David Hockney, London, 2023 © David Hockney Photo Credit Jean-Pierre Gonçalves de Lima

David Hockney è morto a 88 anni: addio al maestro della pop art britannica

È morto a 88 anni David Hockney, figura cardinale della pittura contemporanea inglese e tra i nomi più riconoscibili della pop art.

Con lui scompare non soltanto un artista, ma una grammatica visiva che ha attraversato decenni senza mai irrigidirsi in stilema.

Hockney è stato, prima di tutto, un perturbatore della superficie. Le sue piscine californiane non sono mai state semplice icona glamour: erano dispositivi ottici, camere di luce liquida in cui la trasparenza diventava problema pittorico e ossessione tecnica. In quella distesa azzurra, apparentemente edonistica, si nascondeva una riflessione costante su come lo sguardo costruisca il mondo.

Formatosi al Royal College of Art di Londra, si impose giovanissimo in un contesto ancora impastato di accademismo, introducendo una tensione ironica e quasi insolente nei confronti delle regole. Non era solo un pittore: era un montatore di linguaggi. Fotografia, collage, scenografia, incisione, fino alle più tarde sperimentazioni digitali su iPad. Ogni mezzo veniva assorbito non come aggiornamento tecnologico, ma come estensione del pensiero visivo.

La sua adesione alla pop art britannica, accanto a figure come Peter Blake, non va letta come appartenenza dogmatica. Hockney ha sempre mostrato una certa insofferenza verso le etichette, preferendo una mobilità stilistica che oggi appare quasi antistorica. Anche quando il colore sembra dichiararsi immediato, in realtà lavora per sottrazione di retorica: niente psicologia esplicita, solo costruzione percettiva.

Una profonda fascinazione per la prospettiva e il desiderio di indagare il modo in cui vediamo e rappresentiamo la realtà lo hanno condotto a esplorare una vasta gamma di linguaggi artistici: dalla pittura ai collage fotografici, dalla scenografia al disegno e alla stampa. L’uso delle nuove tecnologie rappresenta un’estensione naturale di questo interesse per i diversi modi di catturare il reale. Dai suoi celebri compositi Polaroid ai disegni realizzati con il fax, fino ai più recenti dipinti eseguiti su iPad, Hockney ha cercato di esplorare le potenzialità di ogni tecnologia come strumento per la creazione artistica.

Il lavoro di Hockney è stato presentato in importanti mostre personali in istituzioni di tutto il mondo, tra cui la Fondation Louis Vuitton di Parigi (2025), il Museum of Contemporary Art Tokyo (2023), oltre a esposizioni alla Tate Britain, al Centre Pompidou e al Metropolitan Museum of Art (2017), tra molte altre.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti prestigiosi, tra cui la nomina a Companion of Honour dell’Ordine britannico e del Commonwealth nel 1997 per il suo eccezionale contributo alle arti. Più recentemente gli è stato conferito anche il titolo di Officier della Légion d’Honneur in Francia (2026).

Le opere di David Hockney fanno parte di numerose collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Museum of Fine Arts Boston, la National Gallery of Australia di Canberra, l’Art Institute of Chicago, la National Portrait Gallery di Londra, la Tate Britain, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Los Angeles County Museum of Art, il Walker Art Center di Minneapolis, il Metropolitan Museum of Art e il Museum of Modern Art di New York, oltre al Centre Georges Pompidou di Parigi.

Negli ultimi anni, il passaggio all’iPad non ha rappresentato una svolta “moderna”, quanto piuttosto la coerenza di un metodo: la pittura come flusso continuo, indipendente dal supporto. Un gesto che chiude il cerchio senza mai davvero chiuderlo, lasciando aperta la domanda su cosa significhi oggi vedere.

LA MOSTRA 

Di recente era esposto alla Serpentine di Londra, che inserisce la mostra nel paesaggio aperto dei giardini di Kensington.

David Hockney
A Year in Normandie and Some Other Thoughts about Painting
At Serpentine North
12 Marzo al 23 agosto 2026

@Serpentineuk
@Serpentineuk
@SerpentineGalleries

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