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Nayra Martín Reyes trasforma il corpo in nutrimento per 50 canarini

Cinque ore dentro una voliera, il corpo ricoperto di miele e semi, cinquanta canarini liberi di avvicinarsi, nutrirsi, posarsi sulla pelle, cantare.

È AKANARI , la performance di Nayra Martín Reyes presentata il 28 giugno 2026 al MUdel Museum di Deinze, in Belgio, in occasione dell’apertura della decima edizione della Belgian Painting Biennale.

Reyes trasforma il proprio corpo in un spazio condiviso, sottraendolo alla consueta gerarchia che separa l’umano dall’animale. L’azione non prevede una coreografia rigidamente determinata: sono gli uccelli a stabilire tempi, distanze e modalità dell’incontro. Il corpo dell’artista diventa contemporaneamente cibo, superficie d’appoggio e spazio di relazione e interconnessione.

La scelta del canarino è tutt’altro che innocente. Serinus canaria prende il nome dall’arcipelago delle Canarie, suo habitat originario e paese di nascita dell’artista. Gli esemplari domestici discendono dagli uccelli selvatici catturati dopo la conquista castigliana delle isole nel XV secolo. Trasportati e commercializzati in Europa, i canarini divennero progressivamente oggetti di desiderio, status e selezione artificiale. Colore, canto e postura furono modificati attraverso secoli di allevamento, fino a produrre le molte varietà oggi conosciute.

AKANARI__Nayra-Martin-Reyes-2026_Foto_Monica-Ruiz-Loyola

In questa storia di cattura, esportazione e trasformazione, Reyes riconosce una metafora della propria esperienza e di quella di molte comunità migranti.

La storia e il viaggio degli uccelli sono strettamente legati alla mia storia e a quella di molti altri migranti», afferma l’artista. «Restiamo fedeli a ciò che siamo; veniamo ancora da dove veniamo, ma ci trasformiamo per sopravvivere nel nuovo ambiente».

AKANARI sposta così la memoria coloniale dal territorio al corpo. La voliera diventa un dispositivo ambiguo: luogo di protezione e insieme di reclusione, spazio domestico costruito per una specie sottratta al proprio ambiente. L’artista vi entra senza assumere il ruolo di osservatrice. Si espone alla presenza degli animali e accetta che siano loro a determinare l’esito dell’azione.

AKANARI-Performance_Nayra__Foto_Jeroen-Van-Caneghem

AKANARI si basa sui temi esplorati nel suo precedente progetto, XAXO, in cui Reyes metteva in discussione la prospettiva coloniale sul patrimonio canario. Esamina la proprietà, la rappresentazione e le modalità con cui corpi, storia e natura vengono appropriati, esposti e mercificati.

La performance mette inoltre in contatto l’arte contemporanea con una tradizione molto più antica: quella dell’allevamento dei canarini, ancora profondamente radicata nelle Fiandre. L’opera è stata realizzata in collaborazione con la Vlaamse Kleurkanarieclub, che ha fornito gli uccelli, e con il sostegno dell’Ambasciata di Spagna in Belgio.

Il canarino diventa un archivio vivente di migrazione, addomesticamento e desiderio umano. Il corpo dell’artista, invece, smette per cinque ore di essere un’immagine da contemplare e diventa una superficie attraversata da altri corpi. È in questa sospensione della distanza tra specie che A K A N A R I trova la sua forma più radicale: non raccontare il colonialismo, ma costringere lo spettatore a percepirne la persistenza attraverso un incontro fisico, fragile e imprevedibile.

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L’ARTISTA

Nayra Martín Reyes (Tenerife, 1979) realizza performance, installazioni e dipinti che indagano la memoria coloniale, l’ecologia, la sessualità, l’identità e il corpo inteso come territorio. Vive e lavora tra il Belgio e la Spagna.

Nel suo lavoro affronta spesso la vulnerabilità delle Isole Canarie, un arcipelago minacciato dal punto di vista ecologico e segnato da una storia travagliata, caratterizzata dalla colonizzazione spagnola.

Ha esposto in diverse sedi europee, tra cui, più recentemente, la Belgian Biennial of Painting (Fiandre, 2026), il Centro de Arte Juan Ismael (Fuerteventura, 2026), la Bienal BAS (Madrid, 2025) e Musea Brugge (Bruges, 2024).

INFO

MUdel Museum di Deinze, in Belgio
L’opera resterà visibile con una documentazione video fino al 18 ottobre.

Questo progetto artistico è stato realizzato in collaborazione con il Flemish Club of Colour Canaries (Vlaamse Kleurkanarieclub)

https://www.mudel.be/

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