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SALLY GALL a Pietrasanta: tra fotografia e astrazione del paesaggio

Fino al 9 agosto 2026, Accesso Galleria di Pietrasanta presenta Sally Gall. Vertical World, prima personale italiana dedicata alla fotografa americana Sally Gall.

Un progetto che porta in Versilia una riflessione sul paesaggio come organismo in trasformazione, sospeso tra registrazione documentaria e deriva astratta.

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La mostra riunisce dieci fotografie di medio e grande formato (66×102 cm e 84×127 cm), realizzate con stampa a pigmenti d’archivio e dedicate alle monumentali pareti rocciose dell’ovest statunitense. Le immagini attraversano alcuni tra i territori geologicamente più iconici degli Stati Uniti, dall’altopiano del Colorado ai canyon di Utah, Arizona, Nevada e New Mexico, restituendo una geografia verticale che sfugge alla semplice descrizione cartografica.

Il punto di origine del progetto è un’esperienza di immersione diretta nel Grand Canyon, durante una discesa in rafting, che ha innescato nell’artista la necessità di tornare su quei paesaggi attraverso successive esplorazioni. Ne nasce una sequenza visiva in cui la roccia non è più sfondo ma entità attiva, attraversata da processi lenti, sedimentazioni e fratture che diventano struttura narrativa.

La ricerca di Gall si colloca in una zona di attrito tra fotografia e pittura. Le superfici cromatiche, dense e vibranti, evocano talvolta le tensioni del color field americano, con rimandi indiretti a Clyfford Still e Helen Frankenthaler, ma senza mai abbandonare un principio di aderenza al reale. L’immagine resta fedele alla realtà osservata, evitando interventi manipolativi, ma lavorando sulla soglia percettiva che separa documento e astrazione.

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Elemento centrale del progetto è la sottrazione. L’assenza della linea d’orizzonte, la compressione dei punti luce e la riduzione delle profondità spaziali sospendono la fotografia in una condizione quasi non topografica. Il paesaggio si trasforma così in superficie, in campo visivo autonomo, dove la dimensione geologica diventa linguaggio formale.

«Il mio obiettivo è di fotografare la Terra in azione. Un mondo scultoreo creato dal vento, dalla pioggia, dal tempo», afferma l’artista, sottolineando la tensione del suo lavoro verso una temporalità non umana, impercettibile nella scala dell’esperienza quotidiana.

Con Vertical World, Sally Gall costruisce un dispositivo visivo che interroga la percezione stessa del paesaggio naturale. Non si tratta di rappresentare la natura, ma di restituirne una condizione di esistenza, dove ciò che appare immobile è in realtà attraversato da una trasformazione continua, lenta e ininterrotta.

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L’ARTISTA

Sally Gall (Washington, 1956) vive e lavora a New York. Dopo il Diploma in Belle Arti alla Rhode Island School of Design (1978), sviluppa una ricerca fotografica centrata sul mondo naturale e sulla sua percezione. Il suo lavoro indaga il confine tra figurazione e astrazione: attraverso un uso essenziale del linguaggio fotografico, elimina indizi spaziali e tridimensionali per trasformare soggetti riconoscibili in immagini ambigue e sospese. Ne emerge una pratica che si concentra sul momento di passaggio tra rappresentazione e astrazione. Nel corso della sua carriera ha esplorato sia i modi in cui l’essere umano attraversa e modifica il paesaggio — come in serie dedicate a campi coltivati, sentieri o gesti quotidiani — sia la dimensione più immobile e geologica della Terra, con lavori su specchi d’acqua, spazi sotterranei e pareti rocciose. Nel corso di oltre quarant’anni di attività è stata artista in residenza presso la Rockefeller Foundation e Director’s Guest alla Civitella Ranieri Foundation. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Whitney Museum of American Art e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, il San Francisco Museum of Modern Art, il Museum of Fine Arts di Houston e la Bibliothèque Nationale de France.

INFO

Sally Gall. Vertical World
28 giugno – 9 agosto 2026
Pietrasanta, Accesso Galleria

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