Man Ray M for Dictionary Installation view - Gió Marconi, Milan - Fondazione Marconi, Milan . Photo

​Man Ray: M for Dictionary da GióMARCONI a Milano

Da Gió Marconi a Milano “Man Ray: M for Dictionary” propone una rilettura ampia e strutturata dell’opera di Man Ray, scegliendo il linguaggio come chiave interpretativa centrale.

La mostra, realizzata in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, è curata da Yuval Etgar e Deborah D’Ippolito, con un allestimento firmato dallo studio Kuehn Malvezzi.

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IL PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso espositivo mette in evidenza la natura profondamente interdisciplinare della pratica di Man Ray, attivo tra fotografia, pittura, oggetto e disegno. Al centro non c’è tanto la varietà dei media, quanto la continuità di un approccio che utilizza il linguaggio come strumento creativo. Già a partire dalla costruzione della propria identità – Emmanuel Radnitzky diventa Man Ray attraverso un gesto di sintesi e trasformazione – emerge una tensione costante tra parola, immagine e significato.

Il titolo della mostra richiama esplicitamente la struttura di un dizionario, e l’allestimento si sviluppa come una sequenza di nuclei tematici che funzionano come lemmi visivi. Un riferimento importante è il ciclo Alphabet for Adults, in cui ogni lettera è associata a immagini e parole secondo una logica che combina ironia e ambiguità. Qui il linguaggio non descrive, ma genera cortocircuiti semantici che attraversano l’intera produzione dell’artista.

Le cinque sezioni principali – The Alphabet, Light Writing, Body Language, Objectives e Mathematical Objects – organizzano il percorso secondo ambiti concettuali più che cronologici. La fotografia viene letta come forma di scrittura luminosa, il corpo come dispositivo espressivo, l’oggetto come elemento linguistico. Ne emerge un sistema coerente in cui le opere funzionano come articolazioni di un unico discorso.

A questo impianto si affianca In Other Words, una sezione parallela che presenta lavori di artisti contemporanei rappresentati dalla galleria: Alex Da Corte, Simon Fujiwara, Wade Guyton, Allison Katz e Tai Shani. Il dialogo non è illustrativo, ma evidenzia come la riflessione sul linguaggio continui a essere un nodo centrale nella ricerca visiva contemporanea.

M for Dictionary restituisce così un Man Ray meno legato alla dimensione iconica e più vicino a una pratica concettuale, in cui il significato resta mobile e aperto. Una retrospettiva che, più che celebrare, riorganizza e rilancia la complessità del suo lavoro.

EXHIBITION VIEW

INFO

Man Ray: M for Dictionary
11 aprile – 24 luglio 2026
martedì – sabato; 11-18
Gió Marconi, Via Tadino 15, Milano

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