Al Metropolitan Museum of Art di New York, Krasner and Pollock: Past Continuous rimette in discussione una delle coppie più raccontate della storia dell’arte americana.

Metropolitan Museum of Art from October 4, 2026–January 31, 2027. Photo
by Anna-Marie Kellen; courtesy of The Met
Dal 4 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, oltre 120 opere provenienti da più di 80 prestatori statunitensi e internazionali ricostruiscono in parallelo le traiettorie di Lee Krasner e Jackson Pollock, spostando il baricentro dalla leggenda della coppia alla complessità di due pratiche artistiche autonome. È la prima grande mostra che il Met dedica a uno dei due artisti e la prima importante presentazione newyorkese del loro lavoro da oltre vent’anni.
L’idea curatoriale è precisa: non raccontare Krasner e Pollock come una storia unica, ma osservare due percorsi che procedono nella stessa prossimità storica, affettiva e geografica senza mai coincidere completamente. Si incontrano nel 1942, in occasione di una mostra organizzata dall’artista John Graham, si sposano nel 1945 e si trasferiscono a Springs, Long Island. La loro relazione resta intrecciata fino alla morte di Pollock, nel 1956. Ma proprio gli anni successivi rendono evidente quanto sia riduttivo leggere Krasner soltanto attraverso il suo rapporto con Pollock.
Il titolo Past Continuous proviene da un dipinto realizzato da Krasner nel 1976. La scelta non è ornamentale: indica una temporalità aperta, una storia che continua a produrre conseguenze anche dopo la fine degli eventi che l’hanno generata. La mostra segue infatti le due carriere nella loro estensione cronologica, dalle esperienze degli anni Trenta alla stagione postbellica fino agli ultimi anni di entrambi, mettendo in evidenza tanto le convergenze quanto le divergenze.

Metropolitan Museum of Art from October 4, 2026–January 31, 2027. Photo
by Anna-Marie Kellen; courtesy of The Met
È soprattutto la posizione di Krasner a rendere necessario questo ripensamento. Per decenni la sua vicinanza a Pollock ha finito per diventare una lente deformante. La fama di Pollock, consolidata dalla radicalità della sua pittura e ulteriormente amplificata dalla morte prematura e dalla successiva costruzione mediatica della sua figura, ha oscurato a lungo la portata della ricerca di Krasner. Nel 1949 LIFE Magazine arrivò a chiedersi se Pollock fosse «il più grande pittore vivente degli Stati Uniti». La mostra del Met interviene proprio su questa asimmetria storica, restituendo alla pittrice la complessità di una ricerca che non può essere ridotta al ruolo di moglie, compagna o testimone dell’artista più celebre.
Krasner aveva costruito la propria formazione attraverso il confronto con l’avanguardia europea, in particolare con Pablo Picasso, Henri Matisse e Piet Mondrian, mentre gli insegnamenti di Hans Hofmann avrebbero avuto un peso decisivo nel suo sviluppo. Pollock arrivava invece da un sistema di riferimenti differente, nel quale confluivano Thomas Hart Benton, il Regionalismo americano, la tradizione dei muralisti messicani, il Surrealismo e la stessa storia familiare. Sono genealogie diverse che finiscono per incontrarsi nella trasformazione dell’arte americana del dopoguerra.
Il dripping di Pollock rappresenta il momento di rottura più celebre. Tra il 1946 e il 1951 l’artista porta la pittura fuori dalla logica tradizionale del quadro, trasformando il gesto, il movimento e la materia in strumenti compositivi. Ma Past Continuous evita di trasformare questa invenzione in un punto d’arrivo della storia dell’Espressionismo astratto. Accanto ai dipinti di Pollock, la mostra segue la continua metamorfosi della pittura di Krasner, dalle serie Little Images ai collage, dalle tele gestuali alle superfici dai colori netti, fino alle ricerche degli anni Sessanta e Settanta.
Il percorso è articolato in dodici capitoli e alterna momenti nei quali i due artisti vengono accostati ad altri in cui le loro opere sono presentate separatamente. È una scelta espositiva che impedisce al confronto di diventare una semplice gara tra due nomi. Le opere vengono lasciate agire anche nella loro individualità, mentre la vicinanza permette di osservare come uno stesso terreno storico possa produrre soluzioni radicalmente differenti.
Tra i nuclei più significativi figurano opere di Krasner come Composition del 1949, The Seasons del 1957, The Eye is the First Circle del 1960 e Combat del 1965. Pollock è rappresentato da lavori fondamentali come Stenographic Figure del 1942, Guardians of the Secret del 1943, Number 1, 1950 (Lavender Mist) e The Deep del 1953. Il confronto attraversa così la fase della formazione, l’affermazione dell’Espressionismo astratto e le conseguenze di quella stagione sulle ricerche successive.
Il Met possiede inoltre una storia particolare con entrambi gli artisti. Pollock vi espose per la prima volta nel 1943 e, alla fine del decennio, fu tra gli artisti che contestarono pubblicamente l’atteggiamento del museo nei confronti dell’arte contemporanea. Dopo la sua morte il Met acquisì Autumn Rhythm: Number 30 1950. Krasner, invece, ebbe con il museo un rapporto destinato a protrarsi anche oltre la sua attività artistica: importanti opere entrarono nella collezione grazie a donazioni dell’artista e nel 1984 il Met ospitò la cerimonia commemorativa in sua memoria. Past Continuous chiude così un cerchio istituzionale rimasto sorprendentemente aperto per decenni.
La mostra nasce dalla curatela di David Breslin, Leonard A. Lauder Curator in Charge del Department of Modern and Contemporary Art del Met, e Brinda Kumar, Associate Curator, con l’assistenza di CJ Salapare. Il progetto non si limita a rimettere insieme due carriere: prova a interrogare il modo stesso in cui il canone viene costruito, tramandato e corretto. In questo senso Krasner e Pollock non vengono soltanto storicizzati, ma riportati dentro una discussione ancora attuale sulla pittura, sull’autorialità e sulla possibilità di rileggere il modernismo senza accettarne passivamente le gerarchie consolidate.
Past Continuous assume quindi un significato che supera la celebrazione di due protagonisti dell’arte americana. Il suo vero oggetto è la persistenza delle immagini, delle reputazioni e delle gerarchie critiche. Pollock rimane Pollock, con tutta la potenza di una pittura che ha cambiato la grammatica del gesto. Krasner torna però a essere Krasner: non una figura laterale nella biografia di un genio, ma un’artista che ha continuato a interrogare l’astrazione quando la storia dell’arte aveva già deciso chi dovesse occupare il centro della scena.

Metropolitan Museum of Art from October 4, 2026–January 31, 2027. Photo
by Anna-Marie Kellen; courtesy of The Met
INFO
Krasner and Pollock: Past Continuous
Dal 04 ottobre al 31 Gennaio 2027
The Met Fifth Avenue
www.metmuseum.org




