Artissima annuncia i vincitori dei nove premi e riconoscimenti assegnati nell’ambito della sua trentatreesima edizione.
Un sistema di collaborazioni con aziende, fondazioni, collezioni e istituzioni culturali che traduce la vocazione alla scoperta della fiera in opportunità concrete per artisti e gallerie: nuove produzioni, progetti espositivi ed editoriali e sostegno alla ricerca.
Il programma 2026 si arricchisce di due nuovi riconoscimenti: il Seletti Wonder Award, che apre un dialogo tra sperimentazione artistica e progettuale, e il Premio Archivorum Unwritten, dedicato alla pubblicazione come parte integrante della pratica artistica. Due iniziative che ampliano le possibilità di sviluppo dei progetti presentati in fiera.
I premi
Ai nove riconoscimenti si affianca The Curators’ Choice, il nuovo programma sostenuto da Fondazione Arte CRT che coinvolge curatori internazionali nell’individuazione di gallerie scoperte in fiera, valorizzandone le proposte attraverso uno sguardo critico indipendente.
Il primo Seletti Wonder Award è stato assegnato a Vadim Fishkin, presentato dalla galleria Gregor Podnar, Vienna. Promosso da Seletti, il premio riconosce una ricerca capace di proporre uno sguardo originale sulla realtà attraverso linguaggi innovativi e trasversali. L’artista riceverà un contributo alla ricerca e svilupperà con l’azienda un progetto speciale, che sarà presentato ad Artissima 2027.
Giuria: Eva e Franco Mattes, Artisti, Brescia e New-York; Ilenia Paneghini, Presidente RETI Spa e Collezionista, Busto Arsizio; Marisa Passera, Conduttrice radiofonica, Milano; Maria Chiara Valacchi, Giornalista d’arte e curatrice, Milano.
“La giuria del Seletti Wonder Award 2026 assegna il premio a Vadim Fishkin, rappresentato dalla Galleria Gregor Podnar, per l’opera Lighthouse. In una fiera che ci sommerge di sollecitazioni visive, a catturare la nostra attenzione è l’intermittenza di una lampadina. In un momento storico in cui l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle nostre vite ci spinge a interrogarci su ciò che resta profondamente umano, l’arte ci offre una risposta. Da anni, il lavoro di Vadim Fishkin esplora il rapporto tra tecnologia e fragilità della vita, osservandolo e registrandolo con una disarmante semplicità. La sua ricerca trasforma fenomeni quotidiani in esperienze straordinarie, intrecciando arte e scienza con uno sguardo laterale sulla realtà, capace di rivelare ciò che spesso ci sfugge. La scienza qui è al servizio della poesia. E forse è proprio lì, in questo incontro, che pulsa qualcosa di profondamente umano. Lighthouse è un’opera che, con un semplice battito di luce, ci ricorda che la meraviglia è qualcosa di profondamente vivo”.
Il Premio illy Present Future, promosso da illycaffè dal 2001, è stato assegnato a Juliana Frontin, presentata dalla galleria Yehudi Hollander Pappi, São Paulo. Il riconoscimento individua una delle ricerche più significative della sezione Present Future, dedicata ai talenti emergenti, e offre all’artista l’opportunità di realizzare una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in occasione di Artissima 2027.
Giuria: Yilmaz Dziewior, Direttore del Ludwig Museum, Colonia; Mariam Elnozahy, Direttrice Artistica, Konsthall C. Stoccolma; Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Toleen Touq, Direttrice del Cultural Programme AM Qattan Foundation, Ramallah; Nicole Yip, Direttrice Spike Island, Bristol.
“La giuria assegna il Premio illy Present Future a Juliana Frontin, rappresentata da Yehudi Hollander-Pappi, San Paolo, per la sua ricerca sulla materialità del suono e sulle possibilità di estenderne i confini. Attraverso installazioni che danno forma a frequenze e materia sonora, l’artista esplora i limiti del suono e la possibilità di tradurlo in forme e configurazioni spaziali. Esponente di una generazione di artisti brasiliani che indagano il potenziale del suono all’interno degli spazi espositivi, Frontin unisce la propria esperienza di DJ agli studi di poetiche visive e fonde questi ambiti nel linguaggio delle arti visive. La giuria riconosce nella sua pratica un terreno di sperimentazione particolarmente fertile e ritiene che il premio le offrirà l’occasione di approfondire ulteriormente le potenzialità del suono come mediatore delle relazioni sociali”.
Il Premio illy negli anni ha conferito il riconoscimento a: Shizuka Yokomizo (2001), Padraig Timoney (2002), Phil Collins (2003), Manuele Cerutti (2004), Michael Beutler (2005), Sergio Prego (2006), Patricia Esquivias (2007), Mateo Tannatt (2008), Luca Francesconi (2009), Melanie Gilligan (2010), Dina Danish (2011), Naufus Ramirez-Figueroa/Vanessa Safavi/Santo Tolone (2012), Caroline Achaintre and Fatma Bucak (2013), Rachel Rose (2014), Alina Chaiderov (2015), Cécile B. Evans (2016), Cally Spooner (2017), Pedro Neves Marques (2018), aaajiao (2019) e Radamés “Juni” Figueroa (2020), Diana Policarpo (2021), Peng Zuqiang (2022), Bekhbaatar Enkhtur (2023), Angharad Williams (2024) e Louis Morlæ (2025).
Il Premio Orlane per l’Arte è stato assegnato alla galleria Lehmann, per la qualità della proposta espositiva e l’attenzione dedicata agli artisti rappresentati. Giunto alla terza edizione, il riconoscimento promosso da Orlane prevede un contributo di 10.000 euro a sostegno della ricerca e dello sviluppo della galleria.
Giuria: Stefano Collicelli Cagol, Direttore Generale, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; Chris Dercon, Managing Director, Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, Parigi;
Andreja Hribernik, Direttrice, Kunsthaus Graz, Graz.
“La giuria ha deciso di assegnare il Premio Orlane per l’Arte alla Lehmann Gallery, per aver presentato una visione artistica che indaga il tema del tempo attraverso un corpus di opere complesso e stratificato, in cui video e ricamo dialogano tra loro. Si tratta di due linguaggi intrinsecamente legati alla durata, che trovano una piena corrispondenza nella ricerca dell’artista, costruita attorno al motivo del Saturno che divora i suoi figli di Goya.
La presentazione si muove in una tensione sottile tra scatologico e sublime. Da un lato ci sono lavori a maglia di raffinata esecuzione, che evocano il processo digestivo. Dall’altro c’è il video O Prado, dove una conversazione tra amici, ipnotica e conviviale, si snoda attorno alla tavola e all’improvvisa apparizione di un Goya rubato in un ristorante.
Qui parole e tessuti si intrecciano e stabiliscono un legame potente con l’origine stessa della parola “tessile”, che rimanda al “tessere”, inteso tanto come intrecciare quanto come leggere. Il tempo che attraversa ogni opera chiede infine al visitatore della fiera di sostare, guardare con attenzione e lasciarsi coinvolgere”.
Le precedenti edizioni hanno assegnato il premio alla galleria Laveronica con sede a Modica (2024) e alla galleria ZERO… con sede a Milano (2025).
Il primo Premio Archivorum Unwritten è stato assegnato a a Ben Stanwix e Xhanti Zwelendaba, presentati dalla galleria Reservoir di Cape Town.
Introdotto nel 2026 per la sezione Monologue/Dialogue, il riconoscimento sostiene con un contributo complessivo di 20.000 euro la realizzazione di un progetto editoriale sviluppato dall’artista in collaborazione con Archivorum.
La pubblicazione non è intesa come semplice documentazione, ma come parte integrante della pratica artistica: uno spazio in cui dare forma a una ricerca, a un archivio personale o a un progetto ancora da sviluppare.
“Il Premio Archivorum Unwritten è assegnato a Ben Stanwix e Xhanti Zwelendaba per una pratica collaborativa che intreccia territorio, memoria e rappresentazione. La loro ricerca esplora le eredità coloniali e dell’apartheid nel Sudafrica contemporaneo, mettendo in dialogo immagini d’archivio, esperienze personali e materiali quotidiani. Attraverso queste trasformazioni, gli artisti interrogano la costruzione delle narrazioni storiche e fanno emergere le tensioni fra memoria ufficiale e vissuto individuale. La giuria riconosce nel loro lavoro un forte potenziale editoriale, capace di trovare nella pubblicazione nuove possibilità di espressione e trasmissione.
Il premio sostiene il libro come spazio autonomo di ricerca, nel quale fonti, immagini e voci possano generare nuove letture condivise”.
Il Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte è stato assegnato a Martina Simeti, fondatrice e direttrice della galleria Martina Simeti, con sede a Milano. Promosso da Fondazione Bracco in collaborazione con Fondazione Roberto De Silva e Diana Bracco, valorizza la figura della gallerista come imprenditrice e la capacità di coniugare ricerca, qualità artistica e iniziativa professionale. Alla vincitrice è destinato un riconoscimento di 10.000 euro.
Giuria: Nicoletta Fiorucci, Philanthropist, Arts Patron, Collezionista e Fondatrice della Nicoletta Fiorucci Foundation, Londra; Lorenzo Giusti, Direttore, GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo; Marta Papini, Independent Curator e Artistic Director, Radis, Italia.
“Per la capacità di costruire relazioni durature con artiste e artisti di generazioni diverse, trasformando un’eredità culturale in una solida realtà imprenditoriale, fondata sulla ricerca, sulla sperimentazione e sulla costruzione di una riconoscibile identità. Per il rigore della presentazione in fiera e per la sensibilità nel mettere in dialogo due artisti radicali che, pur operando attraverso linguaggi e media differenti, dal collage all’assemblage, condividono una profonda affinità poetica”.
Nelle precedenti edizioni, sono state nominate “Imprenditrici ad arte”: Carla Chiarchiaro, galleria ADA, Roma (2023); Agnieszka Fąferek, galleria eastcontemporary, Milano (2024); Marta Barbieri e Paola Bonino, galleria UNA, Piacenza e Milano (2025).
Il Premio Oelle – Mediterraneo Antico, promosso da Fondazione Oelle, è stato assegnato a Sofía Salazar Rosales, presentata dalla galleria ChertLüdde, Berlino.
Istituito nel 2022, il riconoscimento si rivolge alle ricerche artistiche contemporanee dei “Sud del mondo”, attraverso le arti visive, la fotografia, il video, la sound art e altri linguaggi, tra cui la letteratura. La quinta edizione del premio offre all’artista l’opportunità di partecipare a una residenza in Sicilia, dedicata allo sviluppo di un progetto che esplori le contaminazioni tra linguaggi e culture contemporanee del Mediterraneo. Il progetto sarà successivamente presentato in una delle sedi espositive della Fondazione.
Giuria: Caterina Riva, Direttrice, MACTE Museo di Arte Contemporanea, Termoli e Alberto Salvadori, Direttore e fondatore, Fondazione ICA, Milano.
“La ricerca di Sofía Salazar Rosales si concentra su come gli oggetti possano mostrare e contenere contesti sociali politici ed economici, legati in particolare alla circolazione di persone e merci.
I lavori dell’artista si presentano come sintesi di differenti significati e storie, senza tralasciare le proprie radici. Per queste sue caratteristiche, abbiamo ritenuto che Sofia Salazar Rosales sia l’artista ideale per il Premio Oelle Mediterraneo Antico e per un periodo di ricerca in Sicilia”.
I vincitori delle precedenti edizioni sono stati: Dala Nasser, galleria Deborah Schamoni, Monaco (2022); Caroline Ricca Lee, galleria HOA, San Paolo (2023); Daniela Ortiz, galleria Laveronica, Modica (2024); Thomias Radin, galleria Esther Schipper, Berlino e Parigi (2025).
Il Premio Pista 500, nato dalla collaborazione tra Artissima e Pinacoteca Agnelli, è stato assegnato a Paz Errázuriz, presentata dalla galleria mor charpentier, Parigi e Bogotà. L’artista realizzerà un’opera per il billboard permanente della Pista 500, l’ex circuito di collaudo automobilistico sul tetto del Lingotto, che sarà inaugurata in occasione di Artissima 2027.
Giuria: Pietro Rigolo, Capo Curatore e Responsabile della Collezione, Pinacoteca Agnelli, Torino; Nicola Trezzi, Curatore, Pinacoteca Agnelli, Torino; Alison Gingeras, Curator at Large, Museum of Modern Art, Varsavia
“Artissima ha offerto alla nostra giuria una vera e propria cornucopia di artisti di grande interesse, rendendo la scelta della prossima commissione per il billboard della Pinacoteca Agnelli una sfida tanto ardua quanto piacevole. La giuria ha scelto all’unanimità Paz Errázuriz, fotografa cilena di 82 anni presentata in fiera da mor charpentier. Siamo orgogliosi di conferirle il Premio Pista 500 di quest’anno. Autodidatta, Errázuriz si avvicina alla fotografia negli anni Settanta, all’indomani del colpo di Stato di Pinochet del 1973. Per tutta la durata della dittatura, le sue immagini hanno dato visibilità a quei concittadini che il regime emarginava, criminalizzava e arrivava persino a cancellare.
Sotto la costante minaccia di violenze e arresti, si è mossa per le strade di Santiago, costruendo un rapporto di fiducia e intimità con i soggetti ritratti. Come lei stessa ha raccontato a proposito del lavorare sotto il fascismo: «Sono riuscita a imparare a criticare il governo senza rischiare la vita. Si impara a muoversi». La Pinacoteca Agnelli è felice di rendere omaggio a questa artista coraggiosa, la cui vita e il cui lavoro offrono un modello di solidarietà nei tempi più bui. Errázuriz realizzerà un’opera che sarà esposta sul Billboard della Pista500 il prossimo anno. Le sue immagini, profondamente umaniste, ampliano la varietà di pratiche che abbiamo accolto a Torino nel corso degli anni”.
Nelle precedenti edizioni il premio è stato assegnato a: Chalisée Naamani, galleria Ciaccia Levi, Parigi e Torino (2023); Paul Pfeiffer, galleria Thomas Dane, Londra e Napoli (2024); Iris Touliatou, galleria Sylvia Kouvali, Londra e Pireo (2025).
Il Premio “ad occhi chiusi…”, promosso dalla Fondazione Merz, è stato assegnato a Hu Yun, presentato dalla galleria A+ WORKS OF ART, Kuala Lumpur.
Ispirato alla ricerca di Marisa Merz e al suo invito a guardare oltre la superficie delle immagini, il premio sostiene le pratiche artistiche capaci di interrogare il presente, con particolare attenzione alle questioni sociali e politiche. Per l’edizione 2026, in occasione della grande mostra dedicata all’artista di origini torinesi, il riconoscimento offre a una delle artiste o degli artisti partecipanti ad Artissima la possibilità di realizzare un progetto espositivo o performativo in occasione dell’edizione della fiera dell’anno successivo.
Giuria: Beatrice Merz, Presidente, Fondazione Merz, Torino; Övül Ö. Durmuşoğlu, Direttrice, Index – The Swedish Contemporary Art Foundation, Stoccolma; Alya Sebti, Senior Curator, Haus der Kulturen der Welt, Berlino; Giulia Turconi, Assistente Curatrice, Fondazione Merz, Torino.
“La giuria ha deciso di assegnare a Hu Yun il premio “ad occhi chiusi…” 2026 della Fondazione Merz, per la pertinenza e la coerenza della sua ricerca su ecologia minerale, lavoro, migrazione, politiche estrattiviste e contaminazione. La giuria ha apprezzato la chiarezza dei metodi artistici e formali con cui questa ricerca si traduce in opere, e l’intelligenza installativa con cui i lavori sono messi in dialogo, in modo così eloquente, nel formato dello stand fieristico. Nella sua sensibile critica alle politiche estrattiviste, l’artista intreccia risonanze geografiche tra luoghi lontani del mondo: il lago Tabuye in Tibet, seconda riserva al mondo di litio per batterie, e il lago di Ocrida, al confine tra Albania e Macedonia del Nord, o ancora il Nepal e la Croazia. Ci invita a guardare nelle crepe del sistema in cui viviamo, con uno sguardo rivolto al futuro che porta alla luce tutto il lavoro invisibile che vi si nasconde. Ci chiede infine di diventare testimoni attivi dell’impatto ecologico delle nostre pratiche iperdigitalizzate”.
Nelle precedenti edizioni sono stati nominati vincitori: Heba Y. Amin, galleria Zilberman, Istanbul, Berlino (2021); ex aequo Alex Ayed, galleria ZERO…, Milano, e Nona Inescu, galleria SpazioA di Pistoia (2022); Marwa Arsanios, galleria mor charpentier, Parigi e Bogotà (2023); Monia Ben Hamouda, galleria ChertLüdde, Berlino (2024); Caroline Cordeiro, galleria Galatea, San Paolo e Salvador (2025).
L’Artissima New Entries Fund, sostenuto direttamente dalla fiera, ha selezionato per la sua quarta edizione le gallerie WHOISPOLA, Varsavia, Lutnița, Chișinău e Clauda, Praga. Il fondo contribuisce alla partecipazione di tre realtà della sezione New Entries, dedicata alle gallerie internazionali emergenti e alle loro proposte più innovative.
Giuria: Sandro Droschl, Direttore, Halle Für Kunst Steiermark, Graz; Lauriane Gricourt, Direttrice, Les Abattoirs Musée – Frac Occitane, Tolosa; Damien Zhang, Direttore, Aranya Art Center, Aranya.
“La giuria esprime il proprio apprezzamento per la qualità e l’audacia delle proposte curatoriali di tre gallerie partecipanti: Lutnița ha presentato un progetto equilibrato e ponderato, dedicato ad artisti emergenti di generazioni diverse. Gli artisti di WHOISPOLA hanno dimostrato come la pratica contemporanea possa trarre ispirazione dalla tradizione con sensibilità e consapevolezza. Clauda, infine, ha proposto una straordinaria presentazione personale di Tereza Kalousová, capace di interpretare alla perfezione il tema di Artissima: Fancy: A Flexible, Acrobatic Body”.
Le gallerie vincitrici delle precedenti edizioni sono state: galleria Eugenia Delfini, Roma; galleria HOA, San Paolo; galleria Reservoir, Cape Town (2023); galleria Hatch, Parigi; galleria Manuš, Spalato e Zagabria; galleria Matta, Milano (2024); galleria Vohm, Seul; galleria Trotoar, Zagabria; galleria zazà, Milano e Napoli (2025).
Accanto ai nove premi, Artissima presenta le gallerie selezionate nell’ambito del The Curators’ Choice, il programma sostenuto da Fondazione Arte CRT, alla sua prima edizione, che coinvolge curatori di musei, biennali e istituzioni internazionali in un percorso di scoperta delle gallerie partecipanti.
A ciascun curatore è stato richiesto di individuare una galleria non precedentemente conosciuta, che si sia distinta per la qualità della proposta espositiva e della ricerca presentata. Un riconoscimento critico che accresce la visibilità delle realtà selezionate e favorisce nuove relazioni internazionali.
IMPORT EXPORT & eastcontemporary
selezionate da Annette Amberg, Direttrice, Kunsthaus Glarus, Glarus
Kodlcontemporary selezionata da Maria Arusoo, Direttrice, Estonian Center for Contemporary Art, Tallinn
Lehmann Gallery
selezionata da Branka Benčić, Direttrice, MMSU Museum of modern and contemporary Art, Rijeka
e da Tominga O’Donnell, Senior Curator/Head of Contemporary Art, Munchmuseet, Oslo
Marli Matsumoto
selezionata da Carina Bukuts, Chief Curator, Kunsthalle Wien, Vienna
Yehudi Hollander-Pappi
selezionata da Irene Calderoni, Artistic Director, Scuola Piccola Zattere, Venezia
e da Luca Lo Pinto, Curatore Indipendente, Roma
Alma Pearl
selezionata da Marianne Dobner, Curatrice, MUMOK Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig, Vienna
Galleria Fonti
selezionata da Tom Engels, Direttore, Kunstverein München, München
Aspekty Gallery
selezionata da Yana Foqué, Artistic – Executive Director, Grazer Kunstverein, Graz
Richard Saltoun
selezionata da Inês Grosso, Chief Curator, Serralves Museum of Contemporary Art, Porto
Banda municipal
selezionata da Fanny Gonella, Direttrice, 49 Nord 6 Est – Frac Lorraine, Metz
A+ WORKS OF ART
selezionata da Hélène Guenin, Direttrice, Yves Klein Foundation, Paris
e da Robert Leckie, Direttore, Gasworks, London
Vanguard Gallery
selezionata da Lekha Hileman Waitoller, Curatrice, Guggenheim Bilbao, Bilbao
Layr with a special mention to AkNC
selezionata da Beatrice Hilke, Curatrice, Haus am Waldsee, Berlin
AV17 Gallery
selezionata da Tevž Logar, Curatore Indipendente, Ljubljana e Rijeka
Whoispola
selezionata da Anni Venäläinen, Direttrice, Pori Art Museum, Pori




