Installation view of Musical Bodies , on view June 7 – September 27, 2026 at The Metropolitan Museum of Art. Photo by Eileen Travell , c ourtesy of The Met

Musical Bodies al Met: Quando il Corpo Diventa Strumento Musicale

L’esposizione “Musical Bodies”, in programma al Metropolitan Museum of Art di New York dal 7 giugno al 27 settembre 2026, indaga la relazione millenaria e speculare tra l’anatomia umana e la progettazione degli strumenti musicali.

Installation view of Musical Bodies , on view
The Metropolitan Museum of Art. Photo by Eileen Travell
Courtesy of The Met

Curata da Bradley Strauchen-Scherer, la rassegna riunisce circa 130 opere che spaziano da reperti archeologici a installazioni tecnologiche contemporanee per rispondere al quesito fondamentale sul perché l’uomo tenda a modellare gli oggetti sonori a propria immagine.

Partendo dal presupposto che il corpo sia stato il nostro primo strumento ritmico e melodico attraverso il battito cardiaco, il respiro e la voce la mostra esplora il fenomeno della pareidolia, ovvero la tendenza biologica a riconoscere forme umane nella struttura fisica degli strumenti.

Questa connessione profonda è documentata fin dall’antichità, come dimostrano le figurine cicladiche risalenti al 3.000 a.C., la cui sintesi formale a forma di “violino” prefigura di millenni il design degli strumenti ad arco moderni, distillando il corpo femminile in cerchi e linee.

In galleria, capolavori come la rarissima lira da braccio del 1511 di Giovanni d’Andrea, che arriva da Vienna per la prima volta negli Stati Uniti, incarnano la complessità del neoplatonismo rinascimentale, rappresentando l’unione degli opposti maschile e femminile come allegoria del matrimonio in musica.

Lo strumento musicale agisce spesso come un “proxy”, un sostituto del corpo che permette di affrontare temi sociali complessi o tabù come il sesso e la morte attraverso il linguaggio dell’armonia.

Sul versante erotico, il liuto è analizzato come attributo di Venere e simbolo del seno femminile, mentre i fori di risonanza evocano esplicitamente l’anatomia sessuale in un gioco di seduzione documentato sia nella pittura di Tiziano sia nelle incisioni olandesi che associavano la “accordatura” ai preliminari amorosi.

Parallelamente, la mostra affronta la dimensione del macabro attraverso strumenti realizzati con resti umani, come i damaru tibetani in osso di teschio che fungono da memento mori, o le bare ghanesi contemporanee a forma di chitarra di Paa Joe, che invertono il rapporto di possesso: se in vita l’uomo abbraccia lo strumento, in morte è lo strumento ad abbracciare il corpo.

Il percorso espositivo non trascura la capacità curativa della musica, esemplificata dalla chitarra-stampella di Barbara Mandrell e dal potere spirituale del jingle dress Ojibwe, né la sua evoluzione tecnologica che trasforma il corpo in una “seconda pelle” digitale .

Innovazioni come il PianoArc circolare, che avvolge completamente il performer, e i guanti MIDI MiMU di Imogen Heap ridefiniscono i confini tra umano e macchina, trasformando il gesto fisico in un centro di comando sonoro assoluto. Integrando video di performance di Savion Glover e di beatboxing, “Musical Bodies” non si limita alla catalogazione organologica tradizionale, ma si posiziona all’intersezione tra antropologia e storia dell’arte per celebrare la musicalità innata della condizione umana.

EXHIBITION VIEW

INFO

Musical Bodies
June 7 –Sept 27, 2026
The Met Fifth Avenue, Gallery 199
www.metmuseum.org

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