CHAGALL_Vercelli

Doppia mostra allo Spazio ARCA di Vercelli: Marc Chagall e Iva Lulashi

Da oggi 13 ottobre 2026 fino al 29 marzo 2027, l’Ex Chiesa di San Marco, sede dello Spazio ARCA a Vercelli, ospita due mostre che mettono in relazione la memoria e l’identità nella pittura di Marc Chagall con la ricerca contemporanea di Iva Lulashi.

Due percorsi distinti, promossi nell’ambito della collaborazione tra il Comune di Vercelli, Arthemisia e la Fondazione Giuseppe Iannaccone, che attraversano epoche e linguaggi differenti interrogando il rapporto tra immagine, esperienza personale e dimensione collettiva.

Marc Chagall, la memoria come materia pittorica

Con Chagall, lo Spazio ARCA presenta sessanta opere che ripercorrono oltre mezzo secolo della produzione di Marc Chagall. Curata da Francesca Villanti, la mostra segue alcuni dei motivi ricorrenti nell’opera dell’artista: la città natale, gli innamorati, i fiori, gli animali e il circo. Immagini che, attraverso continue trasformazioni, restituiscono una biografia segnata dall’esilio e dalla perdita.

Il mondo pittorico di Chagall può apparire a un primo sguardo sospeso in una dimensione fiabesca, popolata di figure in volo e colori accesi. Dietro questa apparente leggerezza affiora però una storia attraversata dalla rivoluzione, da due guerre mondiali e dalla distruzione del contesto culturale nel quale l’artista era cresciuto. La sua pittura diventa così uno strumento per preservare ciò che la storia ha disperso, trasformando il ricordo in una presenza continuamente rinnovata.

Tra le opere esposte figurano Villaggio russo (1929), Ritratto di Vava (1953-1956), Gli innamorati con l’asino blu (1955 circa), Gli innamorati su fondo giallo (1960), Il gallo viola (1966-1972), Il clown dal volto verde (1975 circa) e Grande mazzo di fiori rosso (1975). Il percorso comprende anche gli autoritratti, dall’Autoritratto con la casa del 1922-1923 al Doppio autoritratto con cespuglio bianco del 1978, seguendo l’evoluzione di un’indagine sull’identità che attraversa l’intera vita dell’artista.

La mostra si articola in quattro sezioni, Il villaggio interiore, La voce che resta, La scena dell’umano e Rifiorire, accompagnate dai versi scritti da Chagall in russo e in yiddish, successivamente raccolti in Poèmes. La parola poetica affianca le immagini senza pretendere di spiegarle, facendo emergere una sensibilità comune nei confronti della memoria, dell’amore e della fragilità dell’esistenza.

All’interno del percorso trovano spazio anche opere della Collezione Giuseppe Iannaccone, con una selezione curata da Daniele Fenaroli dedicata alla pittura italiana tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta. I lavori di Antonietta Raphaël, Scipione, Fausto Pirandello, Renato Birolli e Italo Valenti introducono una ricerca che, lontana dalla monumentalità del Ritorno all’ordine, privilegia una dimensione più inquieta e interiore dell’immagine.

Iva Lulashi, il desiderio tra intimità e controllo

Accanto alla retrospettiva dedicata a Chagall, lo Spazio ARCA presenta Iva Lulashi. Sotto quale albero, mostra personale curata da Daniele Fenaroli e promossa dalla Collezione Giuseppe Iannaccone. L’artista, nata a Tirana nel 1988, cresciuta in Italia e oggi attiva a Milano, ha rappresentato l’Albania alla Biennale d’Arte di Venezia del 2024. La sua ricerca pittorica si concentra sulle relazioni umane, sulla memoria delle immagini e sulla complessità del desiderio individuale.

Lulashi costruisce i propri dipinti a partire da immagini preesistenti, ricordi e brevi sequenze video. Il suo interesse si concentra spesso su momenti sottratti alla narrazione esplicita: uno sguardo, una pausa, un gesto che precede un contatto. Attraverso una pittura fluida, dai contorni sfumati e dalle cromie vibranti, l’artista sospende la riconoscibilità della scena e lascia che siano l’atmosfera e la tensione emotiva a orientare lo sguardo.

Al centro della sua ricerca emerge il rapporto tra individuo e collettività. I volti e i corpi dipinti resistono alla possibilità di essere ridotti a categorie anonime, mentre il desiderio conserva una natura irriducibilmente personale. La dimensione intima entra così in tensione con le dinamiche del controllo e della sorveglianza, suggerendo una riflessione sulla possibilità di proteggere la propria interiorità dallo sguardo esterno.

La mostra occupa un’unica sala dell’Ex Chiesa di San Marco, dove le opere si presentano simultaneamente, senza imporre al visitatore una sequenza prestabilita. L’allestimento favorisce una fruizione d’insieme, nella quale i dipinti possono entrare in relazione tra loro attraverso rimandi visivi ed emotivi. Poche opere, secondo il progetto espositivo, sono sufficienti a delineare un universo fatto di presenze, corpi e immagini sospese tra riconoscibilità e mistero.

Due mostre, due modi di interrogare l’immagine

La presenza simultanea di Chagall e Lulashi mette in dialogo due concezioni differenti della pittura. Nel primo, l’immagine custodisce la memoria di un mondo perduto e ne rinnova la presenza attraverso una personale mitologia visiva. Nella seconda, l’immagine diventa uno spazio di indagine sull’intimità, sul desiderio e sulla pressione esercitata dallo sguardo collettivo.

La distanza storica e linguistica tra i due artisti non viene annullata, ma rende leggibili alcune questioni comuni: il rapporto tra esperienza individuale e storia, la fragilità dell’identità, la capacità della pittura di sottrarre le immagini a una lettura univoca. La doppia proposta espositiva amplia così il programma culturale di Vercelli, mettendo in relazione un protagonista dell’arte moderna e una delle voci della pittura europea contemporanea.

Info

“CHAGALL”
13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027
Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli

“IVA LULASHI.
SOTTO QUALE ALBERO”
13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027
Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli

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