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La materia dei sogni: a Treviso le radici dell’arte africana contemporanea

Fino al 15 gennaio 2027, il Museo di Santa Caterina di Treviso ospita La materia dei sogni. Radici dell’Arte Africana Contemporanea, una mostra che riunisce oltre 120 opere di 23 artisti provenienti da dieci Paesi dell’Africa subsahariana per rileggere una stagione decisiva della storia dell’arte contemporanea internazionale.

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Più che una panoramica sull’arte africana, il progetto curato da Enrico Mascelloni ambisce a ricostruirne alcune delle matrici culturali, formali e immaginative che, tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, hanno contribuito alla nascita di linguaggi destinati a incrinare le consuete geografie della contemporaneità. Un periodo nel quale pratiche legate alla vita quotidiana, al rito, alla memoria e alla materia entrano in una dimensione artistica che non attende più una legittimazione proveniente dall’Occidente.

È proprio questa autonomia a costituire uno dei nuclei concettuali della mostra. La materia dei sogni prende le distanze da una lettura dell’arte africana costruita attraverso la lente dell’esotismo o della semplice alterità culturale e concentra l’attenzione su una generazione di artisti che ha elaborato, ciascuno secondo traiettorie differenti, una propria idea di contemporaneità.

Questa mostra documenta un’autonomia culturale che non ha bisogno di legittimazioni esterne», afferma Enrico Mascelloni. «Presentiamo artisti che hanno saputo abitare il “non-confine”, trasformando la vita quotidiana e il rito in una materia dei sogni che parla oggi con una forza intatta».

Il percorso riunisce dipinti, sculture, fotografie e installazioni, provenienti da collezioni private italiane e internazionali. La prevalenza di opere realizzate tra gli anni Settanta e Novanta consente di osservare una fase di particolare densità, nella quale la ricerca artistica africana comincia a emergere con maggiore evidenza al di fuori dei propri contesti geografici, costruendo una relazione complessa con i sistemi dell’arte internazionale.

Tra i protagonisti figurano Georges Lilanga, Seyni Awa Camara, Esther Mahlangu, Almighty God, Eloi Lokossou, Dago, Cyprien Tokoudagba, Twins Seven Seven, Sunday Jack Akpan, Paa Joe, Reinate Sadimba, Davide Ochieng, Richard Onyango, Cheff Mwaii, Tchif, Peter Wanjau, Ismaïla Manga, Thérèse Mendy, Titta MBaye, Papisto Boy, Salla Cassett, Amébéde Mouleo e Jogn Goba. Artisti appartenenti a contesti e generazioni differenti, accomunati non da un’identità estetica univoca, ma dalla capacità di trasformare materiali, immaginari e codici locali in forme capaci di oltrepassare il proprio luogo d’origine.

Alcuni degli artisti presenti parteciparono a “Magiciens de la Terre”, la storica mostra del 1989 al Centre Georges Pompidou di Parigi che mise in discussione, non senza contraddizioni, il sistema occidentale di classificazione dell’arte contemporanea e la separazione tra centro e periferia. A distanza di quasi quarant’anni, quelle opere possono essere osservate dentro una storia ormai diversa, nella quale l’idea stessa di un unico centro dell’arte contemporanea appare sempre più difficile da sostenere.

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In questo senso, la mostra di Treviso assume anche una funzione storiografica. Non si limita a recuperare opere e autori rimasti a lungo ai margini delle grandi narrazioni, ma propone di interrogare il modo in cui quelle narrazioni sono state costruite. La questione non è soltanto chi sia entrato nel museo, ma chi abbia avuto il diritto di definire cosa fosse contemporaneo.

La scelta del titolo, La materia dei sogni, introduce così una dimensione ulteriore. Il sogno non è qui evasione, quanto dispositivo capace di tenere insieme realtà materiale e universo simbolico, esperienza individuale e memoria collettiva. La materia diventa il luogo nel quale questi elementi si depositano: legno, tessuto, colore, fotografia, oggetti quotidiani e materiali di recupero possono assumere una funzione che è insieme estetica, rituale e narrativa.

L’esposizione è inoltre dedicata alla memoria di Sarenco, artista e intellettuale con il quale Mascelloni condivise fin dagli anni Ottanta un’intensa attività di ricerca e valorizzazione dell’arte contemporanea africana. Una dedica che restituisce alla mostra anche la dimensione di una ricerca costruita nel tempo, attraverso relazioni, scambi e raccolte che hanno contribuito a portare in Europa una scena artistica allora ancora largamente esclusa dalle principali genealogie della contemporaneità.

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Info

La materia dei sogni. Radici dell’Arte Africana Contemporanea
Museo di Santa Caterina, Treviso
3 settembre 2026 – 15 gennaio 2027
A cura di Enrico Mascelloni

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