Immagine di allestimento della mostra Minuetto, Atipografia, 2026, ph Eleonora Vaccaretti

MATS BERGQUIST e ANGELA GLAJCAR: Minuetto da Atipografia

Atipografia a Arzignano fino al 31 gennaio 2027 presenta Minuetto, mostra che mette in dialogo Mats Bergquist e Angela Glajcar attraverso una riflessione sul ritmo, sulla misura e sulla funzione generativa del vuoto.

Immagine di allestimento della mostra Minuetto, Atipografia, 2026, ph Eleonora Vaccaretti

La mostra segna anche il debutto di Angela Glajcar negli spazi di Atipografia, dopo il suo ingresso tra gli artisti rappresentati dalla galleria. La sua ricerca incontra quella di Bergquist a partire da una comune attenzione per la relazione tra opera e spazio, pur attraverso materiali e procedimenti radicalmente differenti.

Il titolo prende in prestito il nome del minuetto, forma musicale e coreografica fondata sulla successione regolata dei passi. Nelle opere dei due artisti il ritmo si manifesta infatti attraverso una dialettica di pieni e vuoti, materia e luce, presenza e sospensione. Il vuoto smette così di essere una semplice sottrazione e diventa una componente strutturale dell’esperienza.

Immagine di allestimento della mostra Minuetto, Atipografia, 2026, ph Eleonora Vaccaretti

Negli encausti di Mats Bergquist, la superficie monocroma è il risultato di un processo lento di stratificazione e sottrazione. Il gesso viene applicato e rimosso, mentre successive stesure di encausto costruiscono una materia nella quale il tempo del gesto rimane come traccia. La superficie, apparentemente immobile, conserva la memoria di un procedimento reiterato.

Questa logica si estende all’allestimento. Le distanze tra le opere, gli intervalli e le porzioni di parete lasciate libere partecipano alla composizione quanto i lavori stessi. In Sentiero (2015-2016), la sequenza degli elementi introduce inoltre una dimensione fisica: il percorso dell’opera coincide con quello dello spettatore, facendo del movimento una misura della visione.

La ricerca di Angela Glajcar si sviluppa invece attraverso la carta, sottoposta a lacerazioni, sovrapposizioni e ricomposizioni. Nelle Terforations, la fragilità apparente del materiale si trasforma in una presenza plastica capace di occupare lo spazio. I fogli sovrapposti generano cavità e aperture attraversate dalla luce, mentre la struttura modulare viene continuamente perturbata dall’imprevedibilità dello strappo.

È in questo scarto tra ordine e accidente che la ricerca di Glajcar trova una delle sue tensioni più interessanti. La regolarità della sequenza incontra una materia che resiste alla completa previsione, producendo forme che mutano con il punto di vista e con la distanza dello spettatore.

Il mio lavoro è basato sulla nostra percezione del ritmo, del movimento e della danza», afferma Glajcar. «Il vuoto offre l’opportunità di appropriarsi dello spazio e di ridefinirlo». Una dichiarazione che individua il punto di contatto più preciso con Bergquist: in entrambi i casi il vuoto non costituisce una pausa tra le forme, ma agisce direttamente sulla loro percezione.

Minuetto costruisce così un’esposizione nella quale il silenzio non viene rappresentato, ma inscritto nella forma. Bergquist lo affida alla densità della superficie e alla misura delle distanze; Glajcar alle lacerazioni della carta e al passaggio della luce. Le opere non cercano una fusione, ma una prossimità regolata da intervalli e pause.

La mostra diventa quindi una sorta di partitura spaziale: il visitatore ne percorre le cadenze, misurando con il proprio corpo ciò che accade tra un’opera e l’altra. È in questi intervalli, più che nella materia stessa, che Minuetto trova il proprio ritmo.

Immagine di allestimento della mostra Minuetto, Atipografia, 2026, ph Eleonora Vaccaretti

GLI ARTISTI

MATS BERGQUIST
Stoccolma, 1960. Vive e lavora a Lövestad, Svezia.

Le opere di Mats Bergquist sono realizzate in encausto e protendono alla stessa eternità delle icone. L’opera d’arte, spogliata di qualsiasi segno, figura e spesso anche colore, spinge lo spettatore in una dimensione di concentrazione e meditazione, fino a diventare un’immagine ierofanica. È questo il concetto di cui è intrisa tutta l’opera dell’artista, che egli stesso condensa in questa affermazione: “Ogni quadro deve essere una preghiera”. È uno slancio vitale sempre inquadrato in una dimensione contemplativa. Nell’opera di Mats Bergquist, pittura e scultura si evocano per ricercare delle coordinate spazio-temporali incrinate, che altro non sono che una tensione verso una dimensione ulteriore.

Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, sia personali che collettive, svoltesi presso gallerie ed istituzioni pubbliche italiane e straniere, tra cui: Atipografia, Arzignano (VI) (2026 – 2025 – 2022); Galleri Thomas Wallner, Simiris, Svezia (2026 – 2025 – 2024 – 2022); Galerie Wichtendahl, Berlino (2026 – 2024 – 2022 – 2017); Galleri Weinberger Schandorff, Copenaghen (2023); Royal Swedish Academy of Fine Arts, Stoccolma (2022); Galerie Wichtendahl, Berlino (2021); Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro, Bologna (2019); Der Moderne, Monaco (2019); Galleria San Fedele, Milano (2018); MANN – Museo Archeologico Nazionale Napoli, Napoli (2016); Atipografia, Arzignano (VI) (2015); Gunnar Olsson Gallery, Stoccolma (2013); Kunst-Station Sankt Peter Köln, Colonia (2011); Ha prodotto installazioni pubbliche, tra cui: Sweden House, Bruxelles (2009); Bocconi University, Milano (2011); Chiesa di San Fedele, Milano (2019).

ANGELA GLAJCAR
Mainz, 1970. Vive e lavora a Francoforte, Germania.

Angela Glajcar è unʼartista tedesca nota per le sue installazioni scultoree realizzate principalmente con carta strappata e tornita a mano. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra materia, spazio e luce, esplorando le potenzialità espressive di un materiale fragile e apparentemente semplice. Attraverso strappi, sovrapposizioni e stratificazioni della carta, lʼartista crea forme dinamiche e tridimensionali che dialogano con lʼambiente circostante.

Le sue opere, spesso sospese o installate nello spazio architettonico, trasformano la carta in una struttura scultorea capace di generare profondità e movimento. La luce gioca un ruolo fondamentale, attraversando le superfici e creando ombre che amplificano la percezione dello spazio. Il processo di lacerazione della carta diventa così un gesto creativo che rivela lʼinterno della materia. Le sue installazioni evocano al tempo stesso delicatezza e forza, equilibrio e tensione. Il lavoro di Glajcar si colloca al confine tra scultura, installazione e arte ambientale. In questo modo lʼartista invita lo spettatore a riflettere sulla trasformazione della materia e sulla relazione tra vuoto e forma.

Nel corso della sua carriera Angela Glajcar ha esposto in numerose mostre personali e collettive presso istituzioni e gallerie internazionali. Tra le più recenti: Landesmuseum Mainz (DE – 2026), Albertina Museum, Vienna (AT – 2025), Museum Pfalzgalerie, Kaiserslautern (DE – 2025), Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona (IT – 2023), Jeonbuk Museum of Art (KR – 2021), National Museum of Women in the Arts, Washington (US – 2020), Powerlong Museum, Shanghai (CN – 2019), Museum Wiesbaden (DE – 2017), MOCA Jacksonville (US – 2015).
Le sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private, tra cui: Albertina Museum, Vienna (AT); Maison Ruinart, Reims (FR); Landesmuseum Mainz (DE); Museum Pfalzgalerie, Kaiserslautern (DE); Union Investment, Frankfurt (DE); Haus des Papiers, Berlin (DE); MOCA Jacksonville (US). Nel 2021 ha ricevuto il Paper Art Award.

INFO

Mats Bergquist e Angela Glajcar
MINUETTO
1 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027
Atipografia
Piazza Campo Marzio, 26
Arzignano, Vicenza

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