Lo Stretto di Messina smette di essere una frontiera geografica per trasformarsi in una piattaforma di dialogo strategico tra Europa e Africa.
Con la presentazione ufficiale del MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, avvenuta il 2 luglio 2026 alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, nasce un polo d’eccellenza destinato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea nel bacino del Mediterraneo
Una vera e propria mossa infrastrutturale, non un semplice museo ma una operazione di soft power culturale promossa dal Ministero della Cultura, dal Comune di Messina e dall’Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI nella fase di avvio, il MIRA nasce con l’obiettivo di trasformare Messina in un punto di riferimento internazionale per la creatività contemporanea, favorendo il dialogo tra Europa, Africa e Paesi del Mediterraneo attraverso programmi di ricerca, formazione, mostre, residenze d’artista e progetti interdisciplinari.
A presentare il progetto il Ministro alla cultura Alessandro Giuli.

Il MIRA non poteva che nascere in Sicilia, il punto d’incontro naturale tra culture, popoli e civiltà. Da Messina prende forma un progetto che considera il Mediterraneo non soltanto uno spazio geografico, ma un luogo di origine e di destino comune.
Abbiamo il dovere di investire nella cultura come strumento di conoscenza, cooperazione e pace, soprattutto in un tempo segnato da tensioni e conflitti, perché la cultura resta il linguaggio più forte per costruire relazioni tra i popoli. MIRA sarà un luogo aperto, dove ricerca, formazione e creatività contemporanea dialogheranno con il patrimonio storico e archeologico.
Apparterrà a chi saprà viverlo, alimentarlo e condividerne la missione, diventando un punto di riferimento per artisti, studiosi e istituzioni internazionali.
Da Messina vogliamo costruire un ponte simbolico che unisca non soltanto le due sponde dello Stretto, ma l’intero Mediterraneo, promuovendo una rete di collaborazione fondata sulla bellezza, sulla conoscenza e sul dialogo, mettendo in relazione le radici del passato con le sfide del futuro”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Per il sindaco di Messina, Federico Basile il MIRA rappresenta un progetto destinato a rafforzare il ruolo strategico di Messina nel Mediterraneo, contribuendo allo sviluppo culturale, sociale ed economico della città attraverso una rete di collaborazioni nazionali e internazionali.
MIRA è una stella destinata a brillare ben oltre i confini della città e della Sicilia, un punto di riferimento che contribuirà a restituire a Messina il ruolo centrale che le spetta nel Mediterraneo.
Ha commento il Sindaco.
Anche l’Università di Messina parteciperà attivamente al nuovo istituto.
La rettrice Giovanna Spatari ha sottolineato come il MIRA favorisca un modello di conoscenza aperto e interdisciplinare, nel quale ricerca, arti e patrimonio culturale possano dialogare superando i tradizionali confini accademici.
Il nuovo centro si inserisce inoltre nelle attività dell’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura, operativa nell’ambito del Piano Mattei.
L’EREDITA’ DEL MAXXI MED
Il MIRA raccoglie l’eredità del progetto MAXXI Med, avviato nel 2023, ampliandone la dimensione internazionale attraverso un partenariato istituzionale più esteso.
Più che un museo e un hub culturale il MIRA si propone come una idea di ecosistema culturale permanente dedicato alla sperimentazione artistica, allo scambio di competenze e alla costruzione di nuove relazioni tra le comunità che si affacciano sul Mediterraneo.
LE LOCATION
Il nuovo istituto avrà sede in due luoghi simbolici per storia e architettura: le Torri Morandi e Villa Pace.
Al termine dei lavori di riqualificazione i due spazi diventeranno il fulcro operativo del progetto.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio processo di rigenerazione urbana e rilancio culturale del territorio messinese, siciliano e, più in generale, del Mezzogiorno. Allo stesso tempo il progetto rientra nella strategia nazionale di cooperazione culturale promossa dal Ministero della Cultura, che riconosce nell’Africa e nel Mediterraneo uno spazio prioritario di dialogo multilaterale, sviluppo condiviso e valorizzazione delle competenze e dei diversi patrimoni culturali.
Il MIRA sviluppa una ricerca interdisciplinare dedicata al Mediterraneo, con particolare attenzione alla Sicilia come luogo di incontro tra Europa, Africa e Medio Oriente. Attraverso arti visive, performance, musica e danza, il progetto promuove scambi culturali, residenze e collaborazioni con artisti e comunità locali e internazionali. Centrale nella missione del MIRA è la formazione, grazie al coinvolgimento di università e centri di ricerca. Il polo intende valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del Mediterraneo favorendo dialogo, cooperazione e pluralità culturale. L’obiettivo è sostenere nuove forme di ricerca e produzione artistica capaci di contrastare i processi di omologazione culturale contemporanea.
L’OPERA

In occasione della presentazione del MIRA Messina, si è tenuta inoltre una doppia cerimonia inaugurale a Messina e a Reggio Calabria del pomeriggio dedicata all’installazione monumentale dei gruppi scultorei dal titolo la Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella.
Le opere sono state collocate sulle due sponde dello Stretto: nell’area della ex Fiera di Messina, in un rigenerato Parco Urbano, e a Piazza De Nava, a Reggio Calabria. Due presenze speculari che arricchiscono il dialogo permanente tra le città, evocando una geografia culturale condivisa e una nuova centralità mediterranea costruita attraverso interventi sul territorio con il coinvolgimento del contesto locale. Messina e Reggio Calabria si uniscono così in un orizzonte simbolico e creativo, trasformando lo Stretto in una piattaforma di dialogo tra Europa, Africa e Mediterraneo.
Le opere giungono nelle due città a seguito della partecipazione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria a due differenti programmi promossi dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il progetto di acquisizione dell’opera destinata a incrementare la collezione del museo a Reggio Calabria è stato infatti selezionato nell’ambito dell’avviso pubblico PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, che sostiene proposte progettuali per l’acquisizione, la produzione e la valorizzazione di opere dell’arte e della creatività contemporanee destinate al patrimonio pubblico italiano. Il progetto di produzione dell’opera destinata a Messina e finalizzata alla rigenerazione urbana dell’area interessata è stato selezionato, invece, nell’ambito del programma Il Museo Rigenera, che mira a incoraggiare iniziative di rigenerazione urbana a base culturale delle periferie da parte dei musei e dei luoghi della cultura statali afferenti al Ministero della Cultura.
Le due opere di Piero Pizzi Cannella trasformano i paesaggi dello Stretto, sulle due sponde, in luoghi aperti alla riflessione, allo scambio e alla rigenerazione di una comune identità mediterranea. Non una frontiera, ma un ponte; non un margine, ma un centro. Un destino che lo Stretto porta inscritto nella propria storia e nella propria geografia: essere spazio di attraversamento, relazione e rigenerazione.
L’ATTIVAZIONE
Il MIRA inizierà a prendere forma nell’ottobre 2026 attraverso un primo calendario di iniziative che anticipa l’apertura del sito.
Un programma pensato per costruirne progressivamente l’identità, avviare le prime collaborazioni con artisti, studiosi e ricercatori e attivare un dialogo con le comunità del Mediterraneo.
Ad aprire questo percorso sarà Posso sentire ciò che ancora non riesco a vedere, performance del collettivo POLISONUM commissionata appositamente per le Torri Morandi.
Con questa nuova produzione il MIRA affida agli artisti il compito di delineare, fin dall’inizio, il proprio orizzonte di ricerca. Muovendo dalla
visione dello Stretto come luogo di attraversamento, trasformazione e incontro, POLISONUM guiderà il pubblico in un’esperienza immersiva capace di intrecciare immaginazione, dialogo tra le specie e paesaggio siciliano.
L’opera prende ispirazione anche dal nome stesso del nuovo istituto. MIRA, la gigante rossa visibile da tutte le regioni abitate della Terra, appartiene alla costellazione della Balena e attraversa lo spazio a circa 130 chilometri al secondo, lasciando dietro di sé una scia lunga tredici anni luce: una vera e propria “semina” cosmica da cui possono nascere nuovi sistemi solari. Un’immagine che diventa metafora della
missione del MIRA: generare connessioni, mettere in relazione geografie, discipline e culture, favorendo la nascita di nuove traiettorie di ricerca, produzione e conoscenza.
Sempre nell’autunno 2026 prenderà inoltre avvio un convegno internazionale promosso dall’Università degli Studi di Messina, articolato in una serie di sessioni ospitate in diversi Paesi del Mediterraneo. Il progetto indagherà il ruolo dello Stretto di Messina come crocevia storico e contemporaneo, rilanciandone la centralità attraverso il nuovo istituto. Il programma affronterà temi quali le mitografie dello Stretto, le lingue del confine e dell’incontro, le architetture del paesaggio, le rotte della contemporaneità e le contro-narrazioni necessarie a rileggere il Mediterraneo come spazio di scambio, ricerca e produzione culturale.





