Dal 29 ottobre 2026 al 2 maggio 2027, il Salone degli Incanti ospita una retrospettiva dedicata all’artista scozzese, tra atmosfere cinematografiche, amori inquieti e immagini entrate nell’immaginario collettivo.
Dopo aver superato gli 80.000 visitatori nelle tappe di Bologna, Milano e Roma, la retrospettiva dedicata a Jack Vettriano (1951-2025) arriva al Salone degli Incanti di Trieste, dove sarà visitabile dal 29 ottobre 2026 al 2 maggio 2027. La mostra ripercorre la ricerca del pittore scozzese, capace di conquistare un vasto pubblico internazionale nonostante le riserve della critica d’arte ufficiale.
Il percorso espositivo
Il percorso riunisce oltre 80 opere tra dipinti, lavori su carta, fotografie e materiali audiovisivi. Un progetto concepito dallo stesso Vettriano per raccontare l’evoluzione del proprio linguaggio e il rapporto con il pubblico che ne ha decretato il successo. L’artista, insignito nel 2004 dell’OBE, l’onorificenza dell’Ordine dell’Impero britannico per i servizi alle arti visive, ha costruito un immaginario riconoscibile, sospeso tra seduzione, malinconia e tensione narrativa.
Autodidatta, Vettriano ha sviluppato una pittura figurativa alimentata da suggestioni cinematografiche, riferimenti alla cartellonistica pubblicitaria e atmosfere che richiamano, per alcuni aspetti, l’universo di Edward Hopper. I suoi protagonisti abitano camere d’albergo, club esclusivi e sale da ballo, ambienti in cui il desiderio assume spesso la forma di un rituale elegante, attraversato da ambiguità e inquietudine.
Il suo successo popolare ha convissuto a lungo con il disinteresse di una parte della critica, che ha contestato all’artista una certa leggerezza estetica e un linguaggio distante dalle sperimentazioni dominanti. Eppure, proprio la capacità di costruire immagini immediatamente leggibili, dotate di una forte componente narrativa, ha reso Vettriano uno dei pittori più riprodotti e collezionati della sua generazione.
Emblematico è The Singing Butler (Il maggiordomo cantante), il dipinto che nel 2004 fu venduto da Sotheby’s per quasi 750.000 sterline. Una coppia danza sulla battigia mentre, sotto un cielo plumbeo, una cameriera e un maggiordomo reggono gli ombrelli per proteggerla dal vento. La scena sembra sottratta a un film mai girato, con una colonna sonora immaginaria che evoca Fly Me to the Moon nella versione di Frank Sinatra. In questa sospensione narrativa si concentra una delle cifre più riconoscibili dell’artista: trasformare un gesto quotidiano in un’immagine carica di desiderio e nostalgia.
Uno degli elementi più significativi della mostra è la presenza simultanea di otto dipinti a olio, riuniti in un progetto espositivo che Vettriano aveva espressamente dedicato all’Italia. Si tratta di un’occasione rara, considerando la produzione relativamente contenuta di tele realizzate dall’artista nel corso della carriera, stimata tra le 150 e le 180 opere, in gran parte conservate in collezioni private.
L’allestimento triestino si articola in otto sezioni tematiche, con un’area dedicata ai lavori su carta. Il percorso comprende inoltre una selezione di tirature uniche scelte dall’artista per il tour italiano, avviato a Bologna nel febbraio 2025, poco prima della sua scomparsa.
Una sezione documenta il ciclo di fotografie realizzato nello studio di Vettriano da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times, presente con le proprie opere anche alla National Portrait Gallery di Londra. Una sala video permette infine di ascoltare l’artista raccontare in prima persona la propria formazione e lo sviluppo del suo linguaggio pittorico.
Info
JACK VETTRIANO
Salone degli Incanti, Trieste
29 ottobre 2026 – 2 maggio 2027
Mostra promossa dal Comune di Trieste. Curatela di Francesca Bogliolo
palazzopallavicini.com




