Da oggi 16 settembre fino al 31 ottobre 2026, Mazzoleni presenta a Milano “Watermark” Segno d’Acqua, personale di Melissa McGill che riunisce acquarelli, opere realizzate con pigmenti naturali, fotografie e lavori legati alla sua ricerca sui paesaggi d’acqua.

Signed and dated (lower right): ‘Melissa McGill / 2026’; Titled (lower left): “Estuary”
Water from the Venetian Lagoon and naturally derived watercolor on paper
30.48 x 22.86 cm – 12 x 9 in
La mostra arriva dopo la partecipazione dell’artista alla Biennale di Venezia 2026 con Marea, progetto indipendente e partecipativo sviluppato intorno alla laguna veneziana.
Presentato a Corte Nova dal 30 aprile al 10 maggio 2026, il progetto ha coinvolto abitanti e studenti veneziani, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di partecipazione e confronto. Al centro, la fragilità di una città sottoposta a pressioni ambientali, turistiche e sociali, affrontata attraverso una pratica artistica fondata sulla relazione e sulla dimensione comunitaria. Marea ha ricevuto il sostegno del Comune di Venezia e il riconoscimento della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Al centro della mostra milanese c’è una pratica che McGill porta avanti da oltre trent’anni e che negli ultimi anni ha trovato nell’acqua uno dei suoi principali campi di ricerca. Venezia, il Po e il Lago Ontario diventano luoghi di osservazione e di intervento, ma anche archivi di trasformazioni ambientali, memorie e relazioni.
Nei suoi lavori l’artista utilizza anche l’acqua raccolta direttamente nei territori oggetto della ricerca. Un passaggio che modifica il rapporto tradizionale tra opera e paesaggio: il luogo non viene soltanto osservato o rappresentato, ma entra fisicamente nel processo di realizzazione.
Questa mostra sottolinea il potere unificante dell’acqua. Ci ricorda che siamo connessi al di là delle geografie e delle identità.
Melissa McGill
Tra le opere esposte ci sono i Venetian Lagoon Studies, una serie di acquarelli dedicati alle variazioni di luce e colore della laguna. Sono lavori costruiti attraverso l’osservazione delle condizioni atmosferiche e della superficie dell’acqua, senza cercare una rappresentazione documentaria di Venezia. La stessa ricerca ha costituito una premessa per Marea, presentata durante la Biennale.
La mostra comprende inoltre opere su carta Yupo realizzate con pigmenti naturali, tra cui indaco organico e clorofilla ricavata dalle foglie di gelso. Qui il comportamento dell’acqua diventa parte della tecnica: diffusione, assorbimento ed evaporazione intervengono sulla materia e contribuiscono alla configurazione finale dell’immagine.
Un altro capitolo della mostra riguarda Venezia e il suo patrimonio iconografico. Nel 2022 McGill ha lavorato su fotografie tratte da dipinti di Canaletto, aggiungendo sulle vedute storiche il disegno di onde e movimenti dell’acqua. L’intervento modifica la fissità della rappresentazione settecentesca e introduce una domanda molto contemporanea: come cambiano quei paesaggi mentre cambia il clima?
Il riferimento all’innalzamento del livello del mare e alle trasformazioni degli ecosistemi acquatici rimane inscritto nella struttura stessa delle opere. L’acqua diventa ciò che altera l’immagine e, nello stesso tempo, ciò che rende evidente la distanza tra il paesaggio rappresentato da Canaletto e quello che oggi osserviamo.

A Milano arriva anche un nucleo della serie Eridanus, sviluppata a partire dalla ricerca sul fiume Po. Il titolo richiama Eridano, il fiume della mitologia antica diventato anche il nome di una costellazione. Il passaggio dal territorio alla dimensione celeste amplia la riflessione di McGill sull’acqua, mettendo in relazione geografia, mito e memoria.

Watercolour on paper
76.2 x 57.1 cm – 30 x 22 1/2 in
Completano il percorso nuovi acquarelli ispirati alle acque di Venezia e del Lago Ontario. Ne emerge una geografia personale nella quale luoghi molto distanti vengono messi in relazione attraverso il colore e attraverso la materia stessa con cui le opere sono realizzate.
Watermark Segno d’Acqua racconta dunque una parte precisa della ricerca di Melissa McGill: quella in cui il paesaggio non viene utilizzato come semplice soggetto, ma diventa materiale e interlocutore dell’opera. Una posizione che trova nella pittura il proprio strumento, ma che si misura con questioni molto concrete: la trasformazione dei territori, la memoria dei luoghi e il rapporto sempre più fragile tra le comunità umane e gli ecosistemi da cui dipendono.

Signed, titled and dated (lower right): ‘Melissa McGill / 2026 / “Estuary”‘
Water from the Venetian Lagoon with Natural watercolor
30.48 x 22.86 cm 12 x 9 in
INFO
MELISSA McGILL
Watermark Segno d’Acqua
Mazzoleni, Milano
16 settembre – 31 ottobre 2026




