Mnemosyne mostra per la giornata della memoria a Deruta (Pg)

Mnemosyne è l’esposizione che inaugura il 27 gennaio 2023, e vuole rendere omaggio al Giorno della Memoria intendendo la memoria in quanto capacità ed esercizio propri e fondanti dell’essere umano.

L’Italia ha istituito il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come Giorno della Memoria, con l’intento di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia e la morte, ma anche tutti coloro che pur appartenenti a schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

La mostra pone attenzione sull’atto del ricordo come meccanismo di elaborazione cui segue una fase di racconto: esso parte da una dimensione personale per confluire in una narrazione a più voci.

Si dice sia Mnemosyne, figlia di Urano e Gea, ad aver dato nomi a oggetti e concetti per permettere agli uomini e alle donne di comunicare; fu Aby Warburg che a inizio XX secolo costruì, per la prima volta, un atlante di immagini archetipiche per mappare la memoria visiva del mondo Occidentale, il Bilderatlas Mnemosyne.

GLI ARTISTI

I quattro artisti presenti in mostra intrecciano il tema della memoria intellettiva, storica o intima, a una componente visiva e materica. Ilaria Margutti, attraverso l’opera Sühne (2013-2019), permette il transito da una memoria intima a una memoria condivisa, attraverso la ritualità del ricamare e conferendo dunque ad essa una consistenza materica.

L’artista trasferisce le storie racchiuse in diari privati su un tessuto che le unisce rendendole partecipi di una fioritura collettiva e di un moto di perpetua espiazione del dolore. Il lavoro, iniziato nel 2013, ha permesso all’artista di avvicinarsi alla memoria personale di Etty Hillesum, deportata ad Auschwitz dopo i due anni nel campo di prigionia di Westerbork, durante i quali scrisse questo suo unico capolavoro.

Marco Baldicchi nell’opera Civitas Dolens (2014) rielabora lutti e tragedie collettive di intere comunità, trascendendo i confini geografici e politici, attraverso la mappatura di luoghi drammaticamente noti per nefandezze commesse dall’essere umano. L’installazione si compone di cinque formelle in porcellana, con incisi i nomi dei luoghi – Sarajevo, Gerusalemme, Johannesburg, Rwanda, Beslan – marchiati da segni rossi dello smalto sanguigno.

Gianni Moretti espone parte degli Studi per un Monumento (2018-2019); il lavoro si lega ad Anna – Monumento all’Attenzione, che rievoca l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema ed è stato inaugurato nel 2018, e tutt’ora in corso d’opera da parte della comunità, nel luogo della strage con l’installazione di cardi in alluminio lungo la mulattiera. Gli studi qui esposti sono una traccia del processo di elaborazione dell’opera-monumento nella quale l’artista dà la possibilità, a chiunque voglia, di trasformare la memoria storica di un evento drammatico in responsabilità ed esperienza personale.

Infine, Attilio Quintili, con l‘opera Campo di memoria (2001-2023), pone l’accento sul processo di memoria come luogo fisico e mentale di sedimentazione dei ricordi celebrando il luogo stesso in cui si realizza la mostra, che sin dal 1300 ha ospitato due fornaci, simbolo collettivo che richiama anche visivamente all’olocausto, qui impiegate nei secoli per la lavorazione della ceramica, rimaste attive fino al 1970 e oggi studio dell’artista. La collocazione dei frammenti ceramici dissotterrati sotto la fornace rimanda direttamente alla stratificazione del loro ritrovamento e ogni scatola corrisponde a un cassetto segreto di memoria dal quale attingere.

Una mostra che ha un valore ulteriore legato anche al ricordo della strage di Castelleone frazione di Deruta, dove per mano di Tedeschi nazisti e Italiani fascisti, furono rastrellati e fucilati 9 partigiani che tentavano azioni di resistenza. L’associazione freemocco, grazie alle storiche dell’arte Chiara Lorenzetti, Anna Masetti e Lorenzo Fiorucci, intende in questo modo offrire il proprio contributo attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea affinché la memoria possa essere tramandata, ma soprattutto motivo di riflessione per le generazioni future.

INFO

Mnemosyne
a cura di: Lorenzo Fiorucci, Chiara Lorenzetti e Anna Masetti
periodo: 27 gennaio – 19 febbraio 2023
luoghi: Il Granaio, Piazza Cavour 1, Deruta e Attilio Quintili studio, Piazza Cavour 2, Deruta
Artisti: Marco Baldicchi, Ilaria Margutti, Gianni Moretti, Attilio Quintili

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