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Taryn Simon porta al Guggenheim di New York un nuovo labirinto tra memoria, potere e identità americana

Il 18 settembre 2026 il Solomon R. Guggenheim Museum di New York inaugura Taryn Simon | Father Country I Do Love You, una mostra dedicata a un nuovo corpo di opere dell’artista statunitense Taryn Simon, nata a New York nel 1975.

L’esposizione occuperà integralmente la rotonda del museo e presenterà fotografie, testi, video e sculture mai esposti prima.

È un progetto monumentale, sviluppato nell’arco di quasi dieci anni, che riunisce 42 opere intorno alla vicenda reale di un agente federale statunitense rimasto anonimo.

Simon costruisce attraverso la sua figura una trama fatta di testimonianze, prove, omissioni e conseguenze, seguendo il modo in cui gesti apparentemente marginali possono propagarsi ben oltre il luogo e il momento in cui vengono compiuti.

L’agente diventa così una figura intermedia, un uomo incaricato di osservare, raccogliere informazioni e produrre prove destinate a essere interpretate da altri. La sua posizione permette a Simon di interrogare la macchina invisibile attraverso cui gli eventi individuali entrano nei sistemi più vasti del potere, della giustizia e della politica internazionale.

Il progetto si inserisce nella ricerca dell’artista sul rapporto tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane fuori campo. La narrazione di Simon conduce il visitatore attraverso le storie di vittime, predatori e sopravvissuti, seguendo i meccanismi attraverso cui la giustizia costruisce la propria versione dei fatti. Le opere accompagneranno il pubblico lungo le rampe del Guggenheim, trasformando l’architettura di Frank Lloyd Wright in un dispositivo narrativo.

Father Country I Do Love You introduce inoltre una dimensione autobiografica inedita nella pratica di Simon. Il progetto è dedicato al padre dell’artista, la cui esistenza attraversa l’intera opera. Funzionario del governo statunitense, l’uomo visse in Thailandia e viaggiò tra Russia, Iran, Israele, Cina, Afghanistan, Corea e altri Paesi prima di dedicarsi alla produzione e alla vendita di videogiochi arcade.

Simon non riuscì mai a conoscere completamente la storia del padre. La diagnosi di Alzheimer rese quella storia definitivamente irrecuperabile, trasformando la memoria familiare in un territorio di lacune, supposizioni e racconti interrotti. È da questa impossibilità di ricostruire integralmente una vita che prende forma una parte essenziale del progetto.

Il titolo stesso contiene una tensione difficile da eludere. Father Country I Do Love You sovrappone la figura paterna all’idea di patria, mettendo in cortocircuito affetto privato e appartenenza nazionale. L’America evocata da Simon non è una superficie celebrativa, ma un racconto stratificato nel quale identità, potere e memoria si contendono continuamente il diritto di definire ciò che viene ricordato.

La mostra rappresenta anche un momento significativo nel rapporto tra Simon e il Guggenheim. Le opere entreranno nella collezione permanente del museo, che conserva già tre lavori dell’artista. È inoltre la prima mostra monografica nella rotonda del Guggenheim dedicata a un’artista basata sulla fotografia e il più ampio debutto di un nuovo corpus di opere mai presentato dall’istituzione.

L’esposizione è curata da Nat Trotman, Curator, Performance and Media, e nasce da un progetto avviato da Nancy Spector, già Artistic Director e Jennifer and David Stockman Chief Curator del Guggenheim.

L’ARTISTA

Taryn Simon (nata nel 1975 a New York) è riconosciuta come una delle artiste concettuali più significative oggi attive nell’ambito della fotografia. I suoi progetti, che intrecciano fotografia, testo, video, scultura e performance, sono incentrati sulla costruzione di narrazioni e spostano l’attenzione verso ciò che normalmente rimane invisibile.
https://tarynsimon.com/

Tra le sue principali mostre e pubblicazioni figurano The Innocents (2000), che ricostruisce le vicende di persone incarcerate per crimini che non avevano commesso, mettendo in discussione il ruolo della fotografia come testimonianza visiva credibile; An American Index of the Hidden and Unfamiliar (2007), dedicato alla distanza tra accesso pubblico e accesso specialistico attraverso una ricognizione di oggetti e luoghi nascosti o sconosciuti negli Stati Uniti; A Living Man Declared Dead and Other Chapters (2008), per il quale Simon ha viaggiato in diverse parti del mondo seguendo genealogie e storie legate alle linee di sangue; Paperwork and the Will of Capital (2015), che ricostruisce le composizioni floreali collocate tra gli uomini durante la firma di trattati internazionali; e An Occupation of Loss (2016), in cui professionisti del lutto mettono in scena rituali funebri, trasmettendo simultaneamente i propri lamenti dall’interno di un’installazione scultorea.

INFO

Taryn Simon | Father Country I Do Love You
Guggenheim New York, 1071 Fifth Avenue, New York
Location: Rotunda
18 settembre – 14 marzo 2027
https://www.guggenheim.org/exhibition/taryn-simon

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