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Erik Saglia al Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese con la mostra “Fly-by”

Fino al 18 ottobre 2026 il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese accoglie “Fly-by”, mostra personale di Erik Saglia a cura di Elsa Barbieri.

Un progetto che si inserisce con precisione quasi astrale nel contesto alpino, trasformando lo spazio espositivo in un dispositivo di osservazione instabile, dove la pittura non si limita a occupare la superficie ma la mette in crisi.

Installation view, Erik Saglia. Fly-by, Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, ph. Nicola Morittu

Classe 1989, torinese, Saglia lavora da anni attorno a un paradosso fertile: la griglia modernista come fondamento e al tempo stesso come frattura. Non un retaggio da citare, ma una struttura da deformare fino a renderla permeabile. In Fly-by questa tensione si intensifica: la griglia si piega, si rifrange, diventa campo ottico, quasi un sistema satellitare che intercetta lo sguardo e lo restituisce alterato.

Il titolo della mostra introduce una chiave di lettura decisiva. Il fly-by, nel linguaggio dell’astronautica, è il sorvolo ravvicinato di un corpo celeste: una manovra conoscitiva rapida, parziale, mai definitiva. È una forma di sapere che rinuncia all’idea di possesso per affidarsi alla contingenza del passaggio. Saglia sembra assumere questa postura come metodo estetico: osservare senza stabilizzare, attraversare senza fissare.

Installation-view-Erik-Saglia.-Fly-by-Museo-dArte-Contemporanea-di-Cavalese-ph.-Nicola-Morittu-

La curatrice Elsa Barbieri focalizza su questo punto con una densità quasi letteraria. Il riferimento a Palomar di Italo Calvino non è ornamentale, ma strutturale: l’impossibilità di isolare l’onda, la natura mobile del visibile, la condizione di un osservatore sempre implicato nel fenomeno che tenta di descrivere. Di fronte alle opere, lo spettatore non occupa una posizione privilegiata ma una traiettoria, un segmento di visione tra altri possibili.

Il percorso si apre con Untitled (2026), un wall painting grigio che cancella l’idea di fondo neutro per trasformarlo in campo attivo. Non una parete, ma una soglia cromatica. Da qui si sviluppa H-ALPHA LINE (2026), dispositivo centrale della mostra, che introduce una vibrazione spettrale rossa ispirata alla linea H-alfa dell’idrogeno. L’astrofisica diventa grammatica visiva, e la pittura assume una dimensione quasi strumentale: non rappresenta, ma registra.

Erik-Saglia-Manifesti-Satellite-FILOFROSINE-2026

Al primo piano, la serie Manifesti Satellite apre una deriva ulteriore. Disegni e opere in progress costruiscono un immaginario che non appartiene né alla terra né al cielo, ma alla loro intercapedine tecnologica. L’orbita satellitare diventa metafora di una conoscenza intermittente, dove il sapere non è accumulo ma passaggio continuo di dati, immagini, frammenti.

In una sala laterale, la variazione cromatica del verde originale dell’edificio introduce una torsione storica sottile. Qui la serie Goldigger mette in tensione materiali eterogenei: spray, foglia d’oro, nastro adesivo, resina epossidica. La superficie non è più piano ma stratificazione instabile, dove il gesto pittorico si comporta come una sedimentazione accidentale.

Il percorso si chiude con una grande installazione su carta millimetrata e spray, una sorta di mappa senza centro. La griglia, ancora una volta, non ordina ma disorienta. È un sistema che non conduce a una sintesi, ma a una proliferazione di possibilità visive.

Installation-view-Erik-Saglia.-Fly-by-Museo-dArte-Contemporanea-di-Cavalese-ph.-Nicola-Morittu-

In Fly-by il museo non si offre come contenitore, ma come satellite temporaneo: un luogo che orbita attorno alle opere senza mai riuscire a fissarle definitivamente. Saglia costruisce così un’estetica del passaggio, dove la visione coincide con la sua stessa instabilità, e l’arte si misura con la vertigine discreta di ciò che non si lascia mai del tutto osservare.

L’ARTISTA

Erik-Saglia.-Credit-Chiara-Esposito

Erik Saglia (Torino, 1989) vive e lavora a Torino. Dopo essersi formato all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove si è diplomato nel 2014, ha sviluppato una pratica artistica fondata su un’approfondita ricerca sui materiali e sulle loro possibilità espressive, unita a una rigorosa artigianalità del gesto. Fin dagli esordi, Saglia ha indagato le implicazioni della griglia modernista, assumendola come struttura di partenza per poi enfatizzarla e riorganizzarla. Nei primi lavori la griglia viene replicata attraverso carta millimetrata e spray, successivamente
mediante l’uso di nastri adesivi disposti con precisione ortogonale sopra campiture mimetiche.
Questo gesto rigoroso e disciplinato, che sottopone il corpo a una pratica esatta e controllata, entra in contrasto con la libera aggregazione delle macchie sottostanti. Nei lavori più recenti, la griglia sembra momentaneamente dissolversi in movimenti più morbidi, per poi riaffiorare attraverso l’uso della resina, applicata con estrema precisione e dotata di uno spessore quasi scultoreo. Nel corso della sua carriera Erik Saglia ha partecipato a numerose mostre collettive, tra cui Too Big or Not Too Big (Thomas Brambilla Gallery, 2013), Sphères (Galleria Continua,
Les Moulins, Parigi, 2014), Face to Face (Palazzo Fruscione, 2016), Pittura Italiana Oggi (Triennale, Milano, 2023) e Luci d’Artista (Torino, 2024). Ha inoltre tenuto diverse mostre personali, tra cui SNIFFINGLUE (Thomas Brambilla Gallery, 2014 e 2016), A.E. Abstract Existence (BACO, 2015), Ceiling 1 (Tile Project, 2016), Pregenesi (Spazio Lancia, 2018), Una Tranquilla Apocalisse (Spazio Lampo, 2020) e una terza persona
presso la Thomas Brambilla Gallery nel 2026.

INFO

Erik Saglia. Fly-by
dal 20 giugno al 18 ottobre 2026
a cura di Elsa Barbieri
Museo Arte Contemporanea Cavalese
Piazzetta Rizzoli, 1 – Cavalese (TN)
0462 235416
www.museoartecontemporaneacavalese.tn.it

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