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Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi da CUBO Unipol a Bologna

CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, presenta dal 6 febbraio al 26 maggio 2026 Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi, mostra personale del collettivo IOCOSE, nell’ambito della nona edizione di das – dialoghi artistici sperimentali e in occasione di ART CITY Bologna 2026.

IOCOSE_das09_Pointing Nemo_Installation view CUBO in Torre Unipol_1@ph Vincenzo Ruocco

A cura di Federica Patti, il progetto espositivo intercetta l’attualità del movimento NewSpace e ne osserva criticamente i miti fondativi. Il fenomeno propone la colonizzazione dello spazio come unico futuro possibile per l’umanità, secondo nuove logiche coloniali con forte connotazione artificiale. Più che su basi scientifiche, il movimento si fonda sulla produzione di narrazioni capaci di alimentare desiderio, consenso e valore finanziario attorno a pochi astropreneur globali. In questo scenario, lo spazio non è più un orizzonte condiviso ma un asset simbolico ed economico, una frontiera infinita da capitalizzare.

È in questo interstizio tra ideologia e immaginario che si inserisce il lavoro di IOCOSE, collettivo attivo dal 2006 nell’analisi critica alle retoriche dell’innovazione tecnologica. Nelle opere presentate nelle due sedi bolognesi di CUBO, Porta Europa e Torre Unipol, IOCOSE mette in scena le contraddizioni della colonizzazione spaziale del XXI secolo: il rapporto conflittuale con l’alterità, l’impatto economico ed ecologico sul pianeta Terra, la persistenza di un immaginario e di uno sguardo occidentale che trasforma l’esplorazione in conquista. Patti sottolinea: «IOCOSE si muove in questa costellazione critica, con una traiettoria dal sapore diverso: le loro opere sembrano suggerire che la corsa allo spazio non è affatto una fuga verso il nuovo, bensì un eterno ritorno del vecchio […]. Le narrazioni del NewSpace continuano a proiettare in orbita l’idea che un altrove sia ancora possibile, ma IOCOSE ci ricorda che la verità non sta nelle stelle ma a Point Nemo: sta nei resti, nei rottami che tornano a terra come meteoriti di un futuro mai realizzato».

La nostra ricerca artistica – prosegue il collettivo – verte sul fallimento del mito del progresso tecnologico ed il NewSpace ci pare al momento il miglior vettore per poterlo esplorare perché catalizza diversi aspetti per noi rilevanti: il fallimento delle speculazioni su questo mito, la sacralità che lo avvolge, le aspettative che noi umani abbiamo nei confronti del progresso tecnologico, come queste aspettative vengano diffuse, da quali interpreti, per quale pubblico, attraverso quale linguaggio».

Attraverso un approccio concettuale che privilegia piccoli gesti, dettagli marginali e slittamenti di senso, il collettivo utilizza ironia e straniamento offrendo un altro punto di vista alle narrazioni dominanti del progresso, a partire dal titolo stesso, che trae spunto da Point Nemo, il punto nell’Oceano Pacifico più distante da qualsiasi terra emersa, noto come “cimitero di veicoli spaziali” perché utilizzato per far precipitare satelliti e stazioni spaziali dismesse.
Pointing Nemo connette opere ormai iconiche come Moving Forward (2016) a nuove produzioni inedite, tra cui Hic Sunt Dracones e PNT – Point Nemo Tower (2026), realizzate appositamente e presentate in anteprima a CUBO.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Nella sede di Porta Europa, all’esterno, trova spazio The Hollow Chorus (Geodome) (2021), una grande struttura geodetica in legno laccato. Sulla facciata dello Spazio Arte campeggiano tre stendardi lunghi oltre sei metri che raffigurano la Point Nemo Tower, torre composta dall’accumularsi dei detriti di oltre 260 sonde spaziali che si erge nelle profondità oceaniche. Per esplorarla e viverla, infatti, in occasione della mostra, a CUBO in Porta Europa apre un corner l’agenzia Nemo Heights, il primo progetto al mondo dedicato al lusso abissale che organizza investimenti e living nel punto più remoto del pianeta, Point Nemo. All’interno, opere come Moving Forward (2016 – ongoing) – un tapis roulant che costringe il corpo a un movimento continuo senza avanzamento reale – materializzano la retorica del progresso infinito come gesto vuoto e ripetitivo, mentre il video Going to Earth to Benefit Space (2022) smaschera uno degli slogan chiave del NewSpace: “andare nello spazio per aiutare la Terra”, mostrando come la narrazione della salvezza dell’umanità attraverso la migrazione interplanetaria finisca per trasformarsi in un alibi simbolico che sposta altrove le responsabilità della crisi climatica.
Nella sede di Torre Unipol, il percorso si arricchisce di un ulteriore livello critico e immaginativo: la Torre incarna la Point Nemo Tower, uno spazio sottosopra che guarda al futuro come se fosse già passato, restituendo una visione perturbante di ciò che il progresso potrebbe lasciare dietro di sé: scarti, rovine simboliche, promesse non mantenute, ma anche video promozionali e gadget da collezionare. Qui, un vessillo fuori scala lungo oltre otto metri presenta il prospetto architettonico della torre subacquea. Con Hic Sunt Leones (2024) e Hic Sunt Dracones, grandi stampe su tessuto rip-stop montate come paracaduti, IOCOSE recupera i motti della cartografia medievale usati per indicare terre sconosciute e pericolose, scrivendoli in codice binario sopra le immagini delle precipitazioni su Point Nemo, a sottolineare la continuità tra antiche mappe coloniali e nuove geografie spaziali. The Fortune Teller (2020), una serie di stampe circolari, completa il percorso suggerendo un futuro ridotto a previsione divinatoria automatizzata e destino preconfezionato.

I TALK

Cifra distintiva della rassegna das è quella di accompagnare il progetto espositivo a momenti di approfondimento, eventi, incontri, talk ad amplificare la poetica e i temi trattati dalla mostra.
Venerdì 6 febbraio dalle 18:30 alle 23:30 in Porta Europa: Morra mc live, in collaborazione con NEU radio.
Sabato 7 febbraio ore 16:00 in Porta Europa: Meet the artist w/IOCOSE in dialogo con Claudio Musso, critico d’arte, curatore indipendente e docente del Politecnico delle Arti di Bergamo.
Sabato 7 febbraio ore 21:00 in Torre Unipol: dasLIVE – Sonorizzazione di Valeria Sturba, polistrumentista, cantante e compositrice.
Domenica 8 febbraio ore 16:00 in Torre Unipol: talk con Edwige Pezzulli, astrofisica e divulgatrice scientifica.
Mercoledì 8 aprile ore 18:30 in Torre Unipol: presentazione del catalogo della mostra alla presenza di IOCOSE e di Eva Diaz, docente di Storia dell’Arte Contemporanea al Pratt Institute di New York, in dialogo con Federica Patti, curatrice di das.09.

IL COLLETTIVO

IOCOSE – Fondato a Bologna nel 2006 da Matteo Cremonesi, Filippo Cuttica, Davide Prati e Paolo Ruffino, IOCOSE esplora da vent’anni le retoriche dell’innovazione tecnologica e del progresso, mettendone in luce il fallimento attraverso una poetica critica, ironica e surreale, e creando nuove interpretazioni di immaginari e iconografie. Il collettivo ha esposto in importanti istituzioni internazionali come la Tate Modern di Londra, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Fotomuseum Winterthur in Svizzera, confermandosi uno dei principali interlocutori artistici nella riflessione sul rapporto tra tecnologia, futuro e immaginario collettivo.
 www.iocose.org

EXHIBITION VIEW

INFO

Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi
A cura di Federica Patti
Date 6 febbraio – 26 maggio 2026
Bologna, CUBO in Porta Europa – Piazza Sergio Vieira de Mello, 3/5,
e CUBO in Torre Unipol – Via Larga, 8
Ingresso libero
Info al pubblico www.cubounipol.it

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