859 e Tessilfibre, intervenendo sulle superfici con serigrafie e floccature realizzate in collaborazione con Floccatura Balmar. Il tessuto, sottratto alla propria destinazione originaria, diventa superficie pittorica e dispositivo critico. La materia porta con sé una storia industriale, economica e culturale che l’artista rende nuovamente leggibile attraverso la ricontestualizzazione.
Anche il procedimento assume una posizione precisa. Longhi lavora spesso attraverso pratiche di fai-da-te, materiali recuperati, stencil e serigrafie senza matrice, lasciando spazio a errori, incidenti e variazioni. L’imperfezione non viene corretta ma incorporata nell’opera, in aperta frizione con l’idea di efficienza che domina la produzione contemporanea.
Villa Delizia mette dunque in scena un ambiente seducente per interrogare proprio i meccanismi della seduzione. La superficie decorativa diventa una soglia attraverso cui leggere il rapporto fra oggetti e desiderio, produzione e consumo, gusto individuale e codici collettivi. Longhi lavora sul fascino delle cose senza limitarsi a celebrarlo: ne espone l’apparato, rendendo visibili le strutture economiche e simboliche che trasformano un oggetto in qualcosa che vogliamo possedere.
La mostra è accompagnata dal volume Opera d’arte nella Villa Delizia, pubblicato da Mousse Publishing e concepito dall’artista come catalogo delle opere esposte. Il libro raccoglie contributi di Marta Franceschini, Alice Motard, Giorgio Motisi e Michele Bertolino, ampliando le prospettive critiche sulla ricerca di Longhi.

INFO
Lorenza Longhi
Villa Delizia
A cura di Michele Bertolino
19 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
Prato, Viale della Repubblica 277




