La pittura e le visioni artistiche di Giorgio Morandi tornano a interrogare il presente a Parigi con una mostra che ne misura l’attualità attraverso il confronto con alcuni dei protagonisti dell’arte del secondo Novecento e contemporanea.

La Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. propone nella sede parigina un percorso in cui le nature morte di Morandi dialogano con opere di Lee Ufan, Josef Albers, Ettore Spalletti e Lucio Fontana.
Al centro dell’esposizione c’è quella che Franco Solmi, nel testo scritto per la storica mostra dedicata a Morandi all’Hotel de Ville di Parigi nel 1987, definiva una “condizione Morandi”: la capacità di una pittura apparentemente appartata di attraversare i mutamenti dell’arte senza perdere la propria identità, mantenendo intatta una tensione verso il presente.
A distanza di quasi quarant’anni, la mostra riprende quella domanda e la trasferisce dentro una serie di confronti costruiti nel tempo dalla Galleria d’Arte Maggiore. Una Natura morta di Morandi viene accostata alle opere di Ettore Spalletti, in un dialogo nato dalla mostra del 2014-2015 nella sede storica bolognese della galleria. In quell’occasione Spalletti intervenne anche sulle pareti dello spazio, dipingendole di un tenue color crema e trasformando l’esposizione in un ambiente unitario, dove pittura e spazio finivano per coincidere.
Un’altra Natura morta, dipinta nel 1941 e proveniente dalla collezione dello storico dell’arte Francesco Arcangeli, viene messa in relazione con la ricerca di Lee Ufan. Il confronto, già proposto nel 2017 a The Armory Show di New York, avvicina due pratiche pittoriche fondate sulla lentezza, sulla misura e sulla concentrazione del gesto: da una parte una figurazione che tende progressivamente verso l’astrazione, dall’altra un’astrazione che conserva una precisa impronta pittorica.
Il dialogo con Josef Albers nasce invece dalla centralità del quadrato e dalla funzione strutturale del colore. Le nature morte morandiane, costruite attraverso variazioni minime e reiterazioni ostinate, trovano nella serie Homage to the Square un interlocutore capace di interrogare il colore come elemento generatore di forma e spazio.
Chiude il percorso il confronto con Lucio Fontana, concentrato sulla dimensione della luce. La materia pittorica di Morandi e i tagli di Fontana appartengono a linguaggi radicalmente differenti, ma condividono la tensione verso ciò che eccede la superficie dell’opera. Il confronto era stato esplorato da Maria Cristina Bandera nella mostra alla CAMeC di La Spezia del 2025 e prosegue qui come riflessione sul rapporto fra pittura, spazio e infinito.
IL VOLUME
La mostra parigina coincide inoltre con la pubblicazione del volume Giorgio Morandi. Mark Rothko, edito dalla Fondazione Calarota e da Dario Cimorelli Editore. Il libro sviluppa l’inedito confronto tra Morandi e Mark Rothko, intuizione di Franco Calarota approfondita attraverso i contributi di studiosi e istituzioni internazionali, tra cui la National Gallery of Art di Washington e la Rothko Foundation, rappresentata da Christopher Rothko.
INFO

GIORGIO MORANDI
Un lieu de l’infini / Un luogo dell’infinito
in dialogo con: Josef Albers, Lucio Fontana, Ettore Spalletti e Lee Ufan
omaggi di: Arman, Bertozzi & Casoni, Cèsar, Dadamaino
6 Ottobre – 5 Novembre 2026
GALLERIA D’ARTE MAGGIORE G.A.M.
208 Boulevard Saint Germain | 75007 PARIS




