Alfred-Eisenstaedt

Alfred Eisenstaedt, il Novecento in uno scatto: tra Venezia e Abano Terme la fotografia diventa storia

Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme e il MUNAV, Museo Storico Navale di Venezia ospitano una mostra estremamente accattivante che lega fotografia e luoghi storici del territorio veneto.

Alfred Eisenstaedt
Vittoria sul Giappone.
Un marinaio bacia un’infermiera durante i festeggiamenti per la vittoria sul Giappone a Times Square
New York City, 14 agosto 1945
© Alfred Eisenstaedt / The LIFE Picture Collection / Shutterstock

Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria è un progetto espositivo curato da Monica Poggi, prodotto da Camera – Centro Italiano per la Fotografia e organizzato nella sede veneziana da D’Uva che presenta una vasta panoramica di immagini che hanno contribuito alla nascita del fotogiornalismo.

A Villa Bassi, l’allestimento adattato agli eleganti ambienti dell’edificio recentemente restaurato, offre 80 scatti suddivisi in quattro sezioni. Le immagini di Eisenstaedt ci accompagnano attraverso il periodo più significativo dell’attività del fotografo. Collaboratore per Life, in oltre trenta anni, ha realizzato 2500 reportage e 90 copertine per la storica rivista. Il racconto fotografico attraversa la vita di Eisenstaedt.

Dalla fuga verso gli Stati Uniti d’America per evitare la persecuzione nella Germania nazista ai ritratti delle grandi personalità della politica del Novecento passando. Le immagini della maturità professionale raccontano il boom economico, la società nordamericana e culminano con i reportage nel Giappone postatomico.

Al MUNAV, nel Padiglione delle Navi, altri 80 scatti raccontano gli anni europei della formazione e dei primi incarichi come reporter, nel contesto della nascita del fotogiornalismo moderno tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta del secolo scorso. Nella prima sezione le immagini dell’Europa di quel periodo, la vita culturale e la crisi politica, includendo fotografie realizzate in Etiopia alla vigilia dell’invasione italiana del 1935.

Un’altra sezione è dedicata agli Stati Uniti, con i suoi celebri ritratti, tra cui quelli di Marilyn Monroe e Albert Einstein, realizzati durante la lunga collaborazione con Life. La mostra prosegue con le immagini realizzate nell’Europa del dopoguerra che Eisenstaedt osserva con uno sguardo fortemente influenzato dall’esperienza americana, restituendo paesaggi e una società profondamente trasformati. Il percorso si chiude con un omaggio a Venezia: fotografie meno note, ma che offrono una visione intima della città, e la descrizione dell’umanità che la popolava all’epoca.

Le immagini Eisenstaedt, quasi tutte in bianco e nero, raccontano la società del suo tempo con rigore documentaristico, ironia e poesia. Le sue immagini di vita quotidiana o di reportage internazionali hanno contribuito a raccontare le sociali trasformazioni del Novecento, definendo anche il complesso linguaggio del fotogiornalismo.

EXHIBITION VIEW

L’ARTISTA

Alfred Eisenstaedt. New York, 1939 © Alfred Eisenstaedt  The LIFE Picture Collection  Shutterstock

Alfred Eisenstaedt nasce nel 1898 in una famiglia benestante della Prussia occidentale e cresce a Berlino,
dove sviluppa fin da piccolo una profonda passione per la musica, che lo accompagnerà per tutta la vita. A
14 anni riceve in regalo la sua prima macc
hina fotografica, una Kodak, ma la sua giovinezza viene presto
interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale: viene arruolato e rimane gravemente ferito. Durante
la lunga convalescenza frequenta i musei studiando la luce e la composizione dei grandi
pittori del passato.
Negli anni ’20, mentre lavora come commerciante di bottoni e cinture, torna con sempre maggiore interesse
alla fotografia. Acquista una fotocamera Zeiss e inizia a vendere alcune fotografie a riviste illustrate. Nella
prima metà degli anni Trenta la sua ca
rriera decolla, viaggia in Europa per ritrarre eventi politici e celebrità,
e il suo lavoro viene pubblicato su alcune delle testate più rilevanti del periodo, come “Die Dame”, “Berliner
Illustrirte Zeitung”, “Graphic” e “London Illustrated News”.
Con l’ascesa del nazismo, la situazione in Germania diventa pericolosa per un fotografo di origine ebraica.
Dopo aver immortalato figure del regime come Goebbels e Hitler, e avere realizzato un importante reportage
in Etiopia, nel 1935 Eisenstaedt emigra n
egli Stati Uniti, stabilendosi a New York. L’anno successivo viene
assunto dalla rivista “Life”, diventando uno dei fotografi più importanti del magazine. Nel 1945, durante i
festeggiamenti per la fine della guerra, realizza il celebre scatto del marinaio
che bacia una donna a Times
Square.
A partire dalla seconda metà degli anni quaranta viaggia instancabilmente in tutto il mondo: documenta la
ricostruzione del Giappone, ritorna in Etiopia, visita Israele e fotografa personaggi come Einstein,
Oppenheimer, Hemingway, Kennedy, Sophia Loren. Pa
rallelamente, riceve numerosi riconoscimenti
internazionali e pubblica diversi volumi fotografici che celebrano l’importanza del suo lavoro.
Nonostante l’età avanzata, continua a lavorare: nel 1993, ormai novantacinquenne, scatta la sua ultima foto,
ritraendo la famiglia del Presidente americano Bill Clinton. Due anni dopo, nel 1995, muore nella sua amata
casa di Martha’s Vineyar

INFO

Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria
a cura di Monica Poggi
Museo Villa Bassi Rathgeb | 16 maggio – 20 settembre 2026
MUNAV – Museo Storico Navale di Venezia | 22 maggio – 22 novembre 2026

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